di Daniela Borghi
La Stampa, 13 maggio 2023
I gatti entrano in carcere per essere salvati. E migliorano la vita dei detenuti. Succede nel carcere dell’Indiana, negli Usa, dove uno speciale programma consente alle persone recluse di prendersi cura dei mici randagi altrimenti destinati all’eutanasia. I risultati sono entusiasmanti: i detenuti trovano giovamento dalla convivenza con i felini e la maggior parte mantiene una buona condotta perché non sopporta di stare lontano dal proprio gatto.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 12 maggio 2023
on è la prima volta che accade nella più completa indifferenza. Due detenuti sono morti nel giro di un mese a seguito dello sciopero della fame. Nessuno ne sapeva nulla di questo loro atto di protesta. Nel silenzio più totale, confinato dentro le mura del carcere di Augusta, nel siracusano, si consumava questa azione senza che fosse comunicata all’esterno.
di Sergio Segio
vita.it, 12 maggio 2023
Due reclusi nel carcere di Augusta sono morti in seguito a uno sciopero della fame. Il primo, siciliano, addirittura un mese fa. Il secondo, di nazionalità russa, nei giorni scorsi. Sono deceduti all’ospedale dopo il ricovero, evidentemente tardivo, e nel silenzio tombale.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 12 maggio 2023
Deceduti un russo e un italiano. La notizia resa nota solo grazie alla denuncia del sindacato di polizia penitenziaria Sippe: “Ci facciamo carico di queste situazioni di disagio con organici insufficienti”. Inchiesta della procura di Siracusa. Arriva il nuovo Garante in Sicilia, è l’ex magistrato Santi Consolo.
di Associazione Yairaiha
Il Dubbio, 12 maggio 2023
È difficile trovare persone che una volta uscite dal circuito carcerario abbiano ancora voglia di parlare o anche solo sentir parlare di carcere. La maggior parte vuole solo dimenticare e riprendere a vivere. Poche, purtroppo, le eccezioni. Purtroppo perché chi meglio di una persona che ha vissuto il carcere può testimoniarne le storture? Ma che ex detenuti siano anche attivisti di associazioni che si occupano dei diritti delle persone detenute è inammissibile per i giornalisti di Report mettendo in piedi “Ombre Grigie”, ovvero l’ennesima inchiesta spot che segue di poche settimane il vergognoso servizio sul 41 bis.
di Cristina Da Rold
lescienze.it, 12 maggio 2023
Gli autori di un reato commesso in uno stato di incapacità mentale sono indirizzati a un percorso di cura e riabilitazione in strutture gestite dal Servizio sanitario nazionale. Per le persone che invece sviluppano un disturbo mentale durante la detenzione in carcere, dove la probabilità che insorga una malattia mentale è elevata, il percorso terapeutico è molto diverso.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 12 maggio 2023
Mariastella Gelmini, portavoce e senatrice di Azione, sulle riforme costituzionali spiega che “sull’elezione diretta del capo dello Stato, la maggioranza è isolata”, e che “si può anche valutare di tenere il tavolo della giustizia separato, purché poi la separazione delle carriere si faccia”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 12 maggio 2023
Il 96 per cento dei procedimenti per questa fattispecie di reato finisce con l’archiviazione degli indagati. Nel frattempo l’immagine degli amministratori pubblici coinvolti è già stata danneggiata dal tritacarne mediatico-giudiziario.
di Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone
Il Riformista, 12 maggio 2023
Quando avrete finito di leggere questo articolo, dalle casse dell’Erario saranno usciti circa cinquecento euro per risarcimenti alle vittime di errori giudiziari. Al ritmo di 55 euro al minuto, lo Stato cerca di arginare il fenomeno dei propri cittadini arrestati o condannati da innocenti, versando loro somme di denaro il più delle volte risibili, sempre e comunque inadeguate per riparare la tragedia personale che hanno vissuto.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2023
Con la sentenza n. 19931 depositata ieri i giudici di Piazza Cavour affermano che è legittimo il via libera del giudice alla messa alla prova per l’imputato malgrado l’opposizione della parte civile, se questa ha depositato memorie e partecipato con il suo difensore al dibattimento, anche se non ascoltata personalmente. La Suprema corte ha respinto il ricorso della parte lesa ed escluso la violazione dell’articolo 464-quater del Codice di rito penale che prevede l’obbligo per il giudice di sentire le parti e la persona offesa, a tutela del contraddittorio e per acquisire elementi utili a bilanciare i contrapposti interessi in gioco. Nel caso esaminato la ricorrente riteneva che i suoi interessi non fossero stati considerati, visto che il giudice aveva deciso di sospendere il procedimento per messa alla prova, senza procedere alla sua audizione e malgrado il parere negativo espresso dal suo legale. Secondo i giudici è l’opportunità di partecipare all’udienza con il difensore e di depositare una memoria a rendere legittimo l’operato del giudice che aveva applicato la norma di favore.
- Sulle misure cautelari incompatibilità del giudice più limitata
- Milano. Valerio Onida, dall’Università a Bollate innamorato della Costituzione
- Benevento. Reinserimento lavorativo per detenuti: il carcere incontra imprese e artigiani
- Rimini. La scuola entra in carcere, studenti oltre le sbarre: “Un’esperienza di vita”
- Agrigento. Lettura e scrittura al carcere Petrusa, al via il progetto “Emozioni di carta”









