di Davide Varì
Il Dubbio, 26 novembre 2023
Il messaggio del capo dello Stato in occasione della giornata. Ieri manifestazioni a Roma, Messina e in altre città. Al Circo Massimo decine di migliaia di persone per il corteo organizzato da “Non una di meno”. Il governo lancia la campagna “Non sei sola, chiama il 1522”. “Drammatici fatti di cronaca scuotono le coscienze del Paese. Una società umana, ispirata a criteri di civiltà, non può accettare, non può sopportare lo stillicidio di aggressioni alle donne, quando non il loro assassinio. La pena e il dolore insanabili di famiglie e di comunità ferite sono lo strazio di tutti”. Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. ““Il numero di donne vittime di aggressioni e sopraffazioni è denuncia stessa dell’esistenza di un fenomeno non legato soltanto a situazioni anomale. Ad esso non possiamo limitarci a contrapporre indignazioni a intermittenza”, prosegue Mattarella.
di Rita Rapisardi
Il Domani, 26 novembre 2023
Professionisti, operai, studenti. L’uomo violento può essere chiunque. La Corte europea contro l’Italia: troppi casi di vittime senza giustizia. Era un ex primario di urologia, Carlo Vicentini, che ad aprile ha sterminato la sua famiglia, prima di togliersi la vita. Era un poliziotto Massimo Carpineti, suicida, dopo aver sparato e ucciso la collega Pierpaola Romano. Panettiere, Taulant Malaj, che ha ucciso la moglie e Massimo De Santis, sospettava che i due avessero una relazione. È uno studente di buona famiglia Filippo Turetta, che ha ucciso Giulia Cecchettin.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 26 novembre 2023
Parla Barbara Stefanelli, giornalista e autrice del libro “Love harder. Le ragazze iraniane camminano davanti a noi”. Forse serve uno sforzo di immaginazione. Ma c’è un elemento che lega la piazza delle ragazze iraniane alla mobilitazione di oggi, in Italia, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, che si proporrà anche come atto di sintesi di una protesta nata dentro i social e nell’opinione pubblica dopo il femminicidio di Giulia Cecchettin.
di Barbara Poggio e Marina Della Giusta
Il Domani, 26 novembre 2023
Questa mobilitazione deve essere usata per cambiare davvero qualcosa. Ma l’educazione parta da evidenze scientifiche e in modo competente. La vicenda di Giulia Cecchettin ha avuto un effetto dirompente nella società italiana, soprattutto tra le generazioni più giovani. In molte e molti ci si è chiesti perché proprio questo femminicidio - ce ne sono più di cento ogni anno - abbia toccato corde più profonde dei molti altri di cui, con cadenza quasi quotidiana, abbiamo notizia.
di Youssef Hassan Holgado e Nicola Imberti
Il Domani, 26 novembre 2023
“I miei rapporti con Giorgia Meloni sono eccellenti, perché non dovrebbero esserlo?” Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non ci sta a passare da semplice esecutore di volontà altrui. La premier si muove per il globo terracqueo stringendo accordi con la Tunisia e l’Albania sul tema dei migranti. Fa annunci ma, assicura il titolare del Viminale dal palco dell’evento organizzato da Domani a Roma, non si tratta in alcun modo di propaganda. E comunque lui non è un semplice spettatore.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 26 novembre 2023
Già il 24 novembre le strade di Istanbul erano state blindate, in particolare l’accesso a piazza Taksim e alle vie centrali della città, sorvegliate da poliziotti in tenuta antisommossa. Questo non ha fermato qualche centinaio di manifestanti femministe e di associazioni Lgbtq+, che si sono messe in marcia dal quartiere di Mecidiyekoy, dirette a piazza Taksim - dove sono state fermate dalla polizia - nella Giornata per l’eliminazione della violenza contro le donne.
di Mauro Armanino*
Il Fatto Quotidiano, 26 novembre 2023
Innanzitutto la polvere, che entra dappertutto e colpisce il nostro sguardo in modo talvolta pericoloso. È di questo che vorrei parlare per prima cosa, perché tutto nella nostra vita dipende dal modo con cui guardiamo le cose. La prima cosa da osservare, quando si studia qualsiasi argomento, è proprio il tipo di sguardo col quale osserviamo una determinata realtà… Dove e come leggiamo la realtà! Da qui guardiamo (e leggiamo) la realtà dal Sahel, uno spazio umano, geografico, politico, economico e culturale. Questo è già un aspetto interessante, ma da solo non basta, perché bisogna scegliere Il luogo socio-umano da cui guardarla. Ci sono luoghi privilegiati che diventano lo specchio della società... Uno di questi luoghi è la migrazione: i migranti rivelano molto del nostro Sahel!
di Marco Fattorini
Il Riformista, 25 novembre 2023
Più carcere per tutti. Potrebbe riassumersi così, con uno slogan semplice ed efficace l’ultimo “pacchetto sicurezza” approvato dal governo e, più in generale, il primo anno di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. Un decreto dopo l’altro, l’esecutivo ha inventato nuovi reati o aumentato le pene per moltissime situazioni. Nel magico mondo sovranista tutto diventa penale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 25 novembre 2023
Il disegno di legge in materia di sicurezza pubblica, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 16 novembre, ha sollevato considerevoli riflessioni e preoccupazioni tra i Garanti regionali, provinciali e comunali delle persone private della libertà personale. Samuele Ciambriello, il nuovo Portavoce nazionale della Conferenza dei Garanti territoriali, ha elaborato assieme a 28 garanti, un appello che mira a stimolare una riflessione approfondita da parte di parlamentari, magistrati, avvocati, sindacalisti e operatori del terzo settore presenti nelle carceri. Il documento offre un’analisi critica evidenziando le problematiche che potrebbero essere corrette durante il suo percorso parlamentare. Il disegno di legge, correttamente presentato all’esame parlamentare in forma ordinaria, è considerato dagli esperti un terreno aperto a correzioni e modifiche. Tuttavia, i Garanti ritengono cruciale portare all’attenzione delle autorità competenti alcune questioni fondamentali per evitare potenziali conseguenze negative.
di Franco Corleone
Messaggero Veneto, 25 novembre 2023
Il 16 novembre nel carcere di Udine un detenuto di 64 anni, si è suicidato. La tragedia si è consumata dopo soli sei giorni dall’arresto e le ragioni di ordine familiare e sociale sono note. Quello che non si sa è che Rodolfo Hillic aveva chiesto un colloquio con lo psicologo. Era in lista di attesa con una psicologa dell’Amministrazione penitenziaria (un esperto ex art. 80 dell’Ordinamento penitenziario con contratto di poche ore al mese), ma non ha atteso il suo turno. Si tratta di un retaggio di quando la sanità era di competenza dell’amministrazione penitenziaria e personalmente ho molti dubbi sulle funzioni ambigue di questa figura.
- Detenuti ai margini della società. Ma vince sempre il populismo penale
- L’economia circolare dà valore e dignità, anche in carcere
- I detenuti vanno protetti dallo Stato. Anche “Un Posto al Sole” l’ha capito, il governo no
- Ma come rispondere diversamente?
- Giorgio Mulè: “Quella della giustizia non è una riforma minore”









