di Stefano Anastasia
huffingtonpost.it, 5 novembre 2024
Dall’estate attendiamo di conoscere le iniziative del ministro Carlo Nordio per affrontare il problema. Sfondato il muro dei 62mila detenuti, stiamo ancora aspettando di sapere quali iniziative il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intendeva illustrare l’estate scorsa al Presidente della Repubblica, dopo che l’intera compagine governativa si era resa finalmente conto che il decreto “carcere sicuro” di sicuro aveva solo che non avrebbe ridotto la pressione del sovraffollamento penitenziario sui detenuti e gli operatori penitenziari, costretti a vivere come sardine e a lavorare in condizioni di emergenza. Nel frattempo i suicidi non fanno neanche più notizia: dopo quello di Vincenzo, a Santa Maria Capua Vetere nel giorno dei morti, siamo a 78, solo sei in meno del tragico record annuale del 2022, ma mancano ancora due mesi alla fine dell’anno
di Massimo Franco
Corriere della Sera, 5 novembre 2024
Il sospetto è che Palazzo Chigi e i suoi alleati non subiscano ma cerchino la contrapposizione con un potere giudiziario pur incline a esagerare nelle motivazioni del “no” ai trasferimenti dei migranti con un lessico viziato a volte da considerazioni politiche. È anche possibile che i giornalisti abbiano “una fissazione” per i flop sui centri di accoglienza per i migranti irregolari costruiti dal governo in Albania. Lo ha detto ieri con una punta di fastidio la premier Giorgia Meloni, replicando a una domanda. La sensazione, tuttavia, è che l’eventuale “fissazione” sia legittimata dal rosario delle bocciature che la magistratura sta sgranando sui respingimenti; e dall’insistenza con la quale il governo di destra va avanti con i trasferimenti, pur sapendo che sono costosi e a rischio, appunto, di flop.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 5 novembre 2024
Il segretario di Area democratica per la giustizia: “Nessuna maggioranza politica, nessun interesse nazionale può sacrificare i diritti delle persone, che vanno difesi al di là di ogni consenso o mandato popolare”. “I colleghi della sezione protezione internazionale sono stati vittime di un’aggressione mediatica solo perché hanno fatto il loro lavoro e hanno tutelato i diritti”. Giovanni Zaccaro, segretario di Area democratica per la giustizia, è arrivato a Bologna nel cuore dell’affollata assemblea aperta dell’Anm emiliana dopo aver celebrato un’udienza a Roma in mattinata. Il momento, del resto, è di quelli gravi: lo scontro tra governo e magistratura è ben oltre il livello di guardia.
di Francesco Petrelli*
L’Unità, 5 novembre 2024
Mai si era inciso così pesantemente sui rapporti fra libertà e autorità, fra Stato e cittadino, facendo assumere al diritto penale i tratti di un “diritto penale del nemico”. La sicurezza è una questione seria. È elemento centrale per ogni collettività e costituisce una condizione fondamentale per la vita di una democrazia. Ma è proprio per questo motivo che i cittadini non dovrebbero essere presi in giro quando si parla di sicurezza. È invece proprio questa sua centralità che espone questo tema alla strumentalizzazione politica. Se la sicurezza è da un lato un dato oggettivo, dall’altro è anche un sentimento collettivo e, come tale, una percezione facilmente condizionabile. È infatti sufficiente l’enfatizzazione di notizie di eventi criminali ad aumentare la percezione dell’insicurezza.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 5 novembre 2024
Stamattina a Roma l’Unione delle Camere Penali italiane ha organizzato una manifestazione nazionale alla quale parteciperanno membri dell’Avvocatura e dell’Accademia per un confronto sul ddl sicurezza, approvato alla Camera e ora in discussione al Senato, al fine di sollecitare il Parlamento ad adottare tutte le opportune modifiche alle norme del pacchetto in senso conforme alla Costituzione. Ne parliamo con il presidente Francesco Petrelli.
di Liana Milella
La Repubblica, 5 novembre 2024
Come hanno detto più volte Spataro e Grasso il giudice ucciso a Capaci ragionava sulle conseguenze del codice Vassalli e chiedeva una maggiore specializzazione dei pm. Giù le mani da Falcone. Non si può reagire in altro modo leggendo l’incredibile forzatura del quotidiano Il Giornale di battezzare come “legge Falcone” la separazione delle carriere. L’ha proposta, con un editoriale del primo novembre, il direttore Alessandro Sallusti. Ed è diventata la “riforma Falcone” nei titoli successivi. Prima che diventi la “riforma Falcone” per tutto il centrodestra meglio mettere subito i puntini sulle “i”. I morti si rispettano e non si strumentalizzano. Soprattutto perché non possono reagire.
di Elisa Barresi
ilreggino.it, 5 novembre 2024
“Gravi segnali di Stato autoritario”. Manifestano “fermo dissenso rispetto a questa deriva, esprimendo vicinanza ai giudici oggetto di gravi ed ingiustificati attacchi e ribadendo che solo una giurisdizione libera e indipendente”. La riforma della Giustizia continua a tenere l’intero paese con il fiato sospeso. La posizione netta del Governo ha suscitato le reazioni di tutti gli attori del settore giustizia. E non sono rimasti in silenzio coloro i quali hanno segnato e in parte scritto la storia della giustizia italiana. Ormai in pensione, ma seriamente preoccupati dalle posizioni governative, 192 tra magistrati, civilisti e penalisti, in pensione e, prima ancora, come cittadini “esprimiamo preoccupazione per i tentativi dell’attuale maggioranza politica di modificare in senso autoritario la forma di Stato delineata dalla Carta costituzionale e di incidere sul fondamentale principio della separazione dei poteri”.
di Giovanni M. Jacobazzi
Il Dubbio, 5 novembre 2024
Tra i temi da affrontare, le comunicazioni alle Camere sull’amministrazione della giustizia e l’attività di vigilanza del pg sull’applicazione della norma. “Sono rimasto molto stupito dalle polemiche, apparse in questi ultimi giorni sulla stampa, da parte di alcuni illustri magistrati (Edmondo Bruti Liberati e Giuseppe Maria Berruti, ndr) riguardo i criteri di priorità per il perseguimento dei reati”, afferma il senatore Pierantonio Zanettin, capogruppo di Forza Italia in Commissione giustizia a Palazzo Madama ed ex componente del Consiglio superiore della magistratura. “Leggo - prosegue Zanettin - giudizi particolarmente severi su questo argomento quando invece già la legge Cartabia, votata nella scorsa legislatura anche dal Partito democratico e dal Movimento 5 stelle, vi aveva messo un punto fermo, stabilendo che fosse il Parlamento a stabilire quali reati dovessero avere una sorta di corsia preferenziale”.
di Riccardo Ferrante*
La Repubblica, 5 novembre 2024
Nelle scorse settimane abbiamo assistito all’ennesimo scontro istituzionale tra governo e magistratura, con discesa in campo del Ministro competente per materia, l’ex Magistrato Carlo Nordio, ma anche della presidente del Consiglio. La eco mediatica è stata ampia, le prese di posizione si sono sprecate. Ma siamo sicuri che - parlando di giustizia - per il cittadino comune il tema più importante sia proprio il destino processuale dei politici? O la polemica con qualche (ipotetica) toga rossa? Azzardiamo: forse è più preoccupato di dover aspettare una sentenza civile definitiva per decenni; magari è più spaventato dal rimanere appeso a un procedimento penale con indagini senza conclusione per anni. E altre piacevolezze del genere.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 5 novembre 2024
Nella fase di aggiornamento dell’informativa antimafia il giudice amministrativo si chiede se sia legittimo che la misura adottata non dispieghi effetti di sospensione dell’impedimento a contrarre con la Pa. Il Tar della Calabria ha sollevato la questione di legittimità costituzionale sull’affermazione o meno degli effetti sospensivi dell’ammissione al controllo giudiziario sulla informativa antimafia. Lo ha fatto con l’ordinanza n. 646/2024 nell’ambito di una controversia tra un’impresa colpita da interdittiva e poi ammessa al controllo giudiziario contro la committente di un appalto di cui le era stata negata la possibilità di eseguire i lavori perché appunto era stato ritenuto che l’interdittiva non avesse comunque perso l’effetto ostativo.
- Emilia Romagna. Roberto Cavalieri: “Aumentano i suicidi in carcere, come prima dell’indulto”
- Sicilia. Lavoro per 180 detenuti: ecco il progetto “Jail to Job”
- Trento. La Garante dei detenuti: “Nel corso del 2024 raggiunte più volte le 380 presenze”
- Trento. “Spini, fino a 380 detenuti dove i posti sono 240. Cresce l’autolesionismo”
- Parma. Detenuto morto durante un trasporto: medico a processo per omicidio colposo









