di Andrea Ruggieri
Il Riformista, 27 luglio 2023
60 anni, ha passato più di un terzo della sua vita in carcere, sempre professandosi innocente. Eppure un annuncio del Ministro Di Maio di tre anni fa scacciava via ogni pessimismo. “Ho una bellissima notizia da darvi: Chico Forti tornerà in Italia”. È il 23 dicembre 2020, e l’annuncio trionfale è di Luigi Di Maio, ai tempi Ministro degli Esteri italiano, che su Facebook sembra mettere la parola fine a un’odissea, quella di Chico Forti, velista e produttore televisivo italiano, che dura dal 1998, quando a Miami inizia il suo incubo che lo tiene in carcere da 23 anni. “L’ho appena comunicato alla famiglia e ho informato il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio - scrive Di Maio.
ansa.it, 27 luglio 2023
La sommossa è iniziata dopo che il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza per tutti i penitenziari del Paese in seguito agli scontri che hanno causato almeno 420 vittime nei penitenziari dal 2021. Almeno 31 morti e 14 feriti nella prigione di Guayaquil, in Ecuador: è il bilancio della ribellione dei detenuti iniziata sabato quando il Governo ha proclamato lo stato di emergenza per 60 giorni dopo le sanguinose rivolte che dal 2021 hanno causato almeno 420 vittime nelle carceri ecuadoriane. Di queste molte sono state decapitate o bruciate vive. Gli scontri sarebbero tra due bande legate ai trafficanti di droga.
di Liana Milella
La Repubblica, 26 luglio 2023
Il Guardasigilli accelera sul cambio di Mauro Palma: domani il dossier in cdm. L’opposizione denuncia l’assenza di donne nella composizione del nuovo ufficio. Decisamente il ministro della Giustizia Carlo Nordio è sfortunato quando si occupa di carcere. Mette piede in via Arenula e si moltiplicano i suicidi nelle galere, poi la grana di Cospito, e a seguire le violazioni del segreto del sottosegretario Delmastro. Adesso doppio errore, prima politico e poi tecnico, sul futuro Garante delle persone private della libertà, volgarmente detto Garante dei detenuti. Dove commette uno svarione dopo l’altro. Vediamoli allora: coinvolgono la radicale Rita Bernardini, il Pd e le donne, visto che le esclude dal vertice del Garante. E come non bastasse sceglie pure un possibile candidato incompatibile con l’incarico. Tre uomini su tre posti.
di Angela Stella
L’Unità, 26 luglio 2023
Non potendo cancellarlo, come sarebbe piaciuto a tanti nel governo, si prova a renderlo innocuo affidando la tutela dei diritti dei detenuti a un civilista, a un docente di diritto comparato e a un magistrato di sorveglianza in là con gli anni.
di Piero Sansonetti
L’Unità, 26 luglio 2023
Vuoi lottizzare i consigli di amministrazione delle aziende partecipate dallo Stato? E lotizzale, va bene. Vuoi lottizzare la Rai dicendo che in fondo è stato sempre così? E lottizzala, anche se certo in questo modo violi il principio del pluralismo. Vuoi lottizzare il Csm e la Corte Costituzionale? Ok, è un modo per rispettare la rappresentanza.
di Marcello Maria Pesarini
Ristretti Orizzonti, 26 luglio 2023
“Servono portatori d’acqua nel deserto dei diritti umani, specie delle persone private della libertà, per questo serve la Bernardini”. Scrivono gli oltre 80 accademici e giuristi firmatari dell’istanza. Sinistra Italiana Marche fa suo l’appello sottoscritto dagli accademici firmatari dell’istanza, conosciuti per il loro impegno civile e umanitario ma soprattutto per il rispetto della Costituzione Italiana, nel campo della Giustizia rappresentato in primis dall’articolo 27 “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”
di Antonella Mascali
Il Fatto Quotidiano, 26 luglio 2023
La maggioranza alle prese con le divisioni interne su più fronti, sta facendo melina sul pacchetto giustizia tanto sbandierato, che ha provocato l’ennesimo scontro con i magistrati e ha portato a una convocazione, nelle settimane scorse della premier Giorgia Meloni da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Proprio il Quirinale, una settimana fa, ha dato il via libera per la calendarizzazione del ddl Nordio, ma in commissione Giustizia del Senato non vi è traccia.
di Susanna Stacchini
Il Fatto Quotidiano, 26 luglio 2023
Riforma della giustizia, pseudonimo di sfascia giustizia. Ogni governo che passa ci mette mano, riuscendo sempre a peggiorare le cose, mai una ricaduta positiva. Insomma, una gara a chi fa peggio, fatta eccezione per la breve parentesi dei governi Conte. Ora, considerato che basta frequentare un po’ le aule di tribunali, per rendersi conto di che cosa non funziona, viene da ipotizzare la malafede più che l’incompetenza. Chi ha a che fare con la giustizia, soprattutto se in qualità di parte offesa, non può che sentirsi deriso e osteggiato, proprio dallo Stato, che nel processo penale è di fatto il migliore alleato dell’imputato che sa di essere colpevole. Continuando imperterriti a legiferare sulla giustizia, avendo come musa ispiratrice la figura dell’imputato ricco e colpevole, ci siamo ritrovati in un gran “pantano” in cui lui è l’unico a trarne beneficio. Agli altri non resta che soccombere.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 luglio 2023
Bisogna preoccuparsi se un giornalista, non adeguandosi al pensiero molto in voga della presenza dei servizi segreti “deviati” nella preparazione della strage di Via D’Amelio, approfondisce piste non vagliate in questi 30 anni o magari intervista pentiti, ovviamente facendo verifiche e riscontri nel limite dei propri mezzi, che raccontano fatti inediti? A quanto pare, sì. Ed è il caso di Michele Santoro e Guido Ruotolo per il libro “Nient’altro che la verità”, in cui vengono riportate le rivelazioni dell’ex collaboratore di giustizia Maurizio Avola.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 26 luglio 2023
Pubblicato il secondo rapporto dell’associazione Antigone dal titolo “Finestre sul carcere” sulle condizioni degli istituti penitenziari in Emilia Romagna. Elevato numero di detenuti con problemi psichiatrici e dipendenza, carenza di persona medico e infermieristico, l’immancabile sovraffollamento che acuisce i problemi. In tutto questo, l’emergenza sanitaria ha avuto un impatto significativo sulla quotidianità detentiva, in termini di possibilità di contatti con l’esterno, fruizione di spazi comuni e possibilità trattamentali. Parliamo del secondo rapporto di Antigone dal titolo” Finestre sul carcere” riguardante la regione dell’Emilia Romagna. Sono passati cinque anni dalla precedente edizione del rapporto sulle condizioni di detenzione di questa regione e, sebbene il comparto carcerario operi in condizioni di perenne emergenza, il quinquennio trascorso spicca per la sua problematicità.
- Piemonte. Antigone presenta il rapporto sulla detenzione al femminile
- Milano. Di Rosa: “Dietro le misure alternative c’è sempre un grande lavoro”
- Napoli. Detenuto 71enne e gravemente malato lasciato morire a Poggioreale
- Torino. Suicidi e aggressioni, l’estate rovente nel carcere
- Torino. “Tredici minuti per suicidarsi e gli agenti non c’erano”











