Nova, 6 marzo 2015
Il ministro della Giustizia tunisino, Mohammed Saleh Bin Isa, si dice preoccupato per lo stato delle carceri nel suo paese. Intervistato dalla radio locale "Mosaique Fm", il ministro ha spiegato che "dopo aver fatto visita a diversi centri di detenzione sono preoccupato per lo stato di salute dei detenuti e per le strutture carcerarie". Per questo ritiene che il suo governo "debba spendere di più con interventi materiali precisi per dare maggiore dignità alla vita dei carcerati".
Il Fatto Quotidiano, 6 marzo 2015
Una folla inferocita di 4.000 persone è entrata in una prigione dello Stato nord-orientale di Nagaland, ha strappato dalla sua cella un detenuto e lo portato in strada. L'uomo era stato arrestato la settimana scorsa per stupro: lo hanno spogliato e poi ammazzato di botte.
Questo episodio è l'ennesima conferma che il fenomeno della violenza sessuale in India è una grave emergenza. La sicurezza della prigione è stata sopraffatta dai manifestanti che hanno divelto due cancelli prima di riversarsi all'interno dell'edificio per impadronirsi di Syed Farid Khan, reo confesso dello stupro il 23 febbraio scorso di una ragazza di 20 anni della etnia Suni Naga. Tutto è avvenuto nel giorno in cui a New Delhi si sono infiammate le polemiche sul documentario realizzato dalla regista britannica Leslee Udwin sulla vicenda della studentessa uccisa da un branco di stupratori nel 2012 a New Delhi.
Il documentario intitolato Indiàs Daughter contiene un'intervista-shock all'autista del bus, Mukesh Singh, uno dei responsabili della morte della studentessa. Il governo indiano ne ha proibito la visione ma migliaia di persone lo hanno potuto vedere per varie ore in una versione offerta da You Tube. Il caso sconvolse l'India e obbligò il governo a varare leggi più severe per punire le violenze sessuali.
L'uomo, condannato a morte per l'aggressione, afferma che le ferite furono colpa della giovane perché "oppose resistenza" mentre avrebbe dovuto solo "stare zitta e lasciarsi stuprare". Le parole di Singh hanno provocato la reazione della madre della vittima che ha chiesto "l'impiccagione dell'uomo" e giustizia per sua figlia. Intanto una giovane indiana minorenne, violentata da quattro persone all'inizio di febbraio nello Stato di Haryana, si è suicidata ieri.
Si è impiccata ad un ventilatore da tetto, lo zio ha rivelato che "qualche giorno dopo l'incidente, aveva detto che stava subendo pressioni da parte degli agenti perché firmasse una denuncia contro un solo individuo e non contro i quattro che l'avevano violentata".
Nova, 6 marzo 2015
Un gruppo di tre detenuti salafiti di Nouakchott ha iniziato uno sciopero della fame in carcere per protestare contro la loro detenzione decisa dalle autorità mauritane senza alcun processo. Secondo quanto riferiscono fonti del carcere locale all'agenzia di stampa mauritana "Ani", lo sciopero della fame è iniziato dopo che la polizia del paese africano ha arrestato di nuovo i tre detenuti che erano stati di recente scarcerati.
Sono infatti in regime di custodia cautelare nel carcere centrale della capitale mauritana da circa un mese anche se i loro avvocati sostengono che i 3 salafiti non abbiamo mai partecipato ad azioni sovversive nel paese. Hanno già trascorso 2 anni in carcere con l'accusa di essersi uniti ai gruppi islamici in Mali.
Aki, 6 marzo 2015
È una legge storica, seppur con alcuni limiti, quella approvata dal parlamento algerino, che per la prima volta punisce chi commette violenze domestiche contro una donna. La nuova norma, fortemente contestata dai partiti islamici, prevede fino a 20 anni di carcere per chi commette atti di violenza contro la propria moglie e la pena può arrivare fino all'ergastolo nel caso in cui la vittima perda la vita. Se il partito al governo (Fronte di liberazione nazionale) esulta per la nuova legge, Abdelallah Djaballah, del partito islamico el-Adala, ha affermato ai media locali che il provvedimento "ha il sapore della vendetta contro il marito e contro l'uomo in generale" e "distrugge la famiglia".
Insoddisfatta, ma per il motivo opposto, anche Amnesty International, secondo la quale la legge non è sufficiente a far fronte all'emergenza delle violenze domestiche, che in Algeria uccidono tra le 100 e le 200 donne ogni anno. In particolare, l'ong punta l'indice contro la norma che annulla il reato in caso di perdono della vittima, definita un "precedente pericoloso". "La norma - dice Amnesty - non tiene conto della realtà dei rapporti di forza e dell'ineguaglianza tra uomini e donne" in Algeria ed espone chi subisce violenze domestiche a un nuovo "rischio di violenza e coercizione, per costringerle a ritirare la denuncia".
Ansa, 6 marzo 2015
Nove mesi di prigione e tre fustigate per due vandali. È la condanna che le autorità di Singapore hanno inflitto oggi a due giovani tedeschi, accusati di aver scritto dei graffiti con spray colorato su una carrozza ferroviaria. Secondo quanto riferiscono i media della città-stato, i due giovani, Andreas Von Knorre di 22 anni e Elton Hinz di 21, sono stati arrestati l'anno scorso in Malaysia, e poi estradati a Singapore a novembre, dopo che erano usciti dal Paese in seguito alla loro bravata.
I due si erano intrufolati in un deposito ferroviario, dipingendo la carrozza di uno dei treni. Secondo le autorità il danno è quantificabile in circa 9 mila euro. Non è la prima volta che un occidentale viene condannato ad una pena simile. Nel giugno del 2010 un writer svizzero di 32 anni, Oliver Fricker, colpevole di aver imbrattato con dei graffiti un vagone della metropolitana di Singapore, venne condannato a tre frustate e a cinque mesi di galera.
Due mesi dopo un tribunale della città-stato aumentò la condanna a sette mesi di carcere. L'inasprimento della pena - accompagnata dalla prescrizione di tre frustate - avrebbe per obiettivo, secondo quando dichiarato dall'allora giudice della Corte d'appello V.K.Rajah, di servire da deterrente. La severa legge contro gli atti vandalici applicata a Singapore è diventata famosa in tutto il mondo nel 1994 quando un ragazzino americano, Michael Fay, fu preso a frustate per aver danneggiato alcune macchine, nonostante i numerosi appelli alla clemenza tra cui quello dell'allora presidente Usa Bill Clinton.
Singapore mantiene la punizione corporale della fustigazione (con un giunco di rattan, simile ai vimini) per una serie di reati che vanno dalla rapina al rapimento, dal consumo di droghe agli abusi sessuali, ma anche a violazioni delle norme sull'immigrazione. Secondo statistiche del dipartimento di Stato degli Usa, nel 2012 sono state eseguite 2.200 fustigazioni, di cui quasi la metà contro stranieri per infrazioni alle leggi sull'immigrazione. La fustigazione viene eseguita sulla pelle nuda, con il prigioniero legato a un cavalletto. Chi l'ha provata ha descritto l'esperienza come un dolore lancinante.
di Virginia Piccolillo
Corriere della Sera, 5 marzo 2015
Via libera in commissione alla Camera alla prescrizione lunga per i corrotti. E un altro slittamento, ma tempi certi, per la legge anticorruzione al Senato.
È stata una giornata di fuoco quella di ieri per il pacchetto di misure contro la corruzione e il falso in bilancio. Segnata dalle proteste di Ncd e Udc contro i tempi di prescrizione per i reati di corruzione, ritenuti troppo lunghi. Da quelle opposte dei Cinquestelle perché restano fuori altri reati, inclusa la concussione.
di Monica Guerzoni
Corriere della Sera, 5 marzo 2015
"Basta rinvii, colpire la corruzione è priorità assoluta per il nostro Paese". Pietro Grasso non si arrende e si appella al "senso di responsabilità" dei partiti. Lo stop and go sul disegno di legge che più gli sta a cuore è diventato intollerabile, per il presidente del Senato. I frenatori rischiano di prendere il sopravvento e la seconda carica dello Stato vuole scongiurare altri ritardi. Slittamento dopo slittamento, sono quasi due anni che l'Italia (e l'Europa) aspettano le nuove regole contro la piaga della corruzione, che frena la crescita e allontana gli investitori.
di Errico Novi
Il Garantista, 5 marzo 2015
Era prevedibile. La "mina prescrizione" era rimasta inesplosa solo perché a un certo punto si era deciso di non passarci sopra. Ma come tutti i nodi, anche quello della durata dei processi viene al pettine. Col risultato di spaccare in modo clamoroso la maggioranza: da una parte il Pd (e Scelta civica), dall'altra il Nuovo centrodestra, che in commissione Giustizia alla Camera si trova alleato con Forza Italia.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 marzo 2015
La prescrizione? "Una riforma che i cittadini aspettano da 10 anni". Il falso in bilancio? "Deve tornare a essere un vero reato per garantire gli imprenditori onesti". Appena finita la commissione Giustizia della Camera parla così la presidente Pd Donatella Ferranti.
di Alessandra Arachi
Corriere della Sera, 5 marzo 2015
Quattro nuovi reati, ora il testo torna alla Camera. Il plauso di Grasso e dei ministri : approvarlo subito. La Camera l'aveva approvata esattamente un anno fa. E finalmente ieri anche il Senato ha detto sì alla legge che fa diventare penali i reati ambientali, fino ad oggi puniti soltanto con semplici contravvenzioni. I voti favorevoli sono stati 165, contrari i 49 voti di Forza Italia e astenuti i 18 della Lega. Una vera rivoluzione normativa.
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