di Franz Baraggino
Il Fatto Quotidiano, 16 luglio 2024
A che gioco sta giocando il Governo nella partita albanese sui migranti? La domanda è d’obbligo perché, dopo una serie di rinvii, l’esecutivo si dice pronto all’operatività dal 10 di agosto, proprio quando la pubblica amministrazione sarà alle prese con le ferie, tribunali compresi. Del resto a giugno, in campagna elettorale per le europee, la premier Giorgia Meloni ne aveva fatto una questione di orgoglio, garantendo sulla partenza già dal primo agosto. Così, complici le ferie e nonostante la delicatezza di un’operazione ancora piena di incognite sul piano giuridico, a decidere del trattenimento dei richiedenti saranno anche giudici privi delle competenze previste dalla legge. E a valutare le domande d’asilo sarà uno sparuto numero di funzionari, appena assunti e senza formazione specifica. Scelta che, paventano da mesi gli stessi funzionari del ministero dell’Interno, “mette a repentaglio il processo decisionale e il diritto d’asilo”.
di Youssef Hassan Holgado e Marika Ikonomu
Il Domani, 16 luglio 2024
Nelle schede di valutazione dei vari Stati considerati “sicuri” emergono solo motivi che attestano il contrario. A maggio l’ultimo ampliamento della lista, con l’Egitto del generale al Sisi. Su richiesta del ministero dell’Interno. Sparizioni forzate. Detenzioni arbitrarie. Limitazioni alla libertà di stampa e di manifestazione. Persecuzione della comunità Lgbtq+. Torture ed esecuzioni capitali. Sono alcuni degli elementi ricorrenti nelle valutazioni che hanno portato il ministero degli Esteri a considerare un paese come sicuro, in cui poter rispedire i migranti che arrivano in Italia. È quanto emerge dalle schede tecniche della Farnesina, ottenute dall’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) tramite un accesso agli atti, sulla base delle quali il governo italiano ha ampliato la lista dei paesi di origine sicuri con un decreto del 7 maggio scorso.
di Rosaria Manconi
La Nuova Sardegna, 15 luglio 2024
In un memorabile discorso alla Camera dei Deputati nell’anno 1904 Filippo Turati aveva definito il carcere “il cimitero dei vivi”, la rappresentazione plastica della esplicazione della vendetta sociale nella sua forma più atroce, persino meno pietosa della morte per mano del carnefice, perché lenta, inesorabile, consapevole. Lui, che le carceri le aveva conosciute e vissute da prigioniero politico, aveva gridato tutto l’orrore per quella esperienza dolorante di prigionia, invocando interventi e commissioni di inchiesta. Sono passati centoventi anni da quella denuncia ma nulla o poco è cambiato, certo non in meglio, e di sicuro le galere non sono diventate quei piacevoli circoli ricreativi evocati dall’immaginario collettivo.
di Denise Amerini
sinistrasindacale.it, 15 luglio 2024
Il 4 luglio è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Dl 92/2024, definito dal ministro Nordio “carcere sicuro”, la risposta del governo all’emergenza carcere. Emergenza ormai insostenibile, visto che al 9 luglio sono 54 i suicidi fra le persone ristrette, sei nella polizia penitenziaria, e il sovraffollamento ha superato il 130% con valori maggiori in molti istituti, fino al 224% di San Vittore. Le condizioni di vita delle persone ristrette sono ormai quelle che hanno già portato la Corte europea negli anni scorsi a condannare il nostro paese per trattamenti inumani e degradanti. Oggi sempre di più le notizie che arrivano da diversi istituti parlano di condizioni invivibili: zecche, cimici, assenza di acqua corrente, stanze insalubri, celle per quattro persone dove ne sono stipate quindici.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2024
Cambia la procedura ma resta invariata l’entità della riduzione di pena. Nell’ordine di esecuzione indicate subito le detrazioni per chi ha condotte corrette. Il decreto legge carceri (92/2024, in vigore dal 5 luglio scorso) varato dal Governo e ora all’esame della commissione Giustizia del Senato per la conversione in legge modifica la procedura di applicazione della liberazione anticipata senza, tuttavia, toccare l’entità dello “sconto” di pena, che resta fissato in 45 giorni ogni sei mesi di detenzione espiata.
di Fabio Fiorentin
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2024
Viene semplificato l’iter (già snello) per le domande dei “liberi sospesi”. Il decreto carceri (92/2024) snellisce la procedura con cui i condannati “liberi sospesi” (articolo 656, comma 5, Codice di procedura penale) con pene fino a 18 mesi possono chiedere di accedere alle misure alternative alla detenzione. Nei fatti, viene eliminata la ratifica collegiale della decisione presa provvisoriamente dal magistrato di sorveglianza.
di Donatella Stasio
La Stampa, 15 luglio 2024
Da 8 mesi manca uno dei 15 giudici, ma sul tavolo ci sono temi decisivi: dai referendum elettorali al dl Caivano. “Lo hanno fatto tutti”. “La casta non interessa agli italiani”. “Sono le regole della politica”. “In passato, tempi anche più lunghi”. È un piccolo campionario di risposte che, nel mare dell’indifferenza, dell’ignoranza, del silenzio e della supponenza, si raccolgono quando si fa notare che da otto mesi (la media è sette mesi e mezzo) manca uno dei 15 giudici costituzionali, di nomina parlamentare, sebbene la sostituzione debba avvenire entro un mese; che il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha convocato il Parlamento in seduta comune solo cinque volte e non ha ancora fissato il sesto scrutinio; che la premier Giorgia Meloni, dopo aver rivendicato la sua “prerogativa di dare le carte”, non ha cercato alcun accordo con le altre forze politiche, come sarebbe nello spirito della Costituzione.
di Michela Finizio*
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2024
Dall’Italia alla Spagna si registra un aumento di reati sentinella come rapine, risse e violenze sessuali ed emerge l’aggressività degli under 18. La risposta dei governi è un inasprimento delle misure. Titoli di giornale, dichiarazioni di autorità pubbliche, periferie urbane come luoghi di frontiera. E numeri: se non c’è sempre una crescita a livello assoluto degli arresti o dei reati denunciati, ad aumentare sono le percentuali di reati “sentinella” - rapine, risse e violenze sessuali: i più predatori - commessi da ragazzi tra i 14 e i 17 anni.
di Michela Finizio*
Il Sole 24 Ore, 15 luglio 2024
Ad alzare la soglia di allarme sui crimini commessi da minorenni sono le dinamiche su scala urbana, in particolare in alcuni centri metropolitani dove il fenomeno della delinquenza giovanile sta generando preoccupazione tra i sindaci, alle prese con delibere contro la movida e presidi delle forze dell’ordine. È soprattutto in città, in particolare nell’eterno conflitto tra centro e periferia, che post pandemia aumenta la soglia di allarme legata al disagio minorile. In Italia il 39,6% dei ragazzi segnalati nel 2023 tra i 14 e i 17 anni vive nelle città metropolitane e il 47% dei fermi per rapina avviene in questi ambiti urbani. A Milano in particolare sono stati 505 i minori fermati per una rapina nel 2023, un numero mai raggiunto dal 2010 ad oggi. Per altre sei delle 14 città metropolitane (Bari, Bologna, Messina, Palermo, Reggio Calabria e Torino) non si rileva, invece, alcun incremento nei dati sui fermi e arresti di minori rispetto al biennio 2018-2019. Osservando infine l’incidenza dei minori stranieri tra quelli segnalati, questo dato si accentua negli ultimi anni in particolare a Bologna, Firenze, Genova e Milano.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 15 luglio 2024
È ragionevole affermare che si possa abusare di un atto, se l’esercizio di quell’atto è obbligatorio? Ecco una bella domanda, la cui apparente astrattezza si stempera immediatamente se il riferimento è all’esercizio dell’azione penale da parte del Pubblico Ministero. D’accordo, l’obiettivo che ci siamo dati è quello di divulgare, cioè di rendere comprensibili anche ai non tecnici della materia, temi giuridici e processuali di una certa complessità, ma qui forse abbiamo un po’ esagerato.
- Autoriciclaggio con limitazioni
- Venezia. Detenuto si impicca nel carcere di Santa Maria Maggiore, aveva 37 anni
- Torino. La procura apre un fascicolo sulla rivolta in carcere diventata virale su TikTok
- Torino. La Garante: “Il carcere Lorusso e Cutugno vecchio e fatiscente, deve essere chiuso”
- Trieste. Coroneo, l’ex direttore: “Il sistema carcerario è in fallimento, 20 anni di errori”











