di Edmondo Bruti Liberati
La Stampa, 27 luglio 2023
L’opposizione chiede le dimissioni di un ministro, la maggioranza respinge la mozione. Tutto rientra nella fisiologia del dibattito parlamentare. Ma non lo è la motivazione adottata dalla maggioranza: il ministro sarebbe “dimissionato” qualora intervenisse il rinvio a giudizio. Delegare una scelta squisitamente politica, come lo è la nomina o la sfiducia per un ministro, ad una decisione della magistratura, per di più in una fase iniziale della procedura giudiziaria, è una grave alterazione del rapporto politica/magistratura. Quel giudice che in ipotesi dovesse pronunziarsi sul rinvio a giudizio, e, prima ancora, il pubblico ministero che dovesse scegliere tra l’alternativa dell’archiviazione o della richiesta di rinvio a giudizio dovranno forse porsi il problema delle conseguenze politiche delle loro scelte, una volta che si fosse affermata la dottrina dell’automatismo rinvio a giudizio/dimissioni? E poi dimissioni dopo il rinvio a giudizio sempre e comunque, per qualunque reato? E la presunzione di innocenza non dovrebbe far scattare l’automatismo alla sentenza definitiva?
di Claudio Cerasa
Il Foglio, 27 luglio 2023
Sull’onda del Qatargate, Parlamento e Consiglio dell’Unione europea hanno proposto un provvedimento che va ben oltre gli obiettivi prefissati. Con 187 voti a favore, 100 contrari e tre astenuti, l’Aula della Camera ha confermato il parere motivato con cui la commissione Politiche europee ha bocciato, lo scorso 19 luglio, la direttiva del Parlamento e del Consiglio dell’Unione europea sulla lotta alla corruzione.
di Errico Novi
Il Dubbio, 27 luglio 2023
La maggioranza, sostenuta dal Terzo Polo, vota il parere critico sulla direttiva Ue che impone tra l’altro di colpire l’abuso d’ufficio. Un assist per il ddl del guardasigilli. Si potrebbe semplificare e dire che la maggioranza, sostenuta dal Terzo polo, ha espresso un parere negativo sulla “proposta di direttiva anticorruzione” dell’Ue perché non vuole altri ostacoli nel già sdrucciolevole cammino del ddl Nordio. Ed è in parte la verità, ma non basta. Perché il voto con cui ieri mattina l’Aula della Camera ha approvato il documento della commissione Politiche Ue di Montecitorio fa emergere altro. Innanzitutto la compattezza sulla giustizia di un centrodestra in versione extralarge.
di Catello Vitiello
Il Riformista, 27 luglio 2023
Processo penale e ordinamento giudiziario rappresentano un insieme di regole e strutture che disegnano il modello processuale: la definizione dei poteri del giudice e del pubblico ministero nel codice di rito non può prescindere dall’articolazione delle carriere, perché quest’ultima contribuisce a dare sostanza all’imparzialità del giudice.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 27 luglio 2023
“Sono favorevole a una forte riduzione dei magistrati fuori-ruolo”, disse l’ex giudice prima di diventare ministro della Giustizia. Nominato Guardasigilli, le sue decisioni sono andate esattamente nella direzione opposta. “Sono favorevole a una forte riduzione dei magistrati fuori-ruolo: credo che dei 200 attualmente distaccati ne basti solo il 10 per cento, gli altri dovrebbero tornare a lavorare nei tribunali”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 27 luglio 2023
Con il pm Eugenio Albamonte, segretario di AreaDg, affrontiamo tutti i temi di attualità in materia di giustizia.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 27 luglio 2023
Via libera alla legge di Fratelli d’Italia, che ora passa al Senato. La maggioranza vota compatta, opposizioni in ordine sparso sull’emendamento “della discordia”. Opposizioni in ordine sparso, maggioranza compatta fino al traguardo: “La maternità surrogata sarà reato universale. Nessun bambino sarà comprato da ricchi e committenti”. Applausi: con 166 voti a favore, 4 astenuti e 109 contrari, il centrodestra incassa il primo sì alla Camera. La legge presentata da Fratelli d’Italia, relatrice Carolina Varchi, che punta ad estendere la perseguibilità del reato anche al cittadino italiano che faccia ricorso alla gestazione per altri all’estero, ora passa al Senato.
di Elena Stancanelli
La Stampa, 27 luglio 2023
A cosa servirà aver reso la gestazione per altri un reato universale? Non a vietarla, perché in Italia è già vietata da quasi vent’anni. A punire chi se la procura all’estero e poi torna qui col figlio o la figlia? Neanche, perché il nostro codice penale prevede che un reato compiuto all’estero per essere perseguibile deve essere considerato reato anche nel paese in cui avviene (quello cioè dove ovviamente non è vietato, visto che i futuri genitori ci si sono recati proprio per quella ragione). Quindi? Si tratta, semplicemente, di una intimidazione. A chi ha già avuto e a chi intende avere un figlio attraverso questa pratica - ripeto, in paesi dove questa pratica è legale - viene detto: voi non ci piacete. E quando tornerete qui questo governo cercherà in tutti i modi di rendere complicata la vita a voi e a quel figlio, inventando sempre nuovi ostacoli da saltare.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 27 luglio 2023
Il 27 luglio del 1993 fa scoppiò una autobomba che uccise 5 persone. Ma la trama giudiziaria di quell’attentato cambia in continuazione. Sono passati trent’anni da quella sera del 27 luglio, quando alle 23,15 un vigile urbano, Alessandro Ferrari, vide quel filo di fumo uscire da una Panda Bianca davanti al Padiglione di Arte Contemporanea a Milano.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 27 luglio 2023
Francesca Nanni, dopo le tensioni con Tarfusser, ha trasmesso comunque l’istanza di revisione, ma con un parere in cui la giudica “inammissibile nella forma” e “infondata nel merito”.
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