di Eliana Cocca*
Il Fatto Quotidiano, 23 novembre 2023
In centocinque sono morte nel 2023 per mano di un uomo, cinquecento settantasei negli ultimi cinque anni, e ancora non abbiamo imparato a parlare correttamente dei casi di femminicidio. Di qualsiasi studente che compie lo stesso errore centinaia di volte si possono dire tre cose: che non ha gli strumenti per comprendere perché e dove sbaglia, che con il suo atteggiamento ha voglia di prendere in giro la sua insegnante o che, banalmente, non sta prestando attenzione. Tra queste tre opzioni si giostrano i miei pensieri tutte le volte che leggo titoli, articoli, editoriali e interviste sulla violenza contro le donne in cui vengono usate parole e immagini scorrette e a loro volta violente.
salernonotizie.it, 23 novembre 2023
Un percorso nell’agroalimentare per avere una concreta opportunità di reinserimento sociale ed abbandonare definitivamente le strade sbagliate. Questo l’ambizioso obiettivo che scaturisce dal protocollo d’intesa siglato fra il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Campania e la Federazione regionale Coldiretti Campania. A mettere nero su bianco sono stati il Presidente Coldiretti Campania Ettore Bellelli, il Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Campania Lucia Castellano e il Direttore UIEPE Campania (Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna) Claudia Nannola.
Il Giorno, 23 novembre 2023
“L’unica possibile alternativa, nell’attuale situazione, diviene un provvedimento di clemenza generalizzata (anch’esso auspicato dieci anni fa dal Presidente della Repubblica) che solo può far rientrare l’Italia nella legalità rispetto ai parametri costituzionali”. Lo scrivono gli avvocati della Camera penale di Milano in un documento sul tema del sovraffollamento nelle carceri e sulle “condizioni umane di detenzione”.
di Chiara Martinoli
tg24.sky.it, 23 novembre 2023
Stefano è stato condannato a sette anni per maltrattamenti in famiglia e violenza. All’interno del carcere ha seguito un percorso che lo ha portato a capire ciò che aveva fatto. Anche questo è un tassello fondamentale dello sforzo collettivo da impiegare nella lotta contro la violenza sulle donne. Perché non basta tutelare le vittime, è agli uomini che bisogna insegnare a dire “basta” alla violenza. “Sono iniziati i maltrattamenti verbali. Usavo parole forti. Sei una stronza, sei una poco di buono, sei una bastarda, sei una figlia di puttana, non vali niente… Fin quando poi non riesci più a trattenere la gestione della rabbia e ho iniziato a metterle le mani addosso. E lì arrivi al fondo della bottiglia. Hai toccato il fondo della bottiglia nel senso che non puoi fare più niente. Sei dentro quel meccanismo lì. Per me non è facile parlarne, soprattutto adesso: ultimamente sento al telegiornale delle cose terribili, che mi toccano profondamente… perché io ci sono dentro a questa cosa qua, io so che cosa significa essere violento con una donna”.
di Antonio Scolamiero
Corriere del Veneto, 23 novembre 2023
Superamento della violenza di genere in collaborazione con il Bo. È questo il filo rosso che lega la prefettura di Padova e l’istituzione accademica, che ieri hanno presentato un’iniziativa pubblica “Un altro domani-indagine sulla violenza nelle relazioni affettive”, sul tema, appunto, della prevenzione della violenza di genere e del femminicidio, in programma martedì 28 novembre 2023, alle 18, presso la Sala dei Giganti di Palazzo Liviano.
di Giulia Mietta
Corriere della Sera, 23 novembre 2023
Era già stato picchiato selvaggiamente da un compagno di cella un mese fa nel carcere di Marassi, a Genova. Per questo Alberto Scagni, condannato a 24 anni e 6 mesi di carcere per avere ucciso la sorella Alice, era stato trasferito nel penitenziario di Valle Armea, a Sanremo. Qui, questa notte, il 42enne genovese è stato nuovamente pestato a sangue. Di più. “Torturato”, si legge in una nota dei sindacati di polizia penitenziaria Sappe e Uilpa. Secondo quanto riportato due detenuti di nazionalità marocchina lo hanno tenuto in ostaggio.
Corriere del Mezzogiorno, 23 novembre 2023
“Chiedo umilmente scusa del mio comportamento, dettato dall’esasperazione e dallo stato emotivo dovuto a quanto accaduto. Chiedo scusa a tutti, ai giudici, ai colleghi e al personale sanitario. Sto seguendo un percorso dallo psichiatra e ho chiesto la pensione”. Lo ha detto, rendendo dichiarazioni spontanee in tribunale, l’assistente capo della polizia penitenziaria di Bari, Giacomo Delia, uno degli agenti a processo con l’accusa di tortura nei confronti di un detenuto 41enne che sarebbe stato picchiato dopo aver appiccato fuoco nella sua cella nel carcere di Bari il 27 aprile 2022. “Mi riconosco nel video - ha detto ancora Delia - e chiedo scusa del mio comportamento”. L’imputato ha deciso di non sottoporsi all’esame della procura come alcuni coimputati; altri invece hanno deciso di rispondere alle domande degli inquirenti e degli avvocati. Gli imputati in questo processo sono undici: cinque sono accusati di tortura, agli altri imputati la procura contesta di non aver fermato o denunciato le violenze. Il sovrintendente di polizia penitenziaria Domenico Coppi è stato condannato a tre anni e sei mesi in abbreviato.
ilreggino.it, 23 novembre 2023
Promosso dall’ufficio del Garante Metropolitano per i diritti delle persone private e/o limitate della libertà personale e dall’ufficio Metropolitano della Consigliera di parità, in collaborazione con alcune associazioni. Si è svolta nel pomeriggio di ieri presso la sezione femminile dell’Istituto Penitenziario di San Pietro di Reggio Calabria, la presentazione del progetto “Libere Dentro” promosso e curato dall’ufficio del Garante Metropolitano per i diritti delle persone private e/o limitate della libertà personale e dall’ufficio Metropolitano della Consigliera di parità.
di Francesco Bertolucci
firenzetoday.it, 23 novembre 2023
Il corso per i detenuti finanziato dalla Città Metropolitana ha terminato la parte teorica, festeggiata con una pizzata. Via ora al tirocinio da Pizzaman. Armentano: “Abbiamo dato un domani a questi ragazzi”. La fine del corso teorico è stata festeggiata nel migliore dei modi: con una pizzata. I quattro detenuti del Mario Gozzini, meglio noto come Solliccianino, impegnati nel corso di formazione di 120 ore per diventare pizzaioli hanno potuto festeggiare la fine della prima parte del corso che ora proseguirà con un tirocinio. “Era una pizza buonissima, come di quelle che si trovano in pizzeria - ha detto Nicola Armentano, consigliere della Città Metropolitana che ha finanziato il progetto - Crediamo di aver dato la possibilità di un futuro a questi ragazzi”.
di Rubina Tognazzi
Giornale di Vicenza, 23 novembre 2023
Aperto un punto vendita voluto dalla cooperativa Mventicinque. Padrino l’attore Andrea Pennacchi. Da qualche giorno si possono trovare anche a Schio i prodotti da forno realizzati nel carcere di Vicenza. A tenere a battesimo il negozio Libere golosità, aperto al civico 37 di via Martiri della Libertà, l’attore Andrea Pennacchi, legato a doppio filo al progetto, perché ha tenuto per diversi anni i corsi del Campus company, ma anche perché ha tenuto laboratori di teatro in carcere a Padova. “Ed è stata un’esperienza meravigliosa e terribile: vedere da vicino come cambiassero i ragazzi che partecipavano e che davano un senso al proprio tempo e quindi alla propria vita aveva un profumo dolcissimo”.
- Bergamo. Quando il teatro porta i detenuti fuori dal carcere
- Napoli. Lo sport riduce il rischio recidiva per i giovani detenuti
- Quando un fallimento smaschera la devianza
- La scuola e quei progetti per trasformazioni profonde
- “La legge sull’affettività a scuola c’era, ma in Commissione venne inabissata”











