9Colonne, 31 gennaio 2015
Questa mattina a Perugia, presso il Nuovo Complesso Penitenziario di Capanne, il Lions Club Perugia Concordia consegnerà due cuccioli di cane Labrador, Mirto e Margot, a quattro detenuti che si occuperanno della loro socializzazione. Gli istruttori cinofili della Scuola per Cani Guida Lions di Limbiate formeranno i detenuti. "Accudendo i cuccioli nella prima fase della loro vita, i detenuti si sentiranno utili per i non-vedenti di cui gli animali diventeranno successivamente guida" si legge in una nota.
Il programma Prison Puppy Raiser (Far crescere un cucciolo in prigione) si ispira al programma statunitense Leader Dogs for the Blind, lanciato nel 2002 e che interessa oggi 6 case circondariali con importanti risvolti umani e sociali "in quanto i reclusi selezionati per il programma, una volta liberi, sono meno inclini ad essere coinvolti in situazioni illegali e sono molto motivati nel loro nuovo compito di educatori/formatori, sapendo che il ruolo da loro svolto in qualità di Puppy Raiser sarà determinante per la crescita equilibrata del cane".
Askanews, 31 gennaio 2015
Il Comune di Firenze e il Centro di Giustizia Minorile stanno completando un protocollo che prevedrà la realizzazione di alcuni interventi di riqualificazione urbana in cui saranno impegnati ragazzi, generalmente con precedenti penali, seguiti dai servizi sociali, o anche detenuti. Ad annunciarlo l'assessore all'Ambiente Alessia Bettini, nel corso dell'inaugurazione del giardino verticale su una parte esterna della stazione Leopolda.
La parete vegetale è alta circa quattro metri e larga venti. A realizzarla sono stati cinque ragazzi, con precedenti penali, seguiti dal Centro di Giustizia Minorile, per il progetto InThree sviluppato da Cgm, Comune di Firenze l'istituto di formazione Apab. Rispetto a quanto già realizzato, ad esempio, con le grandi aiuole di piazza Beccaria, la riqualificazione del giardino di via Maragliano, gli interventi alla scuola La Pira e il Bugs Hotel de Le Cascine, la novità odierna è introdotta proprio dal Comune di Firenze, che si appresta a siglare un protocollo col Centro di Giustizia Minorile.
Così l'assessore all'Ambiente del Comune di Firenze, Alessia Bettini: "Stiamo perseguendo con opere come questa una triplica funzione: dare a questi ragazzi la possibilità di una riqualificazione anche professionale, una risposta importante al decoro della città perché su una parte di cemento andiamo a mettere delle piante ornamentali, nonché una risposta seppur piccola all'inquinamento atmosferico perché questi rampicanti assorbono anche le polveri sottili. È una bellal opera di riqualificazione. Questo è il primo atto di altre iniziative che faremo sempre nel quartiere della Leopolda."
Quanto al protocollo di intesa, ha aggiunto Bettini, "lo stiamo scrivendo insieme al Cgm, fa parte di altre attività come a piazza Beccaria e al giardino di via Maragliano perché crediamo in questa duplice funzione di recupero sociale e recupero ambientale." In occasione dell'evento, alla presenza di Serena Aglietti, è stato consegnato un assegno (1000 cm x 50 cm) di 1.000,00 euro da spendere, come borsa lavoro della durata di un mese e mezzo, presso l'azienda Aglietti che si prenderà a carico il ragazzo che si è distinto per capacità e impegno.
Enrica Pini, funzionario del Centro Giustizia Minorile di Firenze, competente per la Toscana e l'Umbria, ha sottolineato:: "al momento abbiamo ragazzi affidati al servizio sociale minorenni della giustizia, in altre occasioni abbiamo avuto anche detenuti dell'istituto penale di Firenze. L'obiettivo della collaborazione con Apab e ora anche col Comune di Firenze è quello di dare la possibilità ai ragazzi di un riscatto rispetto al reato, e poi dal punto di vista pedagogico si può dare loro la possibilità di far vedere comunque che attraverso l'apprendimento di una professione si può avere una posizione dignitosa all'interno della società.
Sono per lo più extracomunitari coi quali stiamo facendo un lavoro a tutto tondo per il loro inserimento della collettività. In questo progetto sono stati cinque, in altri ne abbiamo avuto dieci." All'inaugurazione erano presenti anche Anna Mendolea, direttrice dell'Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni, Fiorenzo Cerruto direttore dell'Istituto penale per minorenni di Firenze e alcuni cittadini dei comitati del quartiere Leopolda-Paisiello.
www.siracusanews.it, 31 gennaio 2015
È stato presentato stamane al carcere di Augusta il primo corso per pizzaiolo, a cui parteciperanno detenuti che a breve termineranno di scontare la pena. La direzione del carcere ha accolto di buon grado la proposta del Rotary club di offrire un corso di quaranta ore, tenuto da grandi maestri pizzaioli Giuseppe Paolini, Vincenzo Perez, Daniele Ucciardo e Giorgio Sortino.
Quello del rapporto con la società civile, i club service, l'associazionismo è un must della casa di reclusione che attraverso i contributi di queste realtà cerca di sopperire alla scarsità di risorse pubbliche; l'iniziativa si aggiunge quindi a quelle già avviate con l'associazione del Buon Samaritano , con l'Inner Whell di Augusta ed a quelle che in un prossimo futuro ci si auspica di poter avviare con la fondazione Siracusa È Giustizia alla quale sono stati chiesti finanziamenti per attività oltre che in favore dei detenuti, anche del personale .
Nel presentare il corso, Paolini non ha nascosto l'emozione per l'ambientazione particolare in cui si svolge e ha auspicato che i dodici detenuti allievi possano trovare lavoro uscendo nei prossimi mesi dal carcere. L'esame finale consisterà nella preparazione di una pizza per tutti e cinquecento i detenuti della casa di reclusione.
www.campanianotizie.com, 31 gennaio 2015
Due internati dell'Opg "Filippo Saporito" hanno tinteggiato le stanze aperte al pubblico della locale stazione dei Carabinieri. Il progetto, nato da un protocollo d'intesa sottoscritto tra il Comune di Aversa e l'Opg, vuole consentire di svolgere ad alcuni internati un'attività lavorativa di pubblica utilità a favore della collettività come strumento rieducativo.
Questa mattina alla 'consegna dei lavorì presso la stazione dei Carabinieri ha partecipato il sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco, la direttrice della struttura penitenziaria Elisabetta Palmieri, il comandate della Polizia Penitenziaria dell'Opg Luigi Mosca, il direttore sanitario Angelo Russo e il ten. Col. Vittorio Carrara, comandante del reparto territoriale dei Carabinieri di Aversa.
"Con l'utilizzo di internati in lavori di pubblica utilità - ha detto il sindaco di Aversa Giuseppe Sagliocco - abbiamo dato vita una cultura di accettazione reciproca nella quale gli interessi dei singoli e della collettività possano coesistere non solo in maniera armonica, ma diano la possibilità di una soluzione positiva ed innovativa condivisa al bisogno di giustizia espresso dalla collettività e a quella di riscatto espresso dal singolo, nell'ottica della cosiddetta giustizia riparativa".
Gli internati che sono stati impiegati in lavori di pubblica utilità all'esterno, individuati secondo presupposti per i quali sussistano le condizioni per l'ammissione alle licenze per prestare attività di pubblica utilità, hanno lavorato con gioia all'imbiancamento delle sale. Soddisfatta dell'iniziativa la direttrice dell'Opg Elisabetta Palmieri che ha sottolineato come "questo progetto si inserisce nel più ampio programma di recupero, anche terapeutico, degli internati. Recupero dal punto di vista educativo e terapeutico che consente agli internati di avere un contatto con il mondo esterno anche in vista della loro uscita dalla struttura penitenziaria".
Entusiasta del lavoro svolto anche il Ten. Col. Vittorio Carrara, comandante del reparto territoriale dei Carabinieri di Aversa che ha espresso "soddisfazione per quest'esperienza che ha permesso di avvalerci della capacità di persone che stanno effettuando un percorso riabilitativo, e nel contempo fare qualcosa di utile perché sono stati tinteggiati i locali della Stazione dei Carabinieri aperti al pubblico". All'ingresso della stazione dei Carabinieri, inoltre, sono stati posizionati dei lavori degli alunni del Liceo artistico Giordano di Aversa realizzati nell'ambito del bicentenario della fondazione dell'Arma dei Carabinieri.
www.a-zeta.it, 31 gennaio 2015
Circa 150 studenti milanesi incontreranno mercoledì 4 febbraio i corsisti del carcere di Opera del progetto "Leggere Libera-Mente", che si occupa di biblioterapia con le persone detenute attraverso la lettura, la scrittura creativa, poetica, autobiografica e giornalistica.
Grazie all'associazione Cisproject-Leggere Libera-Mente, nell'ambito degli eventi di BookCity per le scuole organizzati dal Comune di Milano, l'incontro offrirà un'opportunità di confronto sul tema della lettura quale finestra aperta all'ascolto dell'altro, al confronto con storie diverse e uguali alla propria, che offre soluzioni nuove. In occasione dell'iniziativa sarà proiettato il film documentario "Levarsi la cispa dagli occhi", che narra la nascita e lo sviluppo di un progetto formativo e di recupero, attivato all'interno del carcere di Milano-Opera, a cui seguirà un dibattito.
"Siamo molto felici di poter discutere con i giovani il risultato del lavoro svolto a Opera con le persone detenute - dichiara Barbara Rossi di Cisproject - Leggere-Libera-Mente. In quest'ambito, la proiezione del film, dai forti contenuti emotivi, oltre che educativi, sarà importante per far capire come la lettura sia per tutti, e forse soprattutto per chi vive in una condizione di privazione della libertà, un'occasione di crescita personale e talvolta anche di riscatto, che permette di superare i propri errori per immaginare un futuro migliore. Con questa premessa il confronto con i giovani, che hanno proprio il difficile compito di costruire questo futuro, credo possa essere molto molto importante e stimolante".
Non da ultimo, il film e la possibilità di confronto tra persone libere di esprimersi, offre un'occasione importante per rivedere eventuali propri pregiudizi. Se il carcere è nell'immaginario comune il luogo del buio, del moderno "bau bau", se per la società è rassicurante pensare che "tutti i cattivi e tutto il male sia lì custodito", allora lanciare uno sguardo oltre il muro e farci i conti diventa un'importante occasione di crescita per tutti.
Chi volesse prenotarsi può scrivere a:
di Antonio Iapichino
www.sibarinet.it, 31 gennaio 2015
È stato un vero e proprio successo l'evento "Note di libertà", realizzato nella Casa circondariale di Rossano. Un susseguirsi di emozioni. Rappresentazioni teatrali, scenette, brani musicali e una serie di riflessioni. Protagonisti della manifestazione, realizzata nell'ambito di un progetto portato avanti dall'Istituto musicale "Donizetti" di Mirto Crosia, sono stati i detenuti del circuito Alta sicurezza del carcere rossanese. Sono stati lanciati input forti. Il bisogno di un comportamento più consono da parte degli uomini.
"Perdonare ed essere più altruisti. Imparare a essere più buoni per 365 giorni l'anno. La porta del Signore è sempre aperta. Siamo ancora in tempo per affidarci a Lui". I detenuti, attraverso le loro esibizioni, hanno raccontato il Santo Natale, la commemorazione dei defunti, la vita quotidiana, la Shoah.
Tanta l'emotività proveniente dalla folta e interessata platea del teatro situato all'interno del penitenziario. Non sono mancate le sorprese: Giuseppe Greco, direttore del "Donizetti", che ha avuto il compito di presentare la manifestazione, dopo la lettura di un missiva da parte di un papà detenuto al proprio figlio, ha cantato, in maniera magistrale, il noto pezzo di Mario Merola "Cent'anni".
In occasione della manifestazione sono giunti nella struttura carceraria numerosi alunni e docenti di varie scuole della città bizantina, giornalisti, sociologi, rappresentanti di associazioni, amministratori comunali. Un commento unanime: una manifestazione benfatta. Curata sotto ogni punto di vista. I detenuti, grazie al suddetto progetto, vengono preparati durante l'anno, attraverso lezioni settimanali, di circa due ore, dedicate allo studio della teoria musicale e alla pratica di uno strumento.
Un impegno costante da parte del direttore artistico del "Donizetti", Giuseppe Greco, del M° Giuseppe Fusaro (pianoforte), del M° Salvatore Mazzei, (teoria e solfeggio), e della prof.ssa Letizia Guagliardi (docente di inglese presso l'Itis di Rossano) con il supporto della dott.ssa Angela Greco (educatrice). La buona riuscita della manifestazione, arricchita dalla voce soave della giovane cantante Valentina, è dovuta alla collaborazione concreta da parte di tutti. Ognuno ha dato del suo.
Giuseppe Greco ha messo in risalto che il lavoro egregio della Polizia penitenziaria consente che progetti di questa natura possano servire per una reale rieducazione. Lo stesso Greco ha evidenziato che il direttore del penitenziario, Giuseppe Carrà si impegna affinché tutti i detenuti possano partecipare a questi lavori. Ha spiegato che è stato realizzato un marchio: "Manufatti in carcere", con la produzione, fra l'altro, di clarinetti in ceramica. Dunque, la possibilità di fare cultura, anche in una casa di detenzione. Proprio questo carcere di Rossano, anche quest'anno, sarà fra le eccellenze della Calabria a Casa Sanremo.
Il direttore della Casa circondariale, Giuseppe Carrà, ha considerato eccellente il lavoro realizzato. Ha spiegato che la manifestazione è stata preparata in 10-15 giorni (2 ore al giorno). Persone che devono scontare pene lunghe, ma che hanno lanciato messaggi forti e positivi. Il dottore Carrà, poi, ha fatto un parallelismo fra la Shoah avvenuta 70 anni addietro e i fenomeni aberranti di oggi: quella che viviamo è una "Shoah quotidiana".
Don Pino Straface, ha portato il saluto dell'Arcivescovo di Rossano, Mons. Satriano, impegnato fuori regione: "Possediamo un tesoro", ha detto il sacerdote, "si tratta della Parola di Dio. Un Padre che ha sempre le braccia aperte per accogliere i propri figli".
La professoressa Letizia Gagliardi, ha messo in risalto l'azione sinergica che si è creata con il personale interno del penitenziario. Ha spiegato che la scenografia è stata realizzata con il materiale consentito ai detenuti. Prevalentemente cartoni e carta da imballaggio. Tutto, ha detto, in un ambiente sereno.
L'assessore alla Cultura del Comune di Rossano, Stella Pizzuti, ha fatto notare l'entusiasmo e la bravura di chi si è esibito. "Ogni volta nel carcere di Rossano, ha commentato, mi arricchisco e porto con me dei ricordi impregnati di amore, entusiasmo e bravura". Ha sottolineato, inoltre, l'impegno dell'Amministrazione comunale nel sostenere lo studio universitario di alcuni detenuti.
Corriere Adriatico, 31 gennaio 2015
Continua l'impegno di Bracciaperte volontariato Pesaro all'interno degli istituti penitenziari. Domani infatti, l'associazione di volontariato donerà alla sezione femminile del carcere di Pesaro alcune attrezzature per parrucchieria, per l'allestimento di uno spazio ad hoc all'interno dell'istituto di pena, con cui la Onlus collabora da tempo.
Le attrezzature, che erano in dismissione da parte di un negozio, sono state acquisite dall'associazione che le ha revisionate ed ora sono pronte per essere consegnate al nuovo utilizzo: un circuito virtuoso reso possibile grazie alla collaborazione della ditta Mdp elettrodomestici e alla disponibilità della direzione della casa circondariale di Pesaro. Le attrezzature comprendono due caschi professionali con basamento, una postazione di lavaggio testa con relativo divano in pelle e raccordi vari per consentirne l'installazione. Grazie a questa donazione la sezione femminile potrà avere uno spazio dedicato a servizio parrucchieria, con l'auspicio che in futuro si possano ideare anche corsi di formazione per parrucchiera.
Adnkronos, 31 gennaio 2015
Nascosto nella cella avevano un cellulare. A trovarlo nel carcere di Ivrea (Torino), sono stati gli agenti della polizia penitenziaria durante un controllo. Il telefonino era nascosto all'interno del water della cella di due detenuti romeni in carcere per la violazione della legge sugli stupefacenti. Uno dei due stava per essere ammesso alla misura alternativa della semilibertà. Nessuna traccia per ora della scheda sim mentre da quanto accertato per ricaricare la batteria usavano dei cavi per collegare il telefonino all'alimentatore del computer regolarmente detenuto in cella. Il computer è stato ritirato al fine di verificare eventuali connessioni a internet.
A dare notizia dell'episodio è il Segretario generale dell'Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia penitenziaria) Leo Beneduci: "per l'ennesima volta - commenta - gli agenti della polizia penitenziaria hanno dimostrato le proprie capacità professionali nonostante siano costretti a lavorare in condizione disumane senza quei mezzi che invece, come dimostra l'episodio di Ivrea, vengono concessi ai detenuti".
www.agensir.it, 31 gennaio 2015
Giovani e carcere, è il percorso di formazione organizzato dalla Caritas Ambrosiana in collaborazione con il Servizio Giovani e con i cappellani delle carceri presenti sul territorio dell'arcidiocesi di Milano, che prenderà il via il 14 febbraio presso il Centro pastorale ambrosiano. Il percorso è rivolto "a tutti quei giovani (dai 18 ai 30 anni) interessati a fare una prima conoscenza della realtà carceraria.
Questa esperienza permette di visitare una delle carceri del territorio diocesano come momento di conoscenza e riflessione rispetto al mondo della detenzione". Lo scopo è quello di promuovere un pensiero alternativo sulla "sicurezza sociale", basato sulla solidarietà e sulla responsabilità, attraverso lo scambio di parole e di esperienze.
Il percorso prevede un primo momento di formazione in forma laboratoriale sul tema "Pane, parola e libertà", tenuto da monsignor Pierantonio Tremolada, vicario episcopale per l'evangelizzazione e i sacramenti, unito a una rappresentazione teatrale: "Undici ore d'amore di un uomo ombra", dall'omonimo libro di Carmelo Musumeci. Ogni giovane iscritto al percorso incontrerà inoltre il cappellano del carcere presso il quale si recherà successivamente per fare visita ai detenuti, fissata per il 28 febbraio.
www.quicosenza.it, 31 gennaio 2015
Torna il laboratorio teatrale nella Casa circondariale di via Popilia che a fine maggio diventerà lo spettacolo "Amore sbarrato 2", interpretato da un gruppo di detenuti-attori. Si chiama "Amore Sbarrato 2" ed è il nuovo progetto con il quale l'Amministrazione comunale, in collaborazione con la Casa Circondariale "Sergio Cosmai", intende riproporre l'esperienza vissuta lo scorso anno, quando il 5 giugno del 2014 venne messo in scena al Teatro "Rendano" lo spettacolo teatrale "Amore Sbarrato", scritto e diretto dall'attore e regista cosentino Adolfo Adamo e interpretato da un gruppo di detenuti della Casa circondariale "Cosmai" di via Popilia, gli stessi che per tre mesi seguirono il laboratorio teatrale che Adamo tenne all'interno del reclusorio cosentino.
In questi giorni un nuovo incontro tra l'Assessore al teatro e allo spettacolo Rosaria Succurro e il direttore della Casa circondariale Filiberto Benevento, ha gettato le basi per la riproposizione del progetto che si articolerà dapprima in un nuovo laboratorio per poi svilupparsi in un altro spettacolo teatrale previsto per fine maggio. Il laboratorio di "Amore sbarrato 2" inizierà nel prossimo mese di febbraio e andrà avanti fino a maggio.
A frequentarlo saranno ben 16 detenuti della casa circondariale "Cosmai", più del doppio di quelli che vi presero parte lo scorso anno, che erano sette. Immutati gli obiettivi del progetto, volto ad accorciare le distanze tra il mondo esterno e l'universo carcerario, favorendo quei percorsi di riabilitazione che devono riguardare le persone private della libertà personale.
"Dare continuità al progetto varato lo scorso anno in collaborazione con la Casa circondariale - ha affermato l'Assessore Rosaria Succurro - da un lato risponde ad un'esigenza che abbiamo fortemente avvertito, considerati gli ottimi risultati ottenuti, dall'altro ci dà l'esatta misura di come la casa circondariale "Cosmai", egregiamente diretta da Filiberto Benevento, sia una struttura modello con la quale si può collaborare intensamente per far attecchire quei percorsi riabilitativi e trattamentali che si sostanziano di contenuti concreti".
Sulla stessa lunghezza d'onda il direttore dell'istituto di pena Filiberto Benevento: "il successo ottenuto lo scorso anno - sottolinea - ci ha indotto a rinnovare, con ulteriori motivazioni e grande consapevolezza, il progetto che ha l'obiettivo, com'è nella tradizione della nostra casa circondariale, di far capire che i detenuti sono parte del tessuto sociale e che occorre favorire, con un mezzo così nobile e importante come la cultura, il loro reinserimento nella società".
Molto motivato per il prosieguo del laboratorio anche l'attore e regista Adolfo Adamo, ideatore del progetto. "Lo scorso anno - sottolinea Adamo - è stato possibile scrivere una pagina di civiltà e di cultura, abbattendo definitivamente uno stato d'invisibilità, consentendo ai detenuti/attori di ritrovare la propria storia e di poterla raccontare. Mai in Calabria si era verificata una cosa del genere e la strettissima collaborazione tra Casa Circondariale e Comune di Cosenza ha ulteriormente evidenziato la volontà di puntare alla riabilitazione dei detenuti".
Per la prima volta, lo scorso anno le porte del teatro "Rendano" si aprirono al gruppo di detenuti-attori, i quali potrebbero diventare presto il nucleo fondante di una vera e propria compagnia, sull'esempio di quanto accaduto più di vent'anni fa in altre carceri italiane dove sono sbocciate significative esperienze, come la Compagnia della Fortezza di Volterra o come quelle attecchite nel carcere di Opera a Milano o a Rebibbia, a Roma.
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