di Luigi Manconi e Marica Fantauzzi
Il Manifesto, 17 agosto 2025
Qualche giorno fa, a Roma, una casa-famiglia che ospita madri con bambini sopravvissuti a violenza domestica ha rischiato di essere coinvolta in un incendio scoppiato a poca distanza. Le fiamme si sono estese lungo l’argine del Tevere, lambendo la casa che confina con l’area boschiva da cui è scaturito il fuoco. Sul posto c’erano le mamme con i bambini, le operatrici, i volontari e una ventina di persone, tra cui dei ragazzini, provenienti dal campo rom vicino alla struttura. Il loro insediamento non era stato sfiorato dal fuoco ma, non appena intuita la direzione del vento e del fumo, quelle persone si sono precipitate a dare una mano. Sono rimaste lì, come cordone di sicurezza inamovibile, in attesa che arrivassero i pompieri. Le mamme e i bambini oggi sono al sicuro, hanno passato due notti in albergo per il troppo fumo nell’aria e sono poi rientrate nella struttura.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 17 agosto 2025
È avvenuto in silenzio e in fretta, davanti a pochissime persone, il rito funebre delle prime undici salme dei migranti morti mercoledì scorso a poche miglia dalle coste di Lampedusa. I feretri sono giunti ieri mattina a Porto Empedocle a bordo del traghetto di linea Las Palmas da Lampedusa, dove erano approdati insieme alle sessanta persone sopravvissute al naufragio. Alle prime ore del mattino, in una zona del porto inaccessibile e riservata, sotto gli occhi di pochi giornalisti e di qualche autorità, sono state tratte fuori dai furgoni 4 delle 11 bare trasportate fuori dall’isola. Tra queste anche quella di Sihoom, la bambina somala di un anno e mezzo annegata insieme al padre quando l’isola era oramai in vista. Un breve rito interreligioso, lontano dai familiari, prima della tumulazione dispersa nella provincia siciliana. La prefettura di Agrigento ha gestito la suddivisione: tre a Canicattì, altri tre a Palma di Montichiaro, due a Grotte, due a Castrofilippo e uno a Joppolo Giancaxio. La bara della bimba somala è stata trasportata insieme a quella del padre a Canicattì, ma la sua tumulazione è al momento in sospeso: ieri la madre, ancora nell’hotspot di Lampedusa, ha chiesto di poter stare vicino alle tombe dei suoi cari. La disponibilità l’aveva data anche il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino: sono terminati i lavori di ampliamento del cimitero dell’isola, i posti liberi sono 500.
di Giorgio Brizio
Il Domani, 17 agosto 2025
Nonostante l’attacco del governo e il rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare una nuova barca è in servizio. È arrivata il 16 agosto al largo della Sicilia. Nonostante l’attacco del governo, lo spionaggio dei servizi segreti e il rinvio a giudizio per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, Mediterranea Saving Humans torna in mare. Lo fa in un momento significativo, visti i naufragi degli scorsi giorni e il contemporaneo blocco amministrativo agli assetti della “flotta civile” che potrebbero evitarli - nell’ultimo mese prima Sea Watch 5, poi Aurora, per ultimo Seabird 1. La nuova nave, Mediterranea Ship, è salpata quattro giorni fa dal porto spagnolo di Burriana, base logistica di molte organizzazioni attive nel soccorso in mare. Quando è arrivata sabato 16 agosto al largo della Sicilia, l’altra nave di Mediterranea Saving Humans, Mare Jonio, è uscita dal porto di Trapani per andarle incontro.
di Ennio Vivaldi
Il Domani, 17 agosto 2025
L’obiettivo era quello di sradicarla a livello globale nel 2030: possiamo dire già che non verrà raggiunto. Un abitante del pianeta ogni 11 non ha abbastanza da mangiare. Abbiamo esempi di come si può sconfiggere il fenomeno, il Cile è uno di questi. Invece abbiamo lasciato indietro il popolo haitiano. C’è chi non soffre la fame e chi sì. Un abitante del pianeta su undici appartiene a questo secondo gruppo. Il 29 per cento della popolazione mondiale si trova in una situazione di moderata insicurezza alimentare. Se ci siamo mai posti (noi, paesi che facciamo parte di organizzazioni multilaterali come l’Onu e la Fao) l’obiettivo di sradicare la fame entro il 2030, possiamo già anticipare che questo bel proposito non si realizzerà.
di Davide Longo
Il Manifesto, 17 agosto 2025
Il governatore trumpiano annuncia un nuovo Centro di detenzione. “Rimuovere gli immigrati”. Attivisti per i diritti civili e ambientalisti in rivolta. “Stiamo compiendo un passo importante per portare a termine la missione del presidente Trump: chiudere i confini, rafforzare le leggi sull’immigrazione, rimuovere gli immigrati illegali dalla nostra società e rimandarli nei loro Paesi d’origine”. Con queste parole Ron DeSantis, governatore repubblicano della Florida, ha annunciato giovedì scorso l’apertura di un secondo centro di detenzione per migranti dopo l’inaugurazione del famigerato Alligator Alcatraz.
di Francesco Strazzari
Il Manifesto, 17 agosto 2025
Invece che impartire lezioni sui principi, rinfocolando politiche belliciste che scardinano il patto sociale, gli europei potrebbero impegnarsi in opzioni più realistiche. Il Donald Trump della pace come risultato della forza, quello che minaccia sanzioni e lancia ultimatum, non si è presentato in Alaska. A scendere la scaletta dell’aereo, zigzagando incerto sul tappeto rosso, si è affacciato l’altro Trump, quello che chiama Putin “boss” e “uomo d’acciaio”. Poco prima, Lavrov aveva indossato una felpa con la scritta CCCP: per quasi tre ore, in una sala tutta al maschile, i russi si sono impegnati a vincere l’ultima guerra, la Guerra Fredda, ragionando dell’Ucraina e del mondo a partire da come furono umiliati, quando i repubblicani Usa gettarono le nuove fondamenta della sicurezza europea e dell’ordine globale. Evidentemente, per passare da paria a pari, e arrivare all’applauso di benvenuto di Trump, Putin ha ritenuto giustificate le cataste di cadaveri e l’esaltazione della passionarietà patriottica della nazione russa.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 16 agosto 2025
Il Re è nudo. C’è tensione negli uffici del Garante nazionale dei detenuti. Una spaccatura che si protrae da mesi ed è passata, tra l’altro, anche attraverso le significative dimissioni di Michele Passione, storico avvocato del Foro di Firenze che ha lasciato dopo dieci anni l’incarico di legale dell’Ufficio del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale. “Il Garante non riferisce in Parlamento, non fa visite nelle carceri come andrebbero fatte, non è andato nel Cpr in Albania, non mostra di essere sempre super partes. Lasciare era inevitabile”.
polpenuil.it, 16 agosto 2025
“Un detenuto 53enne, italiano, in carcere da pochi giorni, si è suicidato nel pomeriggio, sembra recidendosi la giugulare, presso la Casa Circondariale di Benevento. Un altro, 55enne, italiano, che scontava l’ergastolo, è deceduto sempre oggi pomeriggio presso la Casa Circondariale di Civitavecchia in circostanze da accertare. Ancora in serata, un terzo recluso, egiziano, di soli 19 anni, tratto in arresto ieri, ha tentato l’impiccamento nella settima sezione del carcere romano di Regina Coeli e, soccorso ancora in vita, è stato trasportato in ospedale in condizioni molto critiche. Questo il tragico bilancio del Ferragosto carcerario, al di là della propaganda e delle passerelle di qualche esponente governativo”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria.
di Angelo Figorilli
lavocedinewyork.com, 16 agosto 2025
Salvini in Italia, Noem negli Stati Uniti, fino a Ben-Gvir in Israele che va in carcere e minaccia il palestinese Barghouti. Ferragosto giro di boa dell’estate, giorno di vacanza per definizione, tassa da pagare per i politici a mostrarsi solidali con chi lavora e con chi vive situazioni difficili. Ferragosto e il carcere poi, almeno in Italia, è un capitolo a parte della storia, una tradizione della memoria che ci ricorda l’impegno testardo di uomini come Marco Pannella che sul tema della libertà negata e sul diritto a viverla nelle condizioni più umane possibili aveva costruito un dovere morale impossibile da dimenticare.
di Serenella Ronda
agi.it, 16 agosto 2025
Da sempre è terreno di scontro tra centrodestra e centrosinistra. Molti i dossier che potrebbero rendere rovente la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Da sempre terreno di scontro tra centrodestra e centrosinistra, la giustizia sarà il ‘frontè caldo anche del prossimo autunno. Dalla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati fino al caso Almasri, passando per la possibile riforma del sistema della custodia cautelare fino alle vicende giudiziarie che riguardano esponenti politici di primo piano, come la ministra del Turismo Daniela Santanché, sono infatti molti i dossier in campo che potrebbero rendere rovente la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva.
- Benevento. Detenuto di 54 anni si toglie la vita nel carcere
- Prato. Detenuto stroncato da malore alla Dogaia. Aveva chiesto la pena alternativa
- Genova. L’inchiesta sul 18enne torturato in cella: “Lo credevamo un pedofilo, volevamo punirlo”
- Genova. Protesta o rivolta. Sevizie, negligenze, tumulti. Il caso del carcere di Marassi farà scuola
- Roma. Salvini vede Alemanno a Rebibbia: “È tonico e determinato”











