di Susanna Ronconi*
Il Manifesto, 22 novembre 2023
Già molto si è scritto sul ddl governativo “recante disposizioni in materia di sicurezza pubblica, di tutela del personale in servizio, nonché di vittime dell’usura e di ordinamento penitenziario”, capolavoro di populismo penale che mette insieme le figure del più stereotipato immaginario securitario per compiacere l’anima più forcaiola del paese a colpi di nuovi reati, vecchi reati riformulati e pene aggravate. Un’orgia di anni e decenni di galera a colpire detenuti, occupanti di case, cittadini che manifestano, persone che fanno la questua, immigrati e richiedenti asilo. Quell’esercito di “nemici perfetti” sociali della cui repressione penale da sempre si pasce la destra, con buona pace di due ovvietà: che il deterrente rappresentato da pene più alte non funziona a prevenire alcunché, e che i problemi alla base dei comportamenti sanzionati in buona parte avrebbero una miglior gestione se affrontati sul piano delle politiche sociali e del rispetto dei diritti.
di Ettore Di Bartolomeo
La Discussione, 22 novembre 2023
Il 60% dei detenuti è tossicodipendente. Servono dati e analisi per intervenire meglio. Il carcere è da sempre un luogo di situazioni difficili e relazioni umane al limite oltre che limitate. La Società italiana di medicina e sanità penitenziaria (Simspe) per fronteggiare droga, violenza e suicidi propone un nuovo modello organizzativo incentrato sull’istituzione dell’infermiere di Comunità per la Sanità Penitenziaria e di certificazione dei soggetti che si occupano della salute nelle carceri italiane. Simspe rimarca che il 2022 è stato “un anno record” per il numero di suicidi in carcere (84), mentre nel 2023, a metà novembre, sono già 62 le persone che si sono tolte la vita. Molto alte anche le percentuali di coloro che assumono sedativi, ipnotici o stabilizzanti dell’umore e poi i tossicodipendenti che, secondo alcune stime, arriverebbero anche al 60% dei detenuti e detenute.
di Sergio D’Elia
Il Riformista, 22 novembre 2023
Ricorre quest’anno il trentennale della fondazione di Nessuno tocchi Caino, che con Marco Pannella e Mariateresa Di Lascia abbiamo costituito per disarmare la giustizia della spada e affermare stato di diritto, libertà, democrazia. Lo celebreremo il 14, 15 e 16 dicembre nella Casa di reclusione di Opera, nel X Congresso dell’associazione radicale che in questi trent’anni è stata la casa della nonviolenza e dell’amore, della tolleranza e della accoglienza. E anche il refugium peccatorum: dei reietti, degli irredimibili, condannati a rimanere tali per tutta la vita. In questi trent’anni, l’eterna lotta tra il bene e il male ha letteralmente mortificato il diritto penale.
di Tiziana Barillà
italiachecambia.org, 22 novembre 2023
Dai diritti dei migranti nei centri di detenzione a quelli di chi è detenuto negli istituti penitenziari, fino alle campagne per l’abolizione dell’ergastolo ostativo e del regime detentivo speciale 41 bis. Dal 2006 l’associazione cosentina Yairaiha si occupa della tutela dei diritti umani delle persone private della libertà personale. Ne parliamo con la fondatrice Sandra Berardi. “Speriamo in un mondo senza più carcere”. Con questa speranza è nata a Cosenza nel 2006 l’associazione Yairaiha, che da allora si occupa e preoccupa della tutela dei diritti umani, in particolare delle persone private della libertà personale. Dai migranti rinchiusi nei centri del territorio ai detenuti negli istituti penitenziari, l’associazione si muove attraverso ispezioni conoscitive, supporto a familiari e detenuti, campagne per sensibilizzare e informare su questo aspetto troppo spesso nascosto della nostra società.
di Sandro De Nardi
Corriere Veneto, 22 novembre 2023
Talvolta le parole pesano come macigni, anche per l’autorevolezza (personale e) istituzionale di chi le pronuncia: tali sono senz’altro quelle proferite da Bruno Cherchi, nell’intervista - pubblicata ieri dal Corriere del Veneto - rilasciata nella sua veste di dirigente della Procura della Repubblica che conduce le indagini sull’omicidio di Giulia Cecchettin. Cosa ha detto, il Procuratore, di così “pesante”? Muovendo dalla premessa che, purtroppo, Giulia è stata ritrovata morta, e che l’indagato è stato arrestato in Germania, ora bisogna consentire alla giustizia di fare il suo corso e proprio a tal proposito ha stigmatizzato il “clima” non positivo, facile alla suggestione, che si è venuto a creare intorno a questa vicenda, stante l’eccessiva morbosa? - partecipazione emotiva dell’opinione pubblica. Ha dunque rivolto a quest’ultima (e forse alla classe politica?) un appello alla “decantazione”, invitando tutti a riflettere e a rispettare alcuni principi, scritti e non scritti, su cui si fonda il garantismo costituzionale in materia penale. In principalità, ha ricordato - talvolta implicitamente - quanto segue: 1°- Nel nostro ordinamento (art. 27 Cost.) vige il principio di non colpevolezza. O meglio, secondo la più accreditata dottrina, vige la presunzione di innocenza fino a condanna definitiva.
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 22 novembre 2023
“Invocare “pene esemplari” forse può soddisfare l’esigenza di dare un segnale rispetto all’emergenza legata alla violenza di genere. Ma difficilmente l’inasprimento delle pene potrà arginare o addirittura porre fine al fenomeno dei femminicidi. Ciò che serve è un cambiamento culturale e sociale”. Ne è convinto Francesco Greco, presidente del Consiglio nazionale forense, che dopo i recenti fatti di cronaca chiama a raccolta l’avvocatura per sollecitare un impegno maggiore sul fronte dell’educazione. Proprio da qui, dalle scuole, bisogna partire per scardinare una cultura basata sulla sopraffazione. Ed è proprio in quest’ottica che si inserisce anche l’iniziativa promossa dalla Commissione pari opportunità del Cnf e dalla Fondazione dell’avvocatura italiana (Fai) in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre. L’appuntamento è in programma questo sabato in piazza dell’orologio a Roma, davanti alla sede amministrativa del Cnf, dove sarà posizionata un’installazione artistica: un tunnel costellato luci, ognuna delle quali rappresentata una storia, un nome da non dimenticare, una vittima di femminicidio.
di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 22 novembre 2023
Il ministro al San Carlo di Napoli: “Separazione carriere è in programma, ma prima viene il premierato”. “La separazione delle carriere è nel nostro programma politico, ma occorre cambiare la Costituzione. Al momento però la priorità politica è il cosiddetto premierato, che porterà ad una riforma della Costituzione e probabilmente ad un referendum”. È quanto ha affermato questa sera a Napoli il ministro della Giustizia Carlo Nordio intervenendo all’iniziativa “Dialoghi con il ministro” organizzato da Polo Sud, nei locali del teatro San Carlo.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 22 novembre 2023
Un questionario, per far emergere le buone pratiche organizzative e le esigenze degli uffici giudiziari rispetto alla gestione dei procedimenti per reati di violenza di genere e domestica. E’ quanto ha elaborato l’”Osservatorio permanente sull’efficacia delle norme in tema di violenza di genere e domestica”, istituito con decreto del ministro della Giustizia, in collaborazione con il “Gruppo di lavoro sulla violenza di genere” costituito presso il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM).
di Massimiliano Di Pace
Il Dubbio, 22 novembre 2023
Il caso più eclatante è quello degli ufficiali giudiziari, per i quali le 1.563 caselle sono effettivamente coperte per meno del 30%, visto che nel nostro Paese, alla data del 9 novembre, ne risultavano operativi solo 457. Vi è un evidente squilibrio nella pianta organica del ministero della Giustizia, secondo i dati comunicati dal dicastero ai sindacati nei recenti incontri per il rinnovo contrattuale, pervenuti al Dubbio. Infatti, per molti profili vi sono percentuali di scopertura rispetto alle posizioni previste a dir poco inquietanti. Il caso più eclatante è quello degli ufficiali giudiziari, per i quali le 1.563 caselle sono effettivamente coperte per meno del 30%, visto che nel nostro Paese, alla data del 9 novembre, ne risultavano operativi solo 457. Ancora più clamorosa è la situazione degli assistenti tecnici, che dovrebbero essere 137, e invece ve ne sono solo 2, così come degli assistenti alla vigilanza di locali e automezzi, il cui numero dovrebbe essere di 32, mentre ne esistono solo 3. Pochissimi sono gli assistenti linguistici, essendocene solo 5 sui 10 previsti (un numero comunque esiguo, se si considera l’elevato numero di stranieri presenti in Italia).
ansa.it, 22 novembre 2023
Pranzi, aperitivi, eventi con i prodotti realizzati dai detenuti. È stato inaugurato ad Alessandria il nuovo Bistrò Fuga di Sapori, un ulteriore risultato della cooperativa sociale Idee in Fuga, che sostiene la formazione professionale dei detenuti per creare reali opportunità di lavoro. Ha aperto lungo la cinta muraria della casa circondariale di piazza Don Soria, nell’area occupata in precedenza dalla bottega di Fuga di Sapori, chiusa negli ultimi mesi per la ristrutturazione in vista di questa nuovo spazio.
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