di Susanna Marietti*
Il Fatto Quotidiano, 15 agosto 2025
Danilo è morto in ospedale, dopo 48 ore di agonia. Il Governo lo conteggerà tra le morti in carcere? No. Ecco perché. Aveva 17 anni. Si è impiccato con i suoi jeans nella cella del centro di prima accoglienza annesso al carcere minorile di Treviso. Si chiamava Danilo Rihai e veniva dalla Tunisia. Era un minore straniero non accompagnato, di cui oggi sono pieni gli istituti penali per minorenni. Ragazzini per i quali mancano strutture di accoglienza e che si ritrovano a vivere per strada di piccoli espedienti. Sono mesi e mesi che lo denunciamo: le carceri minorili fanno schifo. È la prima volta nella storia che sono sovraffollate come quelle degli adulti e si fatica a prestare ai giovani detenuti le attenzioni individualizzate che il percorso di un adolescente necessita.
di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 15 agosto 2025
Le parole di Gianni Alemanno dal Braccio G8 di Rebibbia non possono essere liquidate come un semplice sfogo personale. Rappresentano, piuttosto, la voce di un’intera comunità dimenticata, composta da uomini e donne reclusi in un sistema penitenziario che, invece di assolvere alla funzione costituzionale di rieducazione, troppo spesso diventa un luogo di abbandono, degrado e disperazione. In Italia, la condizione delle carceri è da anni oggetto di denunce da parte di organismi internazionali, associazioni, garanti e giuristi. Celle sovraffollate, strutture fatiscenti, personale insufficiente e carenza di programmi trattamentali: queste criticità si intrecciano in una spirale che colpisce indistintamente detenuti e operatori. In questo quadro, la denuncia di Alemanno non è soltanto un atto di autolegittimazione, ma un contributo necessario al dibattito pubblico su una questione che riguarda la dignità umana e lo Stato di diritto.
di Ettore Jorio
Gazzetta del Mezzogiorno, 15 agosto 2025
“Sotto ostaggio dei giudici”, è il termine più ricorrente nel linguaggio politico per testimoniare due cose: la voglia della magistratura di intervenire sull’esercizio delle politiche governative (l’ultima quella della Corte di giustizia su quella migratoria); l’aggressione nei confronti di esponenti della politica attiva attraverso il loro esercizio obbligatorio dell’azione penale. In entrambi i casi, il ricorso ad un siffatto linguaggio, che spesso arriva ad essere arricchito da particolari epiteti buoni per dimostrare (sic!) l’esistenza dinamica di un “partito dei giudici”, costituisce una plateale offesa alla Costituzione. Non solo. Serve forse a dissolvere l’attenzione dal “partito contro la magistratura” formatosi nelle file della maggioranza che governa il Paese.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 15 agosto 2025
Il report sui primi sette mesi del 2025 fa a pezzi la “politica della paura” che il centrodestra continua a praticare. Il dossier di fatto smentisce la narrazione del governo sul dilagare del crimine nel Paese, rendendo sostanzialmente inutile il recente decreto sicurezza. Perdono di senso, in generale, tutti i recenti inasprimenti di pena uniti alla creazione di nuovi reati. Nei primi sette mesi del 2025 i reati sono calati del 9% rispetto allo stesso periodo del 2024. I furti (-7,7%), le rapine (-6,7%) e le violenze sessuali (-17,3%) registrano diminuzioni sensibili. Sostanzialmente stabili gli omicidi, da 178 a 184. Le persone denunciate scendono a 461.495 (- 8%), di cui 91.975 in stato di arresto. Di seguito i dati essenziali degli altri “capitoli” del dossier.
di Alice Oliviero
Il Manifesto, 15 agosto 2025
Oggi, come da tradizione a Ferragosto, il Viminale rende pubblici i dati sulle attività svolte nei primi sette mesi dell’anno. Meno male che oltre alle parole ci sono anche i numeri. Era la fine di maggio quando un rapporto del Consiglio d’Europa raccomandava all’Italia uno studio uno studio sulla profilazione razziale da parte delle forze dell’ordine. La polemica fu grande, così come l’indignazione che scese dal governo e dai partiti della maggioranza. Oggi, come da tradizione a Ferragosto, il Viminale rende pubblici i dati sulle attività svolte nei primi sette mesi dell’anno e viene fuori che, in effetti, quella raccomandazione aveva una sua ragion d’essere: nel capitolo dedicato alle zone rosse si dice che, al 10 agosto, sono state controllate 928.491 persone, 389.485 delle quali straniere. Significa il 42% del totale.
di Claudio Cecchella*
Il Dubbio, 15 agosto 2025
Alla riunione del 10 luglio 2025 della Commissione ministeriale di studi per l’entrata in vigore del Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie voluto, nel complesso delle riforme sulle controversie minorili e familiari, dalla legge n. 206 del 2021, con principi direttivi poi attuati dalla delega, con decreto legislativo n. 149 del 2022, il suo presidente, il sottosegretario alla Giustizia e senatore Andrea Ostellari, ha enunciato la volontà del Ministero, insieme a una proroga di un anno dell’entrata in vigore, di presentare un disegno di legge di abrogazione dell’organo, che non entrerà quindi più in vigore.
rietinvetrina.it, 15 agosto 2025
Da oggi è aperto il Bando “Costruire Futuro 2025” attraverso il quale la Regione Lazio, nell’ambito della legge regionale 7 del 2007, stanzia 250mila euro per interventi volti al miglioramento della vita detentiva e al reinserimento sociale delle persone private della libertà personale in custodia presso gli Istituti Penitenziari del Lazio. Il Bando, che scade il 30 settembre, è rivolto ad organizzazioni no profit aventi sede legale nel Lazio e che abbiano nel proprio statuto uno scopo attinente alle tematiche trattamentali. I progetti in questione sono finalizzati al sostegno della genitorialità e al miglioramento dei legami affettivi e relazionali.
Ristretti Orizzonti, 15 agosto 2025
I Garanti dei detenuti di Palermo, Messina e Siracusa hanno scritto una lettera al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani affinché provveda al più presto alla nomina del nuovo Garante regionale. Il posto è infatti vacante dal primo aprile scorso, dopo le dimissioni del dott. Santi Consolo. La Regione Sicilia ha ben 23 istituti penitenziari: nessun’altra regione italiana ha la stessa quantità di strutture detentive (la Lombardia ne ha 18, il Lazio e la Campania 15, la Toscana 16). Attualmente i garanti territoriali sono appena tre, Pino Apprendi per il Comune di Palermo, Giovanni Villari per quello di Siracusa e Lucia Risicato per quello di Messina: solo tre garanti territoriali possono tuttavia limitarsi a lambire il disagio di migliaia di detenuti rimasti senza una figura di garanzia di riferimento. Sovraffollamento e suicidi denunciano una situazione di emergenza nazionale senza precedenti, già oggetto della protesta nazionale dei Garanti territoriali il 30 luglio scorso.
di Francesco Brun
Corriere del Veneto, 15 agosto 2025
“Questo ragazzo aveva problemi che richiedevano attenzione e sostegno. Quali interventi sono stati attivati per il suo percorso di accoglienza e integrazione? Come mai si è ritenuto opportuno il collocamento in un istituto penale, e non in una struttura specializzata in grado di offrire supporto psicologico e sociale? Nelle decisioni prese, si è tenuto conto dei traumi che molti minori portano con sé nel loro viaggio verso l’Italia?”. Domande alle quali è fondamentale trovare una risposta quelle poste, in particolar modo alle istituzioni vicentine, da Emanuela Natoli, presidente dell’associazione Movimentiamoci Vicenza.
La Nazione, 15 agosto 2025
È successo nella notte tra mercoledì 13 e giovedì 14 agosto. Lo comunica la Uil Polizia penitenziaria. L’uomo, in carcere per reati contro il patrimonio e la persona, ha accusato un malore nella notte ed è stato subito soccorso prima dal personale di polizia penitenziaria e poi dal personale medico e infermieristico presente nella struttura. All’arrivo del 118 tuttavia era già troppo tardi. L’uomo era già morto. “Un episodio spiacevole - commenta la Uil Polizia penitenziaria di Prato - che segna ancora una volta l’istituto cittadino.
- Torino. Detenuto suicida nel carcere, s’indaga su segnalazioni e sorveglianza
- Torino. Mellano: “Celle invivibili, l’emergenza non si ferma d’estate”
- Messina. “Criticità strutturali al carcere di Gazzi”, ispezione Pd dopo il suicidio in cella
- Verona. “Il sovraffollamento a Montorio? È una bomba a orologeria”
- Trento. “La situazione nel carcere di Spini peggiora, la politica locale è indifferente”











