di Stefano Fabbri
Corriere Fiorentino, 8 agosto 2026
Chissà se oltre a quello per le temperature record, o per l’esodo degli italiani in vacanza, esiste un bollino rosso anche per la situazione delle carceri? Forse no, visto che la loro situazione è così drammatica che sarebbe necessario marcare di vermiglio quasi ogni giorno. Certo è che l’omicidio di un detenuto nel carcere di Prato è un campanello di allarme, l’ennesimo, che non a caso squilla alla vigilia di Ferragosto di un’estate infuocata. Non è che tutto sia spiegato dal caldo, ma di sicuro le celle trasformate in fornaci non aiutano a mantenere il minimo di lucidità in una convivenza forzata. E affollata.
di Davide Dionisi
L’Osservatore Romano, 8 agosto 2026
Il sovraffollamento record che soffoca le carceri in Italia non è soltanto un problema di numeri e di spazi. È il sintomo di un sistema che, negli anni, ha risposto all’emergenza con logiche emergenziali, investendo poco in ciò che davvero potrebbe invertire la rotta: il reinserimento sociale delle persone detenute. Un reinserimento che, secondo l’avvocato Irma Conti, dell’Ufficio del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, “non è mai una concessione benevola, ma un diritto della persona e una finalità costituzionale della pena.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 agosto 2026
Gli azzurri avviano un’”indagine conoscitiva” sul sistema penitenziario. Che è sempre più opaco e chiuso. Nell’ormai consueto tentativo di segnare la distanza dagli alleati di coalizione in materia di garantismo e diritti umani, mentre Matteo Salvini incontra nel carcere di Bollate Milano il detenuto Mario Roggero, il gioielliere che ha ucciso due rapinatori in fuga, Forza Italia mette in moto alla Camera un inutile procedura per l’ennesima indagine conoscitiva sulla condizione delle carceri che provoca la reazione di sdegno di esponenti della maggioranza ormai non più centrali nella compagine di governo come l’ex capa di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, e l’ex sottosegretario Andrea Delmastro. Sì, perché che le condizioni di vita nelle prigioni abbiano raggiunto livelli “al limite della sopravvivenza”, e in alcuni casi “fuori controllo” come certifica l’associazione Antigone, è ormai notizia che non si può nascondere a nessuno. Ma guai a farne cenno apertamente, i panni sporchi si lavano in famiglia.
di Simona Musco
Il Dubbio, 8 agosto 2026
L’azzurro sull’ex braccio destro di Nordio: “Non le riconosco alcun ruolo. Il carcere è in crisi, non basta leggere le carte: la politica venga a vedere”. Più dell’indagine conoscitiva sulle carceri voluta da Forza Italia, a fare rumore è stata la reazione di chi quel dossier lo ha gestito fino a poche settimane fa. L’iniziativa dei deputati azzurri Tommaso Calderone, Enrico Costa, Pietro Pittalis e Davide Bellomo ha infatti fatto emergere una crepa interna alla maggioranza. A renderla evidente è stato il commento di Giusi Bartolozzi, ex capo di gabinetto di Carlo Nordio e oggi consigliera giuridica del ministro per gli Affari europei Tommaso Foti.
di Antonio Nastasio*
L’Opinione, 8 agosto 2026
A due anni dall’approvazione del Dl 92/2024 “Carcere Sicuro”, a un anno dall’annuncio del “Piano Carceri” del ministro della Giustizia, il sistema penitenziario resta senza una vera riforma: nessuna trasformazione strutturale, nessuna nuova organizzazione del sistema, nessun modello operativo in grado di intervenire sulle criticità che da anni attraversano il mondo penitenziario. Le emergenze erano note da tempo. Senza investimenti adeguati, senza personale formato e senza un coordinamento stabile tra amministrazione penitenziaria, Servizio sanitario nazionale, enti locali e realtà del privato sociale, ogni intervento rischia di rimanere confinato nel campo degli annunci. Il carcere italiano non ha bisogno soltanto di essere alleggerito. Ha bisogno di essere ripensato.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 8 agosto 2026
Alcune vicende che hanno caratterizzato la storia del nostro Paese sono spesso usate come clava per attacchi politici. Tre giorni fa, durante la dichiarazione di voto sul caso Delmastro, il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha tirato in ballo più volte il presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, scomparso quindici anni fa, ricordando la sua elezione al Quirinale con il sostegno sinistra. Oltre a questo richiamo, l’accusa più grave: “Scalfaro liberò 300 mafiosi”.
di Franco Insardà
Il Dubbio, 8 agosto 2026
C’è un’immagine che dovrebbe scuotere la coscienza di tutti più di qualsiasi dato statistico: è quella di un neonato che, dopo le dimissioni dall’ospedale dove è venuto alla luce, viene accompagnato non a casa, ma in carcere. Quel piccolo non ha commesso alcun reato, ma lo Stato ha stabilito che dalle prime ore la sua vita dovrà essere segnata da cancelli, sbarre e controlli di sicurezza. È quello che succederà ai nascituri di tre madri detenute nell’Icam di Lauro, una delle quali, una trentunenne alla quale sono stati negati gli arresti domiciliari, già ricoverata all’ospedale Moscati di Avellino in attesa del parto. Ne dà notizia Samuele Ciambriello, Garante campano delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, che sottolinea che secondo i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria al 31 luglio 2026, in Italia sono presenti 29 detenute madri con 34 figli al seguito. Di queste, 15 donne con 14 bambini sono ristretti proprio nell’Icam di Lauro.
di Fabrizio Federici
L’Opinione, 8 agosto 2026
Nell’interesse della collettività: concentrarsi più sull’aspetto rieducativo della pena che su quello punitivo. Incontriamo Gianni Alemanno, tornato pienamente in libertà il 24 giugno scorso, per parlare obiettivamente e serenamente delle lacune e carenze del sistema carcerario e delle condizioni di vita quotidiana di detenuti e operatori. Le quali, secondo la sua esperienza in carcere, vanno senz’altro migliorate, per renderle anzitutto conformi al dettato della nostra Costituzione. “Dove - ricorda Alemanno - l’articolo 27, terzo comma, stabilisce che le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 8 agosto 2026
In caso di appello del Pm contro la condanna e di impugnazione inammissibile del condannato, quest’ultimo - non potendo ottenere mitigazione della pena - può solo dare impulso al giudice affinché provveda all’avvio. In caso di appello del procuratore contro la condanna - e visto l’effetto devolutivo dell’appello - se il giudice dichiara inammissibile quello proposto dall’imputato non può poi accogliere la sua istanza, presentata per la prima volta nel processo di secondo grado, per l’avvio alla giustizia riparativa. Infatti, in tal caso l’imputato non potrebbe ottenere una mitigazione del trattamento sanzionatorio stabilito in primo grado, che è il fine precipuo di un positivo risultato riparativo.
di Francesco Ingardia
La Nazione, 8 agosto 2026
Gli sviluppi dopo la brutale uccisione del 32enne di origini nigeriane. Ai tre presunti autori la procura contesta l’omicidio preterintenzionale. La versione degli indagati ai legali: “Lite violenta, ma non è morto in cella”. Cos’è successo davvero nella cella 171 della settima sezione della casa circondariale della Dogaia poco prima delle 23 di mercoledì 5 agosto? Chi dei tre ristretti condannati in via definitiva per reati a sfondo sessuale (due albanesi di 40 e 44 anni e un italiano di 52) ha sferrato il colpo mortale al detenuto nigeriano di 32 anni appena trasferito? E ancora: chi ha dato inizio al diverbio, qual è stata miccia che ha trasformato una lite furibonda in una colluttazione corpo a corpo, tre contro uno? Ed eventualmente, quale oggetto è stato usato come arma del delitto? La vittima ha sbattuto con violenza la testa contro la cella blindata? O ha subito una testata o un colpo fatale con un corpo contundente?
- Padova. Il carcere Due Palazzi nella morsa del caldo record: nelle celle più di 40 gradi
- Bologna. “Un carcere senza dignità è anche meno sicuro”, si spera in un intervento del ministero
- Livorno. Già sovraffollata la nuova ala del carcere
- Lucca. Caldo e sovraffollamento: “In cella 3 detenuti anziché 1, porterò la battaglia sino in fondo”
- Belluno. Sopralluogo del Pd a Baldenich: “Servono interventi urgenti su organico e strutture”










