di Umberto Maiorca
perugiatoday.it, 18 agosto 2025
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle richieste di misure alternative alla detenzione per un 58enne spoletino, condannato per duplice tentato omicidio nel 2017 allorquando aveva aggredito due giudici del Tribunale penale di Perugia, nonostante l’aggravarsi delle sue condizioni di salute. I giudici della Prima Sezione Penale hanno stabilito che le cure carcerarie sono adeguate e che permangono profili di pericolosità sociale, dopo la revoca nel 2023 di una precedente detenzione domiciliare per minacce a un operatore sanitario.
perugiatoday.it, 18 agosto 2025
Il Garante regionale dei detenuti chiede la nomina del provveditore regionale e l’istituzione della Rems. Una residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), il sostegno per i detenuti psichiatrici, il sovraffollamento, le difficoltà operative della Polizia penitenziaria. Il garante per i detenuti Giuseppe Caforio ha diffuso una nota, dopo aver trascorso il giorno di Ferragosto in carcere, a Orvieto e Terni. “Il giorno di Ferragosto come tradizione lo passo in un carcere e quest’anno sono stato al carcere di Orvieto e il giorno dopo cioè ieri sono stato al carcere di Terni, entrambi le carceri oltre anche a (Spoleto e Perugia sono in una fase di implosione per il numero dei carcerati e questa è storia vecchia, ma nell’ultimo mese vi è stata una recrudescenza di trasferimenti in prevalenza dalla Toscana di detenuti psichiatrici.
di Maria Teresa Caputo
altalex.com, 18 agosto 2025
Intervista al dott. Piero Rossi, Garante per la Puglia delle persone private della libertà personale: “Ancora una volta il Governo ha dimostrato di dar vita a delle azioni intempestive nel senso che questa è una politica di annuncismo. Si sposta l’orizzonte sempre in avanti senza trovare una soluzione ma semplicemente prevedendo una pianificazione per un risultato che potrà arrivare tra due o tre anni. C’è una Commissione di costruzione carceraria che continua a non dare risultati. Per risolvere il problema del sovraffollamento, si pensò prima alle caserme poi ai container, che non sono mai arrivati. Si continuano a fare riunioni ma non si comprende quale sia il dies a quo, quando cioè avranno avvio le prospettate misure e il dies a quem, quando cioè arriveranno i risultati. Non si sa niente e, nel frattempo, la gente continua a morire in carcere”.
di Manuel Colosio
Corriere della Sera, 18 agosto 2025
L’europarlamentare Ilaria Salis il 17 agosto ha effettuato una visita a sorpresa nella casa di reclusione del centro cittadino constatandone la situazione drammatica: 370 detenuti a fronte di una capienza massima di 170. Verso le 12 Salis è entrata nella struttura di Canton Mombello, dove all’interno ad oggi ci sono oltre 370 detenuti rispetto ad una capienza regolamentare di 170, con un tasso di sovraffollamento di questo carcere che quindi va ben oltre il 200%, ponendo in cima alle classifiche nazionali. Con questa visita ha potuto testimoniare le condizioni impossibili nei quali sono costretti i detenuti: “Problemi sanitari con cimici nei letti, letti a castello di tre piani con stanze dove risiedono anche 9-12 persone, bagni con docce improvvisate e l’impossibilità di svolgere attività lavorativa con continuità” spiega Salis, sostenendo che “questo carcere non può essere ristrutturato, ma andrebbe chiuso”.
di Selvaggia Bovani
La Provincia Pavese, 18 agosto 2025
Con l’apertura della sezione 41bis in carcere, a pagare il prezzo più alto in termini di posti di lavoro saranno gli educatori. La sezione femminile di massima sicurezza, che ha 88 detenute, con la prossima settimana scomparirà del tutto. La conferma arriva dagli addetti ai lavori: “Una sezione del femminile è già vuota - riferiscono - mentre le detenute dell’altra verranno trasferite tutte la settimana prossima”. All’interno della sezione di Alta sicurezza venivano svolte attività utili per il reinserimento sociale tramite una cooperativa sociale, cosa che tra una settimana non si farà più. E che non sarà mai più prevista per la sezione del 41bis, o “carcere duro”, dove i detenuti passano circa 21 o 22 ore al giorno nella loro cella singola. Un altro importante tassello è stato il teatro partecipato, che ora, non avendo più la sezione femminile, verrà drasticamente ridotto.
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 18 agosto 2025
Dall’Ucraina a Gaza giovani da uccidere, affamare o riassegnare ai vincitori. Il Novecento trascorso invano. Non dovevo avere molto più di tre anni quando ho imparato che a tre anni i bambini sfortunati vengono portati via dalle loro mamme perché ormai sono grandi, e che dunque io ero molto fortunata, ero grande e non dovevo piangere per delle sciocchezze. Non dovevo fare capricci tipo non mangiare quella certa pietanza molle e scura perché gli altri, i bambini sfortunati, mangiavano qualsiasi cosa, vivevano in un posto dove non conoscevano nessuno ma proprio nessuno, le persone si rivolgevano a loro in una lingua che non capivano e la loro mamma non l’avrebbero rivista più. Quindi io, fortunatissima, dovevo mangiare la cosa molle e basta.
di Fabio Tonacci
La Repubblica, 18 agosto 2025
Sciopero generale contro il governo Netanyahu: “Fate tornare gli ostaggi a casa”. Cortei in altre città, 39 arresti. Bibi e i ministri estremisti: “Così rafforzate Hamas”. Se lo si conta, il numero è quello della rivolta di popolo. Un milione di israeliani su un totale di dieci è sceso per strada contro il governo e contro l’intenzione dichiarata di proseguire la guerra occupando l’intera Striscia di Gaza. Solo a Tel Aviv, secondo gli organizzatori, si sono radunati in 500 mila nella cosiddetta “piazza degli ostaggi” davanti al Museo d’Arte. Qualcuno addirittura, con stima assai generosa, parla di 2,5 milioni di adesioni. Se lo si pesa, però, si fa fatica a credere che questo secondo sciopero generale a conflitto in corso - il primo è stato nel settembre 2024 dopo il rinvenimento a Gaza dei cadaveri di sei ostaggi - sovvertirà davvero il corso dei piani di Netanyahu.
di Gabriella Colarusso
La Repubblica, 18 agosto 2025
“È in atto un genocidio e la gente inizia a pensare che non dovrebbe far parte dell’Idf: fa l’opposto di ciò in cui crede”, spiega Itamar Greenberg subito dopo essere stato rilasciato dalla polizia. Itamar Greenberg risponde al telefono che è appena stato rilasciato dalla polizia ad Haifa. Sarà la quarta o quinta volta che lo fermano, questa è perché partecipava a un sit-in di solidarietà con Yona Roseman, 18 anni, che ha presentato formalmente il suo rifiuto di arruolarsi nell’esercito israeliano. Yona andrà in prigione, come chiunque diserti in Israele, e come è successo a Itamar, il pioniere dei refusenik israeliani. Un anno fa, 18 enne anche lui, ha deciso di ribellarsi alla leva: è stato condannato cinque volte e in totale ha passato 197 giorni nella prigione militare di Neve Tzedek.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 18 agosto 2025
Al-Bejadi continua a marcire nella prigione di Buraydah, spesso in cella d’isolamento, senza alcun altro contatto col mondo esterno. Un gruppo di organizzazioni per i diritti umani ha sollecitato le autorità saudite a rimettere in libertà Mohammed al-Bejadi, un difensore dei diritti umani ancora in carcere nonostante la sua condanna sia terminata oltre due anni fa. Al-Bejadi, membro fondatore nel 2009 della principale organizzazione per i diritti umani - l’Associazione saudita per i diritti civili e politici (Acpra), messa al bando oltre 10 anni fa - è stato tre volte in carcere per il suo attivismo in favore dei diritti umani. La prima volta dal settembre 2007 al gennaio 2008, la seconda dal marzo 2011 all’aprile 2016.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 17 agosto 2025
Con il detenuto di 53 anni che si è tolto la vita a Ferragosto nella Casa circondariale di Benevento, sono 55 i suicidi negli istituti di pena italiani dall’inizio dell’anno. Che si aggiungono ai 102 morti in cella per cause ancora da accertare. L’ultimo decesso, la cui dinamica è ancora da chiarire, avvenuto sempre nel pomeriggio di venerdì, è quello di un 55enne che scontava l’ergastolo a Civitavecchia. E poche ore dopo, a Regina Coeli, un egiziano di 19 anni, arrestato il giorno prima, ha tentato di impiccarsi, è stato salvato in extremis: le sue condizioni sono assai critiche. Nel principale carcere della capitale da giorni si sono superate le 1.100 presenze con un sovraffollamento quasi del 200% e una grave carenza di personale.
- Le persone detenute non restino “sole”. La vita di chi patisce l’estate dietro le sbarre
- Nordio: “Governo sotto attacco. Le carceri sovraffollate? Non sono la causa dei suicidi”
- I suicidi nelle carceri non si minimizzano
- Detenuti senza diritti e dignità
- All’Onu il rapporto sul degrado negli istituti penitenziari minorili











