ansa.it, 11 luglio 2019
Anm: "Si rischia di vanificare lotta a criminalità organizzata e terrorismo". Sarà il Csm a indicare alle procure i criteri in base ai quali definire le priorità dell' azione penale, cioè a quali reati dare la precedenza. Lo prevede la bozza sul processo penale contenuta nella riforma della giustizia, che il ministro Alfonso Bonafede si appresta a presentare al Consiglio dei ministri.
"La rinuncia a qualsiasi ipotesi di allargamento del cosiddetto patteggiamento, la genericità dei punti di delega - affermano tra l'altro i penalisti - caratterizzano una proposta destinata a non incidere concretamente sulla durata dei tempi del processo". "La sostanziale abrogazione della prescrizione - aggiungono - è norma incostituzionale che deve essere definitivamente superata".
Sarà il Csm a indicare alle procure i criteri in base ai quali definire le priorità dell' azione penale, cioè a quali reati dare la precedenza. Lo prevede la bozza sul processo penale contenuta nella riforma della giustizia, che il ministro Alfonso Bonafede si appresta a presentare al Consiglio dei ministri.
La riforma che il ministro Bonafede ha presentato oggi a magistrati e avvocati prevede che gli uffici del pubblico ministero "per garantire l'efficace e uniforme esercizio dell'azione penale selezionino le notizie di reato da trattare con precedenza rispetto alle altre sulla base di criteri di priorità trasparenti e predeterminati indicati nei progetti organizzativi delle procure della Repubblica e redatti periodicamente dai dirigenti degli uffici, sulla base dei principi dalle delibere del Consiglio Superiore della Magistratura".
E stabilisce che nella elaborazione dei criteri di priorità il procuratore abbia un'interlocuzione con il procuratore generale presso la Corte d'Appello e con il presidente del tribunale e tenga conto anche "delle risorse tecnologiche umane e finanziarie disponibili".
Testi sulla riforma del Csm non sono stati ancora presentati, ma resterebbe ferma l' ipotesi di intervenire sul sistema elettorale con il sorteggio. È quanto si è appreso al termine dei tanti incontri che oggi il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha avuto con i rappresentanti dell' avvocatura e della magistratura.
"E' del tutto inaccettabile voler rimettere al Consiglio Superiore della Magistratura in via originaria la individuazione dei criteri per la selezione delle notizie di reato. Si tratta di un intervento non compatibile con l'attuale disciplina contenuta nelle norme di attuazione del codice di procedura" Lo afferma in una nota l' Unione delle Camere penali, secondo cui nel complesso la riforma del processo penale del ministro Bonafede non inciderà "concretamente sulla durata dei processi".
"Netta contrarietà" sulla nuova disciplina della durata delle indagini preliminari prevista dalla riforma del processo penale del ministro della Giustizia viene espressa dall'Associazione nazionale magistrati. E' una "norma manifesto", spiega l'Anm, che "rischia di vanificare il contrasto non solo alla criminalità organizzata ed al terrorismo ma anche alla criminalità economico-finanziaria e in materia di pubblica amministrazione".
di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 11 luglio 2019
Per i reati di media gravità una sola proroga di 6 mesi. Sanzioni ai pm inadempienti. Sanzioni disciplinari per i pubblici ministeri che, per "dolo o negligenza inescusabile", non dovessero rispettare i tempi stabiliti per la richiesta di rinvio a giudizio o di archiviazione. Ma anche un accorciamento dei tempi previsti per le indagini, che potranno essere prorogati solo una volta. Inoltre, sarà il Csm a indicare alle procure i criteri per definire le priorità dell'azione penale, ossia a quali reati dare precedenza.
di Errico Novi
Il Dubbio, 11 luglio 2019
Bonafede presenta il ddl sul processo penale. Non ha mai favoleggiato di rivoluzioni, il ministro Alfonso Bonafede: ha sempre parlato di "un intervento per rendere più rapidi i processi penali". Impegno mantenuto, da quanto emerso ieri alla riunione finale del tavolo con avvocati e magistrati, ai quali il guardasigilli ha presentato il testo della riforma. Niente aggressioni al diritto di difesa, come sarebbe avvenuto se fossero passate alcune ipotesi dell'Anm. Con un neo, dovuto al veto della Lega: dalla parte del ddl delega dedicato al penale scompaiono gli interventi sul patteggiamento.
di Giuseppe Tesauro
Il Mattino, 11 luglio 2019
Molti anni e ben tre edizioni (1935, 1954. 1989) di sicuro successo dell'"Elogio dei giudici scritto da un avvocato" hanno offerto a lettori non necessariamente di cultura giuridica uno spaccato importante del sistema Giustizia.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 11 luglio 2019
Al Palazzo Pubblico di Siena si può ammirare un famoso affresco del '300 dedicato agli "Effetti del buongoverno". Oltre alle solite immagini allegoriche della Sapienza, della Concordia e della Giustizia, in alto, collocata proprio al di sopra del punto in cui le mura medievali della città separano simbolicamente i boschi e la campagna dall'ordine urbano delle case, c'è l'immagine di una donna nuda, alata e seducente: è l'allegoria della Sicurezza.
di Laura Ambrosi
Il Sole 24 Ore, 11 luglio 2019
Corte di cassazione, sentenza 10 luglio 2019, n. 30414. Nei reati tributari è illegittimo il sequestro finalizzato alla confisca diretta sull'intera somma giacente sul conto del contribuente alla data del sequestro: il profitto sequestrabile è solo il saldo al momento della consumazione del delitto.
A confermare questo principio è la Corte di Cassazione, con la sentenza 30414di ieri. Il legale rappresentante di una società veniva indagato per il reato dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (articolo 2 Dlgs 74/2000). Il Gip disponeva il sequestro finalizzato alla confisca diretta sulle somme presenti sul conto corrente della società e, per l'eventuale differenza, per equivalente sulle disponibilità del legale rappresentante.
Il provvedimento cautelare veniva confermato dal Tribunale del riesame e l'indagato ricorreva in Cassazione. Tra i diversi motivi, eccepiva l'illegittimità del sequestro operato anche sulle somme pervenute sui conti della società dopo l'emissione del decreto di sequestro. Questo denaro, infatti, non poteva rientrare nella nozione di profitto di reato, perché incassato in un momento successivo.
La Corte, accogliendo questa eccezione, ha ricordato che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta è possibile nei confronti della società solo su denaro o altri beni fungibili o direttamente riconducibili al profitto di reato commesso. La natura fungibile del denaro, però, non consente la confisca diretta delle somme, nel caso in cui si abbia la prova che queste non possano in alcun modo derivare dal reato e non costituiscano profitto dell'illecito.
Il sequestro e la conseguente confisca diretta possono legittimamente avere ad oggetto un importo dell'entità esatta dell'imposta evasa, ma solo se tale somma era già presente sui conti correnti al momento di commissione del delitto o al suo accertamento. Per le somme confluite in epoca successiva, il sequestro è legittimo solo se è dimostrato che siano in un qualche modo collegabili al reato.
ilgiornalenuovo.it, 11 luglio 2019
Ciani (Demos): decisione fondamentale in un tempo difficile per caldo e sovraffollamento. Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato la mozione del vicepresidente della Commissione Sanità Paolo Ciani, che prevede cure terapeutiche individualizzate per i detenuti affetti da disturbi mentali. La mozione ha avuto parere favorevole dell'assessore competente e a breve sarà tramesso alle ASL.
"Chiunque conosca l'universo del carcere sa che il tema della salute mentale è fondamentale per tutti". È quanto dichiara Ciani, che è consigliere regionale di Democrazia Solidale - Demos. "In un tempo difficile per il pianeta carcere - per il caldo, per il continuo aumento della popolazione detenuta (il Lazio è la terza regione per numero di detenuti presenti in Italia) il sovraffollamento, la percentuale degli uomini e delle donne che transitano per il carcere affetti da patologie psichiatriche, polidipendenze, in condizioni di fragilità e marginalità sociale - l'approvazione in Consiglio Regionale della mozione per predisporre percorsi riabilitativi terapeutici individualizzati entro 90 giorni per i detenuti affetti da problematiche di salute mentale è un passaggio importante per garantire una omogeneità delle procedure della presa in carico dei servizi di salute mentale presenti nelle carceri del Lazio e continuità assistenziale. È uno dei segni di prossimità e di attenzione al tema della salute mentale. Sarà l'Osservatorio regionale per la salute in carcere, istituito dalla Regione a monitorare le fasi di questo percorso", conclude Ciani.
di Giampaolo Piagnerelli
Il Sole 24 Ore, 11 luglio 2019
Corte di cassazione - Sezione III penale - Sentenza 10 luglio 2019 n. 30403. Il rilascio successivo dell'autorizzazione paesaggistica non sana il precedente reato paesaggistico. Di fronte a diversi capi di imputazione della Corte di appello di Caltanissetta ha proposto ricorso per Cassazione (sentenza n. 30403/19) l'imputato evidenziando in particolare come la Corte territoriale, nonostante specifico motivo d'appello, non avesse tenuto conto che il parere della Sovrintendenza aveva dato atto che le opere avevano determinato un carico volumetrico minore rispetto alle opere autorizzate e che, quindi, il fatto contestato non sussisteva.
La Cassazione ha accolto solo parzialmente l'appello in quanto ha evidenziato come i giudici di merito avessero omesso di motivare in ordine alla valutazione dell'accertamento di compatibilità paesaggistica, limitandosi a richiamare il principio generale secondo cui il rilascio postumo dell'autorizzazione paesaggistica non estingue il reato paesaggistico. Ricorda la Cassazione che il rilascio postumo dell'autorizzazione paesaggistica da parte dell'autorità preposta alla tutela del vincolo è ipotesi diversa dal cosiddetto accertamento di compatibilità paesaggistica, introdotto per alcuni interventi minori dall'articolo 1, comma 36, della legge 308/2004.
Niente deroga in sanatoria. E la deroga al principio generale per il quale l'autorizzazione paesaggistica non può essere rilasciata in sanatoria successivamente alla realizzazione anche parziale degli interventi è limitata agli interventi minori individuati dall'articolo 181, comma 1-ter del Dlgs 42/2004, soltanto per i quali, ferme restando le sanzioni amministrative, non si applicano le sanzioni penali previste dal comma 1 dell'articolo 181 del medesimo Dlgs.
Il Giornale, 11 luglio 2019
Coni e Regione con il progetto "sport out" che coinvolge 18 istituti di pena. Lo sport fa bene ma in carcere fa meglio. Perché è strumento perfetto per trasmettere i valori fondamentali del vivere civile, il rispetto delle regole, per convogliare energie in direzione positiva.
L'unico limite è coniugare l'attività sportiva con e le misure di sicurezza. In questa direzione ci si muove da tempo e proprio con queste finalità c'è stata ieri la visita al Beccaria dell'assessore regionale allo Sport e giovani, Martina Cambiaghi, che ha consegnato le attrezzature sportive del progetto "Sportout".
La delegazione formata dai membri del Coni Lombardia, il presidente Oreste Perri, il vice presidente Alessandro Vanoi, il consigliere Claudio Pedrazzini e Claudia Giordani, delegato di Milano, è stata ricevuta da Cosima Buccoliero, direttore dell'Istituto minorile milanese, e dal responsabile della Polizia Penitenziaria, Marco Casella. Giunto alla seconda edizione, il progetto "SportOut" di Regione Lombardia in collaborazione con Coni Lombardia è finalizzato a incentivare la pratica motoria su tutto il territorio lombardo con uno stanziamento complessivo di 183 mila euro (140 mila euro di Regione e 43 mila del Coni). L'iniziativa si articola su quattro punti e prevede, oltre all'attività nei 18 istituti di pena lombardi, anche la mappatura dello sport regionale, il finanziamento dei 18 licei sportivi lombardi e la valorizzazione delle periferie attraverso l'attività fisica.
Nelle ultime settimane sono state consegnati in tutti i 18 istituti di pena lombardi le attrezzature per il cardiofitness (bici da spinning cyclette e step) per incentivare la pratica di tipo aerobico. Un modo per stimolare movimento, attività sportiva e benessere psicofisico all'interno degli istituti penitenziari; fattori che giocano un ruolo significativo per favorire modelli relazionali positivi in vista di un futuro percorso di reinserimento sociale.
"E' unanimemente riconosciuta la valenza sociale ed educativa dello sport. Per questo motivo Regione Lombardia e Coni si impegnano affinché la pratica sportiva sia sempre più diffusa - ha spiegato l'assessore Cambiaghi - così come quella nelle carceri è finalizzata a canalizzare l'energia fisica verso uno sbocco non violento utile dal punto di vista relazionale ma soprattutto fortemente educativo".
teleromagna24.it, 11 luglio 2019
Un detenuto nel carcere di Ferrara si è suicidato impiccandosi nella sua cella. Ne dà notizia il sindacato Sappe, con Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto e Francesco Campobasso, segretario nazionale: "Il carcere di Ferrara è ormai al collasso. Continuano gli eventi critici, ai quali ormai il personale di polizia penitenziaria fa fatica a far fronte", dicono.
Un altro detenuto, con problemi psichiatrici, ha sfasciato la stanza, rompendo i tubi di scarico. "Si tratta di una situazione drammatica ormai insostenibile. È necessario un intervento politico che affronti il problema del disagio psichiatrico in carcere.
Purtroppo, come spesso accade in Italia, piuttosto che migliorare ciò che non funziona bene, si preferisce distruggere l'esistente, in nome di un presunto e fuorviante principio di tutela della dignità della persona", prosegue il Sappe. "Chi ha fatto chiudere gli ospedali psichiatrici dovrebbe verificare il danno causato all'organizzazione delle carceri, ormai piene di gente con gravi disagi psichici, ingestibili all'interno delle nostre strutture".
- Trento: il Sottosegretario Morrone rassicura "il carcere avrà più agenti"
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