La Repubblica, 16 agosto 2025
Il Garante regionale: “La politica abbia un sussulto”. Un detenuto di 54 anni, in carcere da quattro giorni nell’istituto penitenziario di Benevento, si è suicidato. Sulla modalità del gesto c’è il massimo riserbo: indaga la magistratura. “Ogni suicidio in carcere - commenta Samuele Ciambriello, garante dei detenuti in Campania - è una sconfitta della giustizia e della politica”. “Quello di oggi - continua Ciambriello - è il quinto suicidio in Campania dall’inizio dell’anno, più un ristretto nella Rems di San Nicola Baronia (Avellino). La macabra contabilità dei morti in carcere e di carcere minimizzata dal Governo, rischia di essere una strage di Stato. Nell’indifferenza generale ogni morte in carcere è una sconfitta della giustizia e della politica populista e giustizialista. Invochiamo un sussulto della società civile, degli operatori della comunità penitenziaria, fatta di detenuti e detenenti”.
di Laura Natoli
La Nazione, 16 agosto 2025
Antonio Vannini, 58 anni, era affetto da epilessia e tumore. Si è sentito male anche per il caldo nella cella. Non trova pace il carcere della Dogaia. L’ennesima tragedia si è consumata nella notte fra mercoledì e giovedì quando un detenuto, Antonio Vannini, 58 anni, malato da tempo, è stato stroncato da un malore. Vannini era recluso per reati contro il patrimonio e la persona. Da tempo le sue condizioni di salute erano diventate critiche tanto che il suo legale, Costanza Malerba, aveva fatto di recente istanza di deferimento pena, in quanto la detenzione in carcere non era più compatibile con il suo stato.
Genova. L’inchiesta sul 18enne torturato in cella: “Lo credevamo un pedofilo, volevamo punirlo”
di Tommaso Fregatti
La Stampa, 16 agosto 2025
Quello subito dal detenuto di 18 anni, seviziato e torturato da quattro compagni di cella a Marassi, è stato un accanimento del tutto ingiustificato, indicativo di uno spirito di crudeltà e di totale incapacità di autocontrollo. Per questo la procura di Genova la scorsa settimana ha chiesto e ottenuto l’arresto per il gruppo: si tratta di tre egiziani di 21, 23 e 26 anni, e di un italiano di 41 anni. Sono accusati di tortura e violenza sessuale di gruppo. L’ordinanza è stata emessa dal giudice per le indagini preliminari Camilla Repetto ed eseguita giorni fa. I quattro, dopo le violenze che avevano anche provocato una dura rivolta nella casa circondariale, erano stati trasferiti in altre città. L’aggressione sarebbe iniziata l’1 giugno ed è andata avanti almeno fino al 2. Il 3 le condizioni del ragazzo sarebbero peggiorate così tanto che gli stessi aggressori avrebbero avvisato gli agenti dicendo che aveva fatto tutto da solo.
Genova. Protesta o rivolta. Sevizie, negligenze, tumulti. Il caso del carcere di Marassi farà scuola
di Chiara Cacciani
huffingtonpost.it, 16 agosto 2025
Diversi detenuti del penitenziario di Genova andranno a processo per un reato nuovo di zecca: rivolta in un carcere. Ma la protesta è nata per le sevizie a un loro compagno di cella, trascurate dagli agenti e poi gestite in modo inusuale. L’unica certezza è che la moltiplicazione dei reati non sembra avere alcun effetto deterrente. Il reato di rivolta all’interno di un istituto penitenziario è di quelli nuovi di zecca: approvato ad aprile, fortemente criticato da chi di carcere si occupa abitualmente, è applicabile da giugno. Destino vuole che sarà contestato per la prima volta in quella che è una vicenda complicatissima, capace di svelarne già limiti e debolezze: la protesta violenta che ha coinvolto 80 detenuti a Genova Marassi il 5 giugno scorso.
di Erica Dellapasqua
Corriere della Sera, 16 agosto 2025
La sua ultima lettera dal carcere: “La politica in ferie, noi lasciati come cani in autostrada”. Visita di Ferragosto a Rebibbia. Alemanno: “Politica in ferie, noi lasciati come cani in autostrada”. Salvini: “In carcere servono più divise”. Salvini al carcere di Rebibbia a Roma, vede anche Alemanno: “É tonico e determinato”. “Alemanno? L’ho visto tonico e determinato. È chiaro che chi sbaglia paga, però nel pagare ci vuole dignità e rispetto”.
monzatoday.it, 16 agosto 2025
Nel pomeriggio di Ferragosto l’europarlamentare monzese ha effettuato una visita a sorpresa al carcere minorile di Milano: ecco che cosa ha detto al termine della visita. Al termine della visita ha denunciato sui social le carenze che ha trovato all’interno dell’istituto penitenziario minorile milanese dove attualmente ci sono 66 ragazzi, per la maggior parte in custodia cautelare. Un carcere che è finito alla ribalta delle cronache nazionali per presunte violenze ai danni dei giovani detenuti. Tra i problemi maggiori c’è, come in molte altre carceri italiane, quello del sovraffollamento. “La struttura è tra le più grandi d’Italia - ha scritto Salis sui social -. In celle già anguste, alcuni dormono su materassi stesi a terra. In estate le attività sono ridotte al minimo: le giornate scorrono vuote, nel caldo asfissiante e nello sporco delle sezioni, nei passeggi sotto il sole rovente, senza praticamente nulla da fare”.
di Selvaggia Bovani
La Provincia Pavese, 16 agosto 2025
Uno dei padiglioni è in fase di adeguamento, verrà chiusa l’area femminile. I dubbi del Pd. Il carcere di Vigevano avrà il 41 bis: ora è ufficiale. Come anticipato due mesi fa, la casa di reclusione dei Piccolini sarà riconvertita al regime 41 bis, una struttura riservata a detenuti che sono stati condannati o imputati per reati di criminalità organizzata o terrorismo. Sono soggette al 41 bis persone ritenute in grado di mantenere contatti con la criminalità organizzata o gruppi eversivi anche dall’interno del carcere, una pericolosità che giustifica l’adozione di misure carcerarie più rigide. Uno dei padiglioni del carcere dei Piccolini è in fase di adeguamento e la gara per i lavori è stata chiusa il 21 luglio. Sull’argomento avevano depositato un’interrogazione parlamentare la deputata del Partito Democratico e segretaria regionale del Pd, Silvia Roggiani, insieme ai deputati Gianni Cuperlo, Antonella Forattini, Gian Antonio Girelli, Lorenzo Guerini, Lia Quartapelle e Vinicio Peluffo, che chiedevano al ministro Carlo Nordio di fare chiarezza sia sui progetti di riconversione dell’istituto, con il trasferimento della sezione femminile e l’introduzione del 41 bis, sia sulla tutela dei posti di lavoro.
Il Giorno, 16 agosto 2025
L’europarlamentare brianzola denuncia sovraffollamento e degrado nell’istituto: detenuti minorili aumentati del 55% sotto l’attuale governo. “Ferragosto in carcere significa caldo opprimente, sovraffollamento e la disperata sensazione di essere abbandonati”. Con queste parole l’europarlamentare Ilaria Salis ha descritto su Instagram la situazione trovata durante un’ispezione a sorpresa al carcere minorile Cesare Beccaria di Milano, dove attualmente sono detenuti 66 ragazzi.
spaziospadoni.org, 16 agosto 2025
Anche quest’anno, in occasione del Ferragosto, è stata lanciata a Udine una raccolta fondi dal titolo emblematico: “Non siete soli”. Promossa dall’Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Udine, insieme all’Associazione La Società della Ragione e Icaro Volontariato Giustizia ODV, l’iniziativa si propone di portare un segnale tangibile di vicinanza a chi vive la detenzione, in un contesto segnato da sovraffollamento, caldo, solitudine e difficoltà. Descritta come un messaggio alla società, questa iniziativa vuole trasformare l’isolamento in un’occasione per promuovere valori solidali e di riscatto. Anche se le persone detenute spesso restano invisibili - sospese tra un giorno lontano dall’altro - desiderano essere ricordate come parte della comunità. Il gesto della raccolta diventa dunque un modo concreto per dire: “Non siete soli”, con rispetto, umanità e responsabilità civile.
di Lorenzo Durandetto*
lavitacattolica.it, 16 agosto 2025
Portare “il carcere fuori dal carcere” è parte del ministero di noi padri vincenziani della Congregazione della Missione cui l’Arcivescovo ha affidato questo importante e delicato ministero. Oltre al servizio che svolgo normalmente in Istituto, come ho già avuto modo di raccontare in questa rubrica cerco di fare “cultura” sul carcere e durante l’estate nella Parrocchia di Tricesimo in cui collaboro mi è stata data una bella opportunità. Insieme al parroco don Dino e agli animatori dell’Oratorio estivo ho proposto di ascoltare la storia di un giovane. Protagonista dell’iniziativa, che rientra nella formazione dei ragazzi, è B. ex detenuto che sta scontando il fine pena con una misura alternativa.
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