di Paolo Frosina
Il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2024
Svuotare le celle moltiplicando di otto volte, da sei mesi a quattro anni, il limite di pena entro il quale si può accedere alla semilibertà, includendo anche i residui di condanna ancora da scontare. È la soluzione proposta da Forza Italia in un emendamento al decreto carceri, il micro-intervento varato dal governo per attenuare il sovraffollamento penitenziario. In quel provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri a inizio luglio, non ci sono misure capaci di far uscire subito una parte dei detenuti attualmente reclusi nel nostro Paese: in particolare, non c’è l’”indulto mascherato” proposto dal deputato renziano Roberto Giachetti, che con il suo ddl vuol risolvere il problema aumentando i giorni di “sconto di pena per buona condotta”, da 45 a sessanta o addirittura a 75 ogni sei mesi.
di Ettore Grenci*
Il Dubbio, 17 luglio 2024
È rimbalzata nei social e nelle chat in poche ore. Molti credevano fosse una fake news, un lavoro ben fatto con Photoshop. Ma poi, ad uno sguardo più attento, tutto era in ordine: timbri, firme, a partire dal logo della Repubblica Italiana. Stiamo parlando dell’ordinanza del Magistrato di Sorveglianza di Firenze con la quale è stata rigettata la richiesta di liberazione anticipata di un detenuto con la seguente, laconica, motivazione: “considerato che il tentativo di togliersi la vita mediante impiccagione è incompatibile con il presupposto della liberazione anticipata, che è la partecipazione all’opera rieducativa”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 luglio 2024
Aumentano le richieste di ispezioni ministeriali per chi prende decisioni garantiste (o sgradite). Ollà (Cnf): “Così si va ad impattare con l’autonomia e l’indipendenza della magistratura”. Cosa hanno in comune i casi giudiziari Cerciello Rega, Ciontoli, Viareggio, Mottola, Rigopiano, Delmastro, Artem Uss, Toti? Che se un giudice si azzarda a derubricare, prescrivere, assolvere, concedere misure alternative al carcere o emettere una sentenza sgradita alla maggioranza parlamentare contro di lui si scatenano critiche asprissime da parte di politici, scattano azioni disciplinari, il Tribunale del popolo chiede la ghigliottina.
di Roberto Giovene di Girasole
Il Dubbio, 17 luglio 2024
L’European Public Prosecutor’s Office, noto con l’acronimo Eppo, è entrato in funzione il primo giugno 2021. Ha un meccanismo di funzionamento complesso: alla Procura europea competono le indagini (sulle frodi a danno dei fondi dell’UE superiori a 10mila euro e sulle frodi transfrontaliere IVA che comportano un danno di importo superiore a 10 milioni di euro) mentre i processi si svolgono nei singoli stati, sulla base delle norme di diritto sostanziale e processuale dei diversi ordinamenti.
di Elga Montani
Quotidiano di Puglia, 17 luglio 2024
Le carceri in Puglia sono strutture vecchie, in alcuni casi sono addirittura palazzi storici, non hanno impianti adeguati e con il caldo diventano dei forni in cui è impossibile vivere. Qualche volta manca l’acqua: gli impianti non riescono a reggere il numero eccessivo di detenuti. E i numeri, d’altronde, parlano chiaro. In tutta la regione, stando all’ultimo report aggiornato al 30 giugno di quest’anno, pubblicato dal ministero della Giustizia e relativo ai detenuti italiani e stranieri presenti e alle capienze per istituto, i posti a disposizione sono 2.943 mentre i detenuti presenti sono 4.374. Di questi 484 sono stranieri e 221 sono le donne.
cronacabianca.eu, 17 luglio 2024
Giovedì 18 luglio sarà consegnata ai detenuti delle carceri dell’Emilia-Romagna, il codice ristretto, la guida, in versione aggiornata ai diritti delle persone detenute. È la seconda edizione. La prima arrivò nel 2022. La consegna sarà accompagnata dalla visita di otto diverse delegazioni: a Bologna il garante Roberto Cavalieri con l’arcivescovo di Bologna e presidente Cei Matteo Zuppi, l’assessore regionale Igor Taruffi, il presidente Ucoii Yassine Lafram e la consigliera regionale Silvia Zamboni; a Rimini la presidente dell’assemblea legislativa Emma Petitti con il vescovo Nicolò Anselmi e la consigliera Nadia Rossi.
di Giovanni Pizzo
Il Riformista, 17 luglio 2024
Dal 2015 dietro le sbarre, condannato all’ergastolo, si è lasciato morire con uno sciopero della fame. La morte per inedia di Giulio Arena, detenuto nel carcere di Augusta è un caso paradigmatico della gestione incostituzionale della Giustizia italiana. È morto di carcere, più strumento di annullamento della dignità delle persone che di rieducazione.
di Francesco Marcozzi
Il Messaggero, 17 luglio 2024
Giuseppe Santoleri si è suicidato in cella a Teramo a 74 anni. Vive nel carcere di Frosinone il dramma del suicidio del padre ed affida ad una lettera al nostro giornale le sue considerazioni e le sue pene che potrebbero portarlo a compiere un identico gesto. Scrive dal carcere Simone Santoleri, 47 anni, parlando soprattutto del padre Giuseppe che si è tolto la vita a 74 anni il 15 giugno scorso nel carcere di Castrogno, a Teramo, dove stava scontando 18 anni, in concorso con il figlio Simone, per l’omicidio della pittrice Renata Rapposelli, sua ex moglie e madre di Simone.
di David Allegranti
La Nazione, 17 luglio 2024
Dopo i ricorsi rigettati nei mesi scorsi, un’ordinanza di segno opposto. La magistrata Susanna Raimondo accoglie il reclamo di un detenuto: “Condizioni degradanti che compromettono il diritto alla salute”. La magistratura di sorveglianza non è tutta uguale. Il che è un bene ma significa anche che un detenuto può essere fortunato o sfortunato. Dopo molte cattive notizie sul fronte del carcere, oggi ve ne possiamo dare una positiva. La dottoressa Susanna Raimondo, magistrata del Tribunale di Sorveglianza di Firenze, ha appena accolto il reclamo di un detenuto del carcere di Sollicciano, presentato lo scorso 7 marzo 2024 grazie alla collaborazione de L’Altro Diritto, ordinando all’amministrazione penitenziaria e alla direzione dell’istituto di provvedere alla immediata ripresa di una serie di interventi già programmati, da terminare entro 60 giorni. In caso di inerzia dell’amministrazione, una volta passati i 60 giorni, il detenuto dovrà essere trasferito non in un’altra cella o in un’altra sezione, ma “in un diverso istituto ove siano garantite le minime condizioni di vivibilità”.
di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 17 luglio 2024
Il penitenziario modenese è tra i più in sofferenza in regione. “Un’emergenza tangibile che va risolta”. Paola Cigarini: “I locali per le donne lavoratrici sono stati adibiti a celle. Così si bloccano le attività”. Se ne parla da anni ma, nonostante tutti gli allarmi del caso, la situazione non è mai migliorata, anzi, è in peggioramento. Parliamo del sovraffollamento nelle carceri dell’Emilia-Romagna e proprio il penitenziario modenese, insieme a quelli di Bologna e Ferrara, risulta il più affollato per quanto riguarda i detenuti fino ai 25 anni. I dati ministeriali sono stati diffusi dal garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri.
- Aosta. Rivolte in carcere, Nessuno tocchi Caino: “L’amnistia dopo la riforma è impossibile”
- Parma. Nel carcere quattro suicidi in un anno. E tanti detenuti poveri
- Trieste. Dopo la rivolta al Coroneo cala il silenzio: esposti, indagini e perquisizioni
- Roma. La Garante dei detenuti: “Sovraffollamento, suicidi e orari massacranti dei poliziotti”
- Pisa. Le ragioni dell’agitazione dei detenuti e delle detenute: lesi i diritti umani











