di Stefano Loconte e Giulia Maria Mentasti
Italia Oggi, 15 luglio 2024
Autoriciclaggio con i paletti: la condotta contestata all’indagato non può consistere nel trasferimento dei fondi dalla fallita alle società beneficiarie e quindi coincidere con la stessa condotta distrattiva integrante la bancarotta: è quanto emerge dalla sentenza della Cassazione penale, quinta sezione, n. 20152 del 21 maggio 2024, che, nel rigettare il ricorso del pubblico ministero, ha chiarito che affinché possa scattare la condanna per autoriciclaggio, evitando indebite sovrapposizioni applicative, è richiesta un’attività ulteriore rispetto alla sottrazione della risorsa all’impresa fallita.
ansa.it, 15 luglio 2024
“Emergenza penitenziaria senza precedenti”, accusa Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. Ennesimo suicidio in carcere. La vittima era originaria di San Donà di Piave, si chiamava Alessandro Patrizio Girardi, 37 anni da poco compiuti, detenuto per vari reati connessi allo spaccio di stupefacenti, nella notte è stato trovato impiccato con il lenzuolo nella sua cella della Casa Circondariale Santa Maria Maggiore di Venezia. A nulla sono valsi i soccorsi.
di Sarah Martinenghi
La Repubblica, 15 luglio 2024
Con il telefonino che sporge dalle sbarre, il detenuto inquadra il corridoio del padiglione C. Riprende ciò che sta accadendo: lenzuola che bruciano, coperte ammucchiate, oggetti lanciati fuori dalle celle. Quel video, insieme a un altro che inquadra gli stessi spazi subito prima dei roghi, viene postato su TikTok, scatenando commenti e migliaia di like: “le carceri sono al limite”, “libertà”, “amnistia o indulto subito” con tanto di emoticon, catene e cuoricini. Se da un lato quelle immagini colpiscono, perché proiettano dentro alla protesta e squarciano il velo di una realtà inaccessibile agli sguardi del mondo esterno, dall’altro dimostrano l’impunità nell’uso dei telefonini in carcere e la sfrontatezza di pubblicare storie sui social. La procura di Torino intende aprire un fascicolo al riguardo, che possa far luce ancora una volta sulla facilità con cui i telefonini, così come la droga, entrano in carcere. Sovraffollamento, caldo. “Abbiamo deciso di rompere cessi e lavandini così facendo le celle di pernottamento non saranno più agibili e quindi dovrà intervenire l’Asl per le condizioni n cui viviamo. Dobbiamo farci sentire” dicono su TikTok.
di Caterina Stamin
La Stampa, 15 luglio 2024
Monica Gallo: “I padiglioni A, B e C sono in condizioni di assoluto degrado”. “Temo il peggio”, dice Monica Gallo, garante dei detenuti. Perché? “Questi ragazzi avevano una speranza. Ma oggi è diventata delusione e stanno perdendo la pazienza”. Torna indietro a un anno fa. A quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio fece visita al Lorusso e Cutugno. “Si erano appena suicidate due donne e si parlava di aprire un tavolo sull’emergenza del carcere. Da allora sa cos’è cambiato? Nulla”. Anzi. “In nove anni che ricopro questo ruolo ho visto un peggioramento delle condizioni dei detenuti, degli agenti e delle strutture. Quando entro vengo assalita dalle urla”. La colpa? Per Gallo è chiara: “La politica è totalmente assente: si chiedono doveri ma non si danno diritti”.
di Stefano Mattia Pribetti
triesteprima.it, 15 luglio 2024
Enrico Sbriglia, ex direttore della Casa circondariale di Trieste e coordinatore nazionale della dirigenza penitenziaria della Federazione sindacati indipendenti, commenta la rivolta carceraria e descrive una situazione a livello nazionale e locale critica di grande disagio. “Occorre ammettere, senza vergognarsene, che il sistema penitenziario, dappertutto e anche a Trieste, è carente e per certi versi è fallito. Dobbiamo avere il coraggio di dire ai detenuti: noi siamo in torto, cercate di comprenderci e capire anche le nostre difficoltà”.
ansa.it, 15 luglio 2024
All’indomani rivolta analisi di Sbriglia, 20 anni capo del Mari. “Quando un sistema penitenziario comincia a fare acqua da tutte le parti, favorisce il formarsi di una logica anti istituzionale contro il sistema, di tipo terroristico. I terrorismi negli anni passati trovavano nelle carceri la fonte primaria di approvvigionamento di risorse umane”. È il pericolo paventato in una intervista alla Tgr Fvg di lingua italiana della Rai da Enrico Sbriglia, per circa venti anni direttore del carcere del Coroneo di Trieste dove pochi giorni fa si è verificata una rivolta.
di Dario del Porto
La Repubblica, 15 luglio 2024
Associazioni, volontari e professionisti contrari alla delocalizzazione dell’istituto dove si svolgono attività per il recupero dei minori. “Nisida costituisce, da sempre, un simbolo, il più rappresentativo, dei percorsi di recupero dei minori”, avverte il presidente del Tribunale per i minorenni di Salerno Piero Avallone. Il magistrato scuote il capo davanti all’ipotesi, raccontata ieri da Repubblica, di una delocalizzazione del carcere minorile che ha ispirato “Mare fuori” nell’ambito degli interventi risanamento dell’area di Bagnoli. “Non entro nel merito delle scelte della politica, mi limito a ricordare che Nisida è un luogo dove i ragazzi sono quotidianamente coinvolti in progetti, corsi e attività con risultati apprezzati non solo in Italia. Non a caso ne parlò anche Eduardo De Filippo”, sottolinea Avallone.
di Annalisa Angelici
La Nazione, 15 luglio 2024
Il progetto “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme” offre detenuti la possibilità di reinventare il futuro attraverso la sartoria, con il supporto di Bmw Roma e l’Accademia dei sartori. La sfilata di fine corso ha mostrato il talento e il percorso di recupero di otto partecipanti, con uno di loro già reinserito nel settore. Offrire a chi partecipa una seconda chance, l’opportunità di reinventare il proprio futuro grazie alla creatività. È il principale obiettivo del bel progetto “Made in Rebibbia. Ricuciamolo insieme”, giunto quest’anno alla sesta edizione: un’iniziativa che sposa la tradizione sartoriale italiana, attraverso una collaborazione tra Bmw Roma, l’Accademia nazionale dei sartori e il carcere di Rebibbia.
primacomo.it, 15 luglio 2024
AsLiCo, in collaborazione con il Centro diurno del Carcere di Como, per il secondo anno consecutivo porta il progetto L’ora d’Aria all’interno della Casa Circondariale il Bassone. Il percorso di formazione di canto corale rivolto ai detenuti culminerà nello spettacolo partecipativo Memorie di Ping il 19 luglio 2024. Negli ultimi anni, il Teatro Sociale di Como ha consolidato la collaborazione con la Casa Circondariale Il Bassone, offrendo momenti di spettacolo e formazione all’interno della struttura penitenziaria. Inoltre, il Teatro si è sempre più affermato come un punto d’incontro tra arte, cultura, spettacolo e le diverse forme di fragilità. Quest’anno il Teatro ha offerto un supporto di coordinamento didattico al Centro Diurno per la pianificazione di laboratori settimanali dei corsi di musica e teatro nel quale si lavora su elementi base della socialità quali l’ascolto, la fantasia, capacità mnemoniche, il confronto, il supporto, la consapevolezza corporea, il movimento, il confronto e il dialogo.
di Ilaria Zaffino
La Repubblica, 15 luglio 2024
Il libro di Nila, attivista iraniana sotto pseudonimo, prima di tutto è una testimonianza. Intima, appassionata, e ci arriva direttamente dalle strade di Teheran, dalla viva voce di una delle protagoniste della nuova rivoluzione iraniana che dall’interno, giorno dopo giorno, nei mesi successivi alla morte di Mahsa Amini, la giovane curda arrestata nel settembre del 2022 per non aver indossato correttamente l’hijab, ricostruisce cosa succede. “In questo momento della nostra storia testimoniare è una parola più ardente di vivere: si può vivere una vita restando spettatori. Testimoniare significa essere artefici del nostro destino”, scrive Nila, autrice e attivista iraniana per i diritti delle donne e delle minoranze.











