di Rinaldo Frignani
Corriere della Sera, 24 febbraio 2023
Il primo provvedimento emesso dopo l’introduzione del decreto ong. Alle 18.30 di giovedì il Senato ha approvato in via definitiva il decreto che introduce nuove norme per le Ong che effettuano salvataggi in mare. Alle 22.20 la Geo Barents - nave di ricerca e soccorso di Medici senza Frontiere - ha comunicato di aver ricevuto “un fermo amministrativo di 20 giorni e una multa da 10 mila euro”.
di Mario Giro*
Il Domani, 24 febbraio 2023
La guerra in Ucraina ha fermato definitivamente la globalizzazione. Già messa in discussione soprattutto in occidente per i suoi effetti negativi sul mercato del lavoro globale e sulla distribuzione delle produzioni e delle filiere mondiali, la globalizzazione non può sopravvivere in un contesto in cui a parlare sono le armi.
di Marco Gasperetti
Corriere della Sera, 24 febbraio 2023
Sevgi Dogan, oggi ricercatrice della Normale di Pisa, è tra le promotrici in Italia del network Scholars at Risk per i docenti dei regimi totalitari. La censura in Turchia e la lotta per la libertà di pensiero. Non passa giorno che Sevgi Dogan non pensi a quei colleghi. Perché anche loro fanno parte del suo vissuto, sono schegge della sua anima. Spesso li conta. Novantadue, per ora. Liberi e salvi. Protetti dall’ostracismo, dall’integralismo, dall’odio e dalla censura. “Adesso sono davvero docenti, ricercatori, scienziati. Ora possono manifestare il loro pensiero senza rischiare la vita”, spiega Dogan, 43 anni, origini curde, una vita trascorsa in Turchia, dove ha conosciuto anche la censura, e adesso ricercatrice alla Scuola Normale di Pisa. La dottoressa Dogan non ha solo meriti accademici: dal 2008 si batte per garantire la libertà d’insegnamento agli studiosi costretti a vivere in regimi totalitari o in Paesi in guerra e cerca di farli ospitare in nazioni democratiche. “Sono tra le promotrici in Italia - racconta la docente - di Scholars at Risk, un network internazionale con sede a New York che si batte per questi diritti inalienabili. Come curda ho conosciuto anch’io la repressione intellettuale. Avevo nove anni quando dal Kurdistan la mia famiglia, di religione alevita, si trasferì in Turchia. Mio padre e mia madre nascondevano il loro credo, c’erano tensioni anche a sfondo religioso, ma io non capivo. Consideravo questa tacere come un’ingiustizia. E mi sono ribellata. Ho avuto problemi con alcuni compagni integralisti, ma anche protezione da altri amici sunniti. Anche loro non capivano questo atteggiamento. Poi all’università è arrivato un altro grave problema”.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 24 febbraio 2023
Al centro il processo a Cristina Kirchner, la riforma della giustizia e le tasse regionali Con l’esecutivo peronista che accusa i giudici di lavorare per l’opposizione di destra. In Argentina è scontro frontale tra il potere giudiziario e quello esecutivo. Una crisi istituzionale che si è trasformata in un conflitto politico a pochi mesi dal voto che in ottobre designerà il nuovo presidente che dovrebbe sostituire Alberto Fernandez, giunto al suo ultimo anno di mandato ma con una popolarità ormai a pezzi.
di Cesare Mirabelli
interris.it, 23 febbraio 2023
La larga attenzione dedicata dalle cronache e dai commenti al “caso Cospito” ha suscitato nuovo interesse sulla applicazione del trattamento previsto dall’art. 41 bis dell’ordinamento penitenziario, sintetizzato con qualche improprietà come “carcere duro”. Sono emerse opinioni contrapposte sia nella valutazione della applicazione di queste misure allo specifico caso, sia più in generale sulla opportunità o meno di mantenere, abrogare o modificare questa disposizione.
di Massimo Greco
altalex.com, 23 febbraio 2023
In attesa della decisione della Cassazione sull’istanza di revoca del 41-bis, una riflessione sul diritto del detenuto di rinunciare al proprio nutrimento fino all’estrema conseguenza. Sono diverse le questioni che orbitano attorno all’anarchico Cospito detenuto in regime di 41-bis, ma quella che si porrà a breve con notevole impatto politico e sociale è connessa al suo stato di salute. Noto è infatti lo sciopero della fame che lo stesso sta portando drammaticamente avanti nel tentativo di vedersi revocate le limitazioni insite nel citato regime detentivo.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 23 febbraio 2023
Giusto chiedere le dimissioni del sottosegretario ma no agli attacchi alla persona, come fare muro umano, anche se virtuale, per impedirgli di entrare in commissione. Sovrapposti piano politico e giudiziario.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 23 febbraio 2023
“Interrogato” dal 5Stelle De Raho, il ministro della giustizia difende ancora il sottosegretario di Fratelli d’Italia: “Sareste a rischio tutti, se ci si dovesse dimettere per un avviso di garanzia”. “Le dimissioni di Delmastro? È un’aspirazione velleitaria e metafisica, il fatto che l’informazione di garanzia possa costituire un oggetto di dimissioni”. A Carlo Nordio non si può certo contestare l’eleganza nelle arringhe, lui che da pm era abituato a pronunciare requisitorie. “Diversamente”, ha aggiunto il guardasigilli durante il question time alla Camera in cui ha blindato nuovamente la posizione del suo sottosegretario a via Arenula, “devolveremmo all’autorità giudiziaria il destino politico degli appartenenti all’assemblea, che oggi riguarda l’onorevole Delmastro, e un domani potrebbe riguardare ciascuno di voi”.
di Francesco Grignetti
La Stampa, 23 febbraio 2023
Il ministro sull’ipotesi dimissioni: “Aspirazione velleitaria e metafisica”. Attacco alle toghe: pronti al conflitto di poteri. Lo scudo di Carlo Nordio per il “suo” sottosegretario indagato, Andrea Delmastro, non potrebbe essere più totale. Quanto più si alza la temperatura politica, con le opposizioni che minacciano l’aventino se soltanto si provasse il sottosegretario a partecipare ai lavori parlamentari, tanto più il ministro della Giustizia si sente in dovere di ergersi a sua difesa. E stavolta, alla Camera, passa al contrattacco. Attaccando a muso duro la procura di Roma che sta indagando. E Delmastro, forte di questa difesa senza se e senza ma, si prepara a tornare appieno nel ruolo.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 23 febbraio 2023
Il ministro ribadisce: “Non è la magistratura che può decidere la qualifica dei documenti”. Il vice presidente del Copasir Donzelli audito per più di un’ora dal Gran giurì.
- Albamonte: “Le sue parole sono intimidatorie. Non può sostituirsi alla legge”
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- Sangermano alla guida della Giustizia minorile e di comunità. Via libera del Csm
- L’assoluzione e la penitenza
- Modena. 40enne si uccide in carcere. La penitenziaria: “Ogni anno in Italia sventiamo 1.700 suicidi”











