di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 15 dicembre 2023
Per la prima volta nella storia giudiziaria italiana, una giovane irlandese imputata in Italia ha svolto la messa alla prova nel suo Paese d’origine. Questo evento senza precedenti è il risultato di una decisione pionieristica presa dal gip di Modena, su richiesta dell’avvocata Giulia Galvani. l’innovazione apre nuovi orizzonti per gli imputati che, pur essendo sotto processo in Italia, risiedono in paesi comunitari.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 dicembre 2023
Riforme in stand by: di separazione delle carriere si parlerà (forse) nel 2024. Se non vogliamo drammatizzare troppo usando il termine “paralizzata”, bisogna comunque ammettere che la giustizia è in freezer al momento: questa la sintesi guardando a cosa sta accadendo alle riforme in cantiere tra Montecitorio e Palazzo Madama. La notizia forse più importante è che slittano per la seconda volta i decreti attuativi sulla riforma del Csm e dell’ordinamento giudiziario. E che Forza Italia potrebbe mettere in difficoltà il Governo appoggiando un emendamento di Azione sulla presunzione di innocenza. Ma andiamo con ordine. Appurato ormai che di separazione delle carriere si tornerà forse a parlare in primavera, anche tutto il resto è in stand by e prima di Natale molto probabilmente nessun provvedimento vedrà la luce di una approvazione almeno in un ramo del Parlamento.
di Marzia Amaranto
Il Riformista, 15 dicembre 2023
Calamandrei scriveva: “Quando per la porta della magistratura entra la politica, la giustizia esce dalla finestra”. Se sollevassimo il velo nascosto dietro la democrazia scorgeremo sbalorditi le catene verticali del potere talora invisibili e segrete, questo è il riassunto di quanto la vicenda del rapporto politica - magistratura appaia nell’ultimo decennio. Ebbene il fatto che un magistrato non possa rivestire incarichi politici mentre svolge le funzioni di potere giudiziario è intuitivo, sicuramente stupisce che a tutt’oggi non sia previsto dalla legge in modo esplicito. È pensiero diffuso che tra le cause principali della perdita di credibilità della giustizia vi sia l’impronta politicizzata di giudici e pubblici ministeri, così come è noto ai più che la magistratura italiana, al pari di quella europea, abbia una solida tradizione associativa e una pluralità di correnti, basate sulle diverse concezioni del ruolo della magistratura e delle politiche della giustizia, con contrapposte idee.
di Vladimiro Zagrebelsky
La Stampa, 15 dicembre 2023
“The British people should decide who gets to come to this country - not criminal gangs or foreign courts” (“Il popolo britannico deve poter decidere chi può venire in questo Paese, non le bande criminali o i tribunali stranieri”). Così il primo ministro britannico Rishi Sunak, commentando con un tweet il passaggio parlamentare che consente di proseguire la procedura di approvazione del “Safety of Rwanda Bill”.
di Angela Stella
L’Unità, 15 dicembre 2023
L’Anm e le correnti di destra e sinistra prendono le distanze dalle parole dell’ex pm nel podcast con Fedez: “Affermazioni in contrasto con la Costituzione”. Magistratura compatta contro le dichiarazioni dell’ex toga di Mani Pulite Piercamillo Davigo in merito ai suicidi di indagati e detenuti. Ospite del podcast di Fedez, parlando della stagione di Tangentopoli, alla domanda del conduttore su come si fosse sentito quando alcuni indagati si tolsero la vita ha risposto: “Purtroppo, per quanto sia crudo quel che sto dicendo, in questo mestiere capita che gli imputati si suicidino”. L’ex magistrato del Pool poi aveva aggiunto: “Lo so che è una cosa spiacevole quella che sto per dire, ma è la verità: le conseguenze dei delitti ricadono su quelli che li commettono, non su coloro che li scoprono e li reprimono”. Al termine, quando gli viene chiesto se gli fosse dispiaciuto quando qualcuno dei suoi indagati, ad esempio Raul Gardini, si tolse la vita, l’ex pm ha replicato: “Ma certo che dispiace” però “prima di tutto, se uno decide di suicidarsi lo perdi come possibile fonte di informazioni”.
di Simona Musco
Il Dubbio, 15 dicembre 2023
La rivelazione dell’ex giudice costituzionale Zanon: “La sentenza dilaniò la Corte”. La sentenza della Corte costituzionale sul caso Cosimo Ferri fu pronunciata “rovesciando” la Costituzione per evitare di sconfessare la Cassazione e la sezione disciplinare del Csm sulla famigerata notte dell’Hotel Champagne. A fare la clamorosa rivelazione è Nicolò Zanon, che ha svestito i panni del giudice costituzionale da circa un mese. E che racconta, per averla vissuta, la spaccatura della Consulta, in una camera di consiglio che di fatto schiacciò i principi costituzionali in nome di una logica corporativa.
di Liana Milella
La Repubblica, 15 dicembre 2023
Alla Camera, nella legge di delegazione europea, un emendamento di Costa, responsabile Giustizia di Azione trova la sponda degli azzurri. Nordio cerca di trattare. E ci risiamo. Enrico Costa, il mago degli emendamenti sulla giustizia, mette in trappola il “topo” Carlo Nordio. Pianifica da tempo l’attacco. E al Guardasigilli l’aveva pure preannunciato il 7 settembre quando era andato a trovarlo in via Arenula assieme a Carlo Calenda. E mentre i due si sfidavano sulle citazioni di Churchill, lui aveva già annunciato tre attacchi, che poi via via ha materializzato in Parlamento, sulla prescrizione, sul fascicolo del magistrato e adesso sulle ordinanze di custodia cautelare vietate alla stampa addirittura fino al processo. Il buio totale sull’informazione giudiziaria. Tant’è. Costa è fatto così.
di Maurizio Crippa
Il Foglio, 15 dicembre 2023
Quel concetto che, quando non eravamo barbari, si chiamava giustizia sostanziale - la possibilità di prescindere dalla norma giuridica per adeguarsi con maggiore aderenza al valore etico che la giustizia deve difendere - nello scadimento barbarico dei nostri anni è divenuto un sostanziale populismo penale, in cui l’emozione (non sempre ben riposta) ha la meglio sul resto.
di Andrea Aversa
L’Unità, 15 dicembre 2023
Non si contano più le battiture nelle carceri di Fuorni (a Salerno) e di Carinola (in provincia di Caserta). I detenuti di entrambi i penitenziari da giorni protestano per la mancanza di acqua calda e riscaldamento nell’intera struttura carceraria. Tazze contro le sbarre delle celle, porta di metallo esterna contro il muro. È il modo utilizzato dai reclusi per manifestare il loro dissenso nei confronti di una situazione disumana e degradante. D’estate, i detenuti sono vittima del caldo asfissiante, d’inverno del freddo. La maggior parte dei penitenziari italiani non sono adeguati nel garantire la giusta vivibilità in nessun periodo dell’anno.
Verona. Il cappellano: “3 detenuti suicidi in 1 mese, in carcere vita al limite della sopportazione”
di Lorenzo Drigo
ilsussidiario.net, 15 dicembre 2023
Nel carcere di Verona scoppia l’allarme per i suicidi: sono stati tre in un mese. Il cappellano della struttura parla di condizioni, per i detenuti, al limite della sopportazione umana. Il carcere di Verona, come purtroppo gli altri 191 in tutta Italia, sta attraversando una condizione critica, che ha già portato al terzo suicidio in appena un mese. A togliersi la vita, infatti, è stato il 30enne Saiddiki Oussama, l’8 dicembre, preceduto dal 34enne Giovanni Polin e dal 30enne Mortaza Farhady, mentre ad agosto si è tolto la vita il 40enne Cristian Mizzon. Una situazione, insomma, tragica, che rappresenta un solo esempio in tutta Italia, in cui si sono registrati nell’ultimo anno 67 suicidi. Il carcere di Verona, peraltro, ospita 531 detenuti, a fronte di 335 posti effettivi, tra i quali Filippo Turetta, Benno Neumair e Massimo Zen.
- Trento. Donna suicida in carcere: la famiglia vuole chiarezza, la procura dispone l’autopsia
- Brescia. Doni ai detenuti, ma il regalo più bello sarebbe “poter fare una telefonata al giorno”
- Bologna. Il carcere per le donne è peggiore perché “costruito per gli uomini”
- Ivrea (To). Consiglio comunale in carcere, il presidente Spitale: “Siamo qui per ascoltare”
- Catanzaro. La direttrice: “Grazie a una pasticceria i detenuti vivono uno spazio di normalità”











