riminitoday.it, 17 agosto 2025
A Ferragosto una delegazione del Partito Radicale guidata Ivan Innocenti, membro del Consiglio generale, accompagnato dal consigliere del Comune di Rimini Andrea Pari e da Giorgio Galavotti, garante comunale delle persone private della libertà, ha visitato la casa circondariale riminese nell’ambito della iniziativa nazionale Ferragosto in carcere. “La situazione della Casa Circondariale di Rimini presente una situazione molto grave di sovraffollamento - denuncia la delegazione - nonostante la capienza regolamentare dell’istituto sia di 118 detenuti, il Ministero indica una capienza tollerabile di 165 persone.
esperia.tv, 17 agosto 2025
“Nonostante la dedizione del personale penitenziario, la struttura vecchia e inadeguata nella quale sono ristretti priva i detenuti non solo della libertà, ma anche della dignità”. È il quadro della Casa circondariale Ugo Caridi di Catanzaro tracciato dopo la visita nell’istituto compiuta da una delegazione composta dal presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso, dal presidente del Consiglio comunale Gianmichele Bosco, dal garante per i diritti dei detenuti Luciano Giacobbe e da una delegazione della Camera penale di Catanzaro guidata dal presidente Francesco Iacopino.
di Francesca Di Egidio
napolimonitor.it, 17 agosto 2025
C’è qualcosa di stonato e grottesco nei toni trionfalistici con cui è stata celebrata la riapertura dell’Istituto penale per i minorenni dell’Aquila. Bisogna avere una concezione distorta di cosa possa costituire una “giornata di gioia”, per usare le parole del sottosegretario Delmastro, presente all’inaugurazione, per festeggiare la riapertura di un carcere in questi termini, tanto più se destinato a minori. Non si trattava di locali abbandonati o inutilizzati, come si è voluto far credere, ma di un presidio pubblico pienamente attivo. Infatti, fino a poco tempo fa, i locali di Acquasanta ospitavano i corsi di economia dell’Università dell’Aquila, con una mensa utilizzata anche dagli studenti del vicino conservatorio.
forlitoday.it, 17 agosto 2025
L’associazione lancia l’idea in vista del futuro carcere di Forlì: “Crediamo sia opportuno ragionare in tempo utile sul futuro riutilizzo dell’attuale Casa circondariale”. “Nel nostro territorio manca una vera e propria Casa delle Associazioni, un luogo stabile in cui realtà culturali, artistiche, civiche ed anche sociali possano elaborare progetti, incontrarsi ed anche lavorare insieme ogni giorno dell’anno, promuovendo iniziative aperte al pubblico, continuativamente. In passato, abbiamo proposto lo spazio dell’ex Eridania come possibile sede, e in attesa che si sblocchi la situazione del rilancio dell’area, crediamo si possano valutare, già oggi, altre opportunità.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 17 agosto 2025
Aperto da tre mesi, non è solo un locale dove trascorrere qualche ora in compagnia a pranzo e cena ma soprattutto un luogo d’accoglienza per chi cerca una chance per ricominciare. Grigliate di carne e di pesce a pochi passi dal Ticino. Niente di straordinario, è tradizione grigliare il 15 agosto. Quello che è eccezionale è il luogo, il parco degli Horti borromaici dove si intrecciano habitat naturali, arte contemporanea, riflessione culturale, impegno etico, equità e inclusione sociale. Tra opere di diversi artisti, testimonianze del passato e natura, infatti, in un cascinale seicentesco si trova Horti Bistrot, non un locale come tanti bensì un luogo di accoglienza e cura.
di Emanuele Floris
L’Unione Sarda, 17 agosto 2025
Sterilizzazione, chiusura in spazi recintati e poi affidamento ad associazioni locali. È il provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria Domenico Arena ad aprire una via per la situazione dei gatti nel carcere di Bancali a Sassari. In un ordine di servizio dello scorso mese, la direttrice della struttura aveva ordinato di non dare più da mangiare ai felini vista anche la precaria condizione igienica che si era venuta a creare. Da poco Arena ha reso noto in un documento di un incontro tra la stessa direttrice, la garante comunale dei detenuti, il vicesindaco di Sassari e il direttore responsabile dell’Asl 1.
di Simona Ciaramitaro
collettiva.it, 17 agosto 2025
A Locarno il film documentario italiano sulle ultime case di lavoro, un modello ereditato dall’imperialismo europeo. Ha avuto la sua prima internazionale al 78° Locarno Film Festival il film documentario “Nella colonia penale” dei registi Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana. Un racconto per immagini di alcune delle ultime colonie penali tuttora attive in Europa proiettato nell’ambito della Semaine de la Critique in una sezione che vuole promuovere film innovatori per tematiche e stile e che possono dare vita a costruttivi dibattiti. Nel comunicato stampa che ne dà l’annuncio, si legge che tre località sarde, Isili, Mamone, Is Arenas e fino a poco tempo fa l’Asinara, sono infatti sede di case di lavoro all’aperto, “fondate su un modello ereditato dall’imperialismo europeo, dove i detenuti scontano la pena coltivando la terra, allevando animali da pascolo o svolgendo compiti legati alla manutenzione della stessa struttura in cui sono costretti”.
cinecittanews.it, 17 agosto 2025
Il documentario supportato da Cinecittà tramite il programma (In)Emergenza è stato presentato nel programma della Semaine de la Critique di Locarno 78. È stato premiato al 70° Locarno Film Festival con il Marco Zucchi Award il film Nella colonia penale, diretto da Gaetano Crivaro, Silvia Perra, Ferruccio Goia e Alberto Diana, programmato nei giorni scorsi insieme ad altri sei lungometraggi nella sezione Semaine de la Critique. Si tratta di un premio che la giuria designata dalla Semaine assegna in memoria del suo delegato generale scomparso nel 2020 ed è offerto dalla famiglia del giornalista che intende in questo modo ricordarlo “osservando i film in concorso con quel suo stesso sguardo curioso e rivolto al futuro”.
di Andrea Giuseppini
Il Manifesto, 17 agosto 2025
L’ultima Il 19 febbraio 1937, subito dopo l’attentato al viceré di Etiopia Rodolfo Graziani, viene dato il via alla rappresaglia contro gli “indigeni”. Yewinshet Beshawured aveva 6 anni quando fu confinata all’Asinara con sua madre e suo fratello. A 93, è tornata nei luoghi della deportazione degli etiopi: è probabilmente l’ultima testimone di questa storia. Sono arrivati da Stati Uniti, Francia, Inghilterra, Svizzera, Germania e altri paesi ancora per conoscere i luoghi della deportazione dei loro padri, nonni e bisnonni. Sono oltre 60 gli etiopi della diaspora sbarcati il 6 agosto sull’isola dell’Asinara. Assieme a loro c’è Yewinshet Beshawured, che oggi ha 93 anni e che quando ne aveva 6 venne confinata all’Asinara assieme alla madre e a Mamo, il fratello, che di anni ne aveva 4. Probabilmente l’ultima testimone ancora in vita di questa storia.
di Francesca Angeleri
Corriere della Sera, 17 agosto 2025
“La caduta dell’Afghanistan è stata per me come la perdita del passato e del futuro. Sotto il regime dei talebani, la vita non è mai sicura, né umana. Rimanere lì è come vivere in una prigione, una prigione in cui ora sono confinati milioni di afghani. Non ho avuto altra scelta che accettare di nuovo l’esilio”. La poetessa, scrittrice e attivista Somaia Ramish, che ora vive nei Paesi Bassi, è stata una delle principali ospiti della V edizione del “Ju Buk” Festival la rassegna letteraria al femminile ideata e diretta da Eleonora De Nardis che si è tenuta quest’anno tra Peschici (il 29 e il 30 luglio) e Scanno (1, 2 e 3 agosto). Ju Buk è, in dialetto scannese, la bisaccia del pastore, oggi è metafora di cibo per la mente e per l’anima.
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