di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 13 maggio 2023
Dopo la morte dei due detenuti in sciopero della fame ad Augusta, altri casi nella crisi delle carceri. All’istituto minorile aggredito un poliziotto. Ad Augusta, due detenuti sono morti dopo un lungo sciopero della fame. Al Malaspina di Palermo, due giovani si sono tagliati in varie parti del corpo con delle lamette e un agente è stato ferito. Si riapre in modo drammatico il fronte delle carceri. O forse, non si è mai chiuso. “C’è solo un grande silenzio sulla questione carceraria in Italia”, continuano a denunciare i sindacalisti della polizia penitenziaria. Un silenzio diventato assordante dopo la morte dei due detenuti di Augusta, che facevano lo sciopero della fame da 41 e 60 giorni. “Una situazione gravissima che a noi non era stata segnalata”, denuncia Daniela De Robert, che fa parte del collegio del Garante dei detenuti. Un silenzio istituzionale. Il primo febbraio, il senatore del Pd Antonio Nicita aveva presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia sulle gravi carenze che soffocano le carceri di Augusta, Noto e Siracusa. “La risposta del sottosegretario, il 24 marzo, fu del tutto insoddisfacente - dice oggi Nicita - si limitò ad annunciare l’assunzione di altri poliziotti. Tralasciando invece il tema della preoccupante crescita dei suicidi”.
di Massimo Lorello
La Repubblica, 13 maggio 2023
Tanti detenuti dell’istituto penale minorile di Palermo non avevano il padre, erano figli dei caduti nella guerra di mafia degli anni Ottanta. Sono passati trent’anni da quando varcai per la prima volta l’ingresso dell’Istituto penale minorile di Palermo. Non mi avevano arrestato, semplicemente stavo cominciando il servizio civile che scelsi al posto della leva militare obbligatoria. Nella mia mente scorrevano le immagini del film “Mery per sempre” ed ero certo che avrei trovato adolescenti trattati come scimmie in gabbia e agenti dal facile abuso di potere.
di Valerio Papadia
fanpage.it, 13 maggio 2023
La storia dell’uomo, 75 anni, detenuto nel carcere di Avellino è emersa dal report presentato dall’Unione Camere Penali, dal Garante dei detenuti di Avellino e dall’associazione “Nessuno tocchi Caino”. Amara la storia di un uomo di 75 anni, detenuto nel carcere di Avellino, che potrebbe scontare la sua condanna ai domiciliari ma resta in galera: l’uomo, infatti, non ha una casa e non ha i soldi per poter prendere un appartamento in affitto e scontare lì la condanna. La storia è emersa dal report che conclude il progetto “Viaggio della speranza”, presentato oggi e promosso dall’Unione Camere Penali, dal Garante dei detenuti della provincia di Avellino e dall’associazione “Nessuno tocchi Caino”.
di Sara Benedetti
Corriere Fiorentino, 13 maggio 2023
Dopo il racconto della sua storia sul Corriere Fiorentino, un’associazione di volontariato gli ha offerto un alloggio. E un’azienda gli ha offerto un impiego come operatore di sala di controllo. “Sarò sempre grato a Firenze”. Nel giro di poche settimane, la vita di un ragazzo è cambiata. Youssef Ghaffari - il 25enne programmatore informatico che per giorni ha chiamato “casa” la tenda comprata con i suoi ultimi risparmi, vivendo in un parcheggio nei pressi della stazione fiorentina di Rifredi - ha finalmente trovato il suo lieto fine: un tetto sopra la testa e un lavoro che gli permetterà di crearsi la propria indipendenza.
newsrimini.it, 13 maggio 2023
I bagni delle celle attigui all’angolo cottura e direttamente comunicanti con la zona dei letti. Questo, purtroppo, è quello che accade nella prima sezione del carcere di Rimini che ospita attualmente 32 detenuti (9 in più della capienza). Un trattamento inumano e degradante, in violazione dell’articolo 3 della convenzione europea dei diritti dell’uomo.
di Anna Liberatore
Il Mattino, 13 maggio 2023
Il carcere di Benevento apre le porte al mondo imprenditoriale ed associativo in un open day pensato per far conoscere alla società le potenzialità del lavoro detentivo e portare all’interno delle mura strumenti e competenze in grado di aumentare l’occupazione tra i reclusi. “All’interno dell’istituto - ha spiegato il direttore, Gianfranco Marcello - la stragrande maggioranza di detenuti si trova in regime di alta sicurezza e non può uscire. Sono solo sei, al momento, i reclusi meritevoli di misura alternativa che possono recarsi all’esterno. Abbiamo un protocollo siglato con il consorzio Asi, con la rete Sale della Terra, con la questura e con il tribunale: si tratta di inserimenti lavorativi o di attività di volontariato con rimborso spese, ma vorremmo incrementare queste attività. Questo è il motivo per il quale abbiamo organizzato l’open day: vogliamo creare opportunità di occupazione esterna ma soprattutto portare lavoro dentro la casa circondariale. Con le imprese che parteciperanno alla nostra iniziativa verificheremo che ci siano spazi e possibilità per inserire ulteriori lavorazioni e consentire anche a chi non può uscire di essere occupato”.
di Manuel Trevisan
Il Mattino di Padova, 13 maggio 2023
Sessantatré studenti detenuti seguiti da 21 tutor. Una sezione de Due Palazzi trasformata in Polo universitario con biblioteca e sale comuni. Nella mattinata di venerdì 12 maggio è stato inaugurato il ventesimo anno del Progetto Università in carcere nell’auditorium della Casa di reclusione. “Festeggiamo il diritto allo studio, che insieme al lavoro rappresenta la base per il reinserimento sociale, che è il fine ultimo della pena” ha detto Claudio Mazzeo, direttore della Casa di reclusione.
di Sara Busato
Corriere del Veneto, 13 maggio 2023
Marcus, Augusto e Leonard: sono solo tre degli studenti del progetto università in carcere, avviato due decenni fa dal Bo per portare l’offerta formativa universitaria in carcere e garantire l’accesso all’istruzione alle persone detenute. “La cultura, l’istruzione e il diritto allo studio sono fondamentali assieme al lavoro - ha commentato Claudio Mazzeo, direttore del carcere di Padova - per costruire percorsi di inclusione e di reinserimento sociale”.
di Marina Lomunno
La Voce e il Tempo, 13 maggio 2023
L’incontro commosso con i giovani detenuti punta dell’iceberg del malessere che cova nelle nuove generazioni. L’appello ai lettori per allestire una sala per la ricreazione. C’è un luogo a Torino che da sempre è lo specchio del malessere che cova nelle nuove generazioni, soprattutto nei giovani più fragili, di chi ha avuto di meno dalla vita sia in termini di povertà materiale che esistenziale.
cronacabianca.eu, 13 maggio 2023
I due direttori di strutture carcerarie presenteranno il prossimo 18 maggio a Bologna i loro libri “Il direttore: 40 anni di lavoro in carcere” e “Di cuore e di coraggio: memorie di un direttore di carcere”, introduce il garante regionale Cavalieri. Luigi Pagano e Giacinto Siciliano ci raccontano, in un incontro dedicato, la loro esperienza alla guida di diverse strutture carcerarie italiane. Un’occasione per presentare i loro due volumi, il primo di Pagano “Il direttore: 40 anni di lavoro in carcere” e il secondo di Siciliano “Di cuore e di coraggio: memorie di un direttore di carcere”. L’appuntamento è fissato per il prossimo 18 maggio, dalle ore 16, nell’aula magna di viale Aldo Moro 30 a Bologna.
- Firenze. La mattinata rock di Sollicciano, con Pelù
- Bologna. “E State alla Dozza!”. Musica e teatro tra le mura del carcere
- Fossano (Cn). Al carcere Ivano Porpora e il suo “Nero e bollente”: la presentazione il 20 maggio
- Maratona online sulle sottrazioni traumatiche dei minori alle madri
- “Un altro domani”, la violenza contro le donne è un problema che riguarda gli uomini









