di Leandro Del Gaudio
Il Mattino, 17 aprile 2015
Un caso nazionale, quello di Napoli: discusso ieri in sede di plenum del Consiglio degli avvocati, ma anche al centro del confronto tra i Pg di tutti i distretti di corte di appello italiani e il ministro Orlando. Un caso nazionale, con quelle code lungo i varchi del Palazzo di giustizia, anche alla luce di due questioni.
La prima: gli avvocati napoletani rischiano una multa (fino a 100mila euro) per aver fissato tre giorni di sciopero (oggi scade il terzo) senza i dieci giorni di preavviso; la seconda: perché, sul fronte della vivibilità del Tribunale, lo scenario sembra tutt'altro che migliorato.
Ieri mattina, altra giornata di tensione, a cominciare dalla Procura di Napoli: circa duecento esponenti del personale amministrativo hanno inscenato una sorta di sit-in all'esterno del Palazzo dei pm, per protestare contro un regime di controlli (tra metal detector e analisi dei documenti) che di fatto rallenta il loro accesso ai rispettivi posti di lavoro.
Questione tutt'altro che risolta anche ai tre varchi del Tribunale, dove ieri mattina la situazione è apparsa più tranquilla solo grazie al minore afflusso di avvocati e cittadini, in seguito alla proclamazione dello sciopero. Non piacciono le direttive assunte dal pg Luigi Mastrominico, sulla scorta di quanto determinato dal ministero della giustizia: gli avvocati sono comunque tenuti a passare sotto i metal detector e, anche dopo aver mostrato la propria tessera professionale, devono comunque sottoporsi a un regime di controllo rigoroso, capillare.
E dispendioso. Lunghe file, tesserino alla ma-no, metal detector per ogni accesso in Tribunale, monta la rabbia. Un caso su cui è intervenuto ieri il procuratore generale Luigi Mastrominico, a margine dell'incontro romano con il ministro Guardasigilli. Stando a quanto riportato dall'Ansa, il pg partenopeo ha commentato come "poco edificanti" le proteste che si sono verificate in questi giorni davanti alla sede di Palazzo di Giustizia a seguito del rafforzamento dei controlli all'ingresso: "I controlli - ha detto - non sono un'offesa per la dignità, non hanno funzione vessatoria, ma servono a garantire maggiore sicurezza a tutti. E penso che tutti, anche i pm e gli avvocati, debbano sottoporsi a tali controlli".
Intanto, proprio sul fronte delle proteste, va avanti il braccio di ferro sullo sciopero. Interviene l'autorità di garanzia per gli scioperi, che chiede al Consiglio dell'Ordine di revocare immediatamente l'astensione dalle udienze: si tratta di una iniziativa - secondo l'Autorità - illegittima, in quanto viola l'obbligo di dieci giorni di preavviso previsto dal codice di autoregolamentazione degli avvocati. Un caso che ha animato anche un confronto a più voci tra i penalisti di piazza Cenni. Riunione estemporanea e affollata ieri nella camera penale di Napoli, con un gruppo di penalisti che chiedono di sostenere il Consiglio dell'ordine e di anticipare lo sciopero dei primi di maggio all'inizio della prossima settimana.
Lo chiedono a viva voce alcuni veterani della camera penale, tra cui l'avvocato Gaetano Inserra, che propone anche un flash mob lunedì mattina alle 10, all'esterno del Palazzo di giustizia. Spiega invece il presidente dei penalisti Attilio Belloni: "Abbiamo proclamato astensione nel rispetto dei termini del codice deontologico, ma la camera penale teme che con la ripresa della normale attività si ripetano le gravi situazioni di disagio all'esterno del Tribunale.
A nostro avviso, il Pg non ha tenuto conto del numero di utenti del Tribunale rispetto ai mezzi a disposizione, temiamo altre file interminabili a partire da lunedì mattina. Stiamo inoltre verificando eventuali profili di responsabilità per i difensori di ufficio che hanno consentito la celebrazione dei processi in cui gli avvocati di fiducia erano assenti perché in fila".
di Matteo Marron
Tribuna di Treviso
Al posto della cittadella della salute, al Gris ci arrivano gli ex detenuti degli ospedali psichiatrici giudiziari. La struttura di via Torni è una delle tre "residenze intermedie e provvisorie" individuate dalla Regione Veneto per ospitare una quota dei 45 malati di mente in fase di dimissione dai manicomi criminali, chiusi per legge dal 31 marzo scorso.
Quelli attesi a Mogliano sarebbero circa una quindicina. La cifra filtra da fonti interne all'istituto, assieme alla notizia che la Regione metterebbe anche a disposizione le risorse necessarie all'opportuno allestimento di sicurezza di uno specifico stabile dedicato all'accoglienza di questi nuovi ospiti. In tutto sono 41 gli ex detenuti degli ospedali psichiatrici che in Veneto devono trovare nuova sistemazione, alcuni sono autori di gravi reati e sono considerati socialmente pericolosi; altri, sono psicolabili e propensi all'autolesionismo. La notizia che questi soggetti arrivano a ripopolare il Gris sta causando non poche polemiche.
Il primo a gettare benzina sul fuoco è il Consigliere regionale Diego Bottacin, ipotizzando anche l'accoglienza in via Torni di alcuni profughi: "Apprendo che il Gris si prepara a ospitare, sempre che non siano già arrivati, profughi ed ex detenuti dei manicomi criminali" commenta "Questo è il regalo che Luca Zaia, Giovanni Azzolini e Remo Sernagiotto hanno pazientemente confezionato per la nostra comunità. Ora è tutto chiaro.
Ecco a cosa sono serviti anni di commissariamenti e altre manovre poco chiare: è in atto una radicale trasformazione della vocazione assistenziale e territoriale del Gris. Si sta tornando a fare una struttura di natura psichiatrica, che nel tempo era stata faticosamente demolita. Non si farà più nulla in favore del territorio. Che senso avrebbe creare una cittadella della salute vicino a un manicomio criminale?", si chiede Bottacin.
L'ex sindaco di Mogliano ci va giù duro anche con il governatore uscente: "Zaia sapeva da tempo che il 31 marzo sarebbero stati chiusi gli Opg" dichiara "e che in Veneto non ci sono strutture adatte, ma aveva i soldi e il tempo per attrezzarsi: in 5 anni non ha fatto niente. Ora chiedo almeno che si faccia chiarezza quanto prima". Quando arriveranno? Quanti sono? Come saranno accolti, in che struttura e con quali misure di sicurezza? Arriveranno anche i profughi? Sono molte le domande che Bottacin inoltra ai vertici del Gris, con un sostanziale rammarico: "Questa operazione mette la pietra tombale sui progetti tanto decantati" conclude "rappresenta un cambio radicale della vocazione dell'istituto e dell'area".
www.dagospia.com, 17 aprile 2015
È polemica sulla morte di Klodian Elezi, il 21enne morto sui cantieri della Teem, che sta costruendo la futura tangenziale esterna di Milano. Per lui non c'è stato nulla da fare: è caduto da un ponteggio che stava smontando facendo un volo di oltre dieci metri.
Il giovane era un dipendente della Iron Master di Bergamo, e stava lavorando all'imbocco di una galleria nei pressi del futuro casello di Pessano con Bornago. Dalle prime ricostruzioni non avrebbe avuto l'imbracatura di sicurezza. È il primo incidente mortale nei tre anni di lavori al cantiere che sta lavorando a ritmi serrati con l'obiettivo di inaugurare il nuovo tratto stradale prima dell'apertura di Expo2015, prevista per il primo maggio.
Di origini albanesi, Klodian era in Italia da tanti anni. Cresciuto a Chiari, in provincia di Brescia, in paese lo conoscevano in tanti: giocava a calcio negli Young Boys, che nella partita successiva alla sua morte lo hanno ricordato con un minuto di silenzio. La salma tornerà in Albania, dove si svolgeranno i funerali.
Sulla morte è scattata la polemica: "Klodian Elezi è morto per garantire l'inaugurazione di una galleria nei pressi del futuro casello di Pessano con Bornago, che va inaugurata per l'Expo, perché sarà la prossima futura tangenziale esterna milanese. Un morto di Expo, volato giù come una mela, impiegato in un cantiere ora posto sotto sequestro e da cui son subito sbucate molte irregolarità, tra cui in primis l'assenza dell'imbracatura di sicurezza, che avrebbe permesso a Klodian di assaporare questa primavera e tante altre".
In queste ultime settimane i lavori ai cantieri aperti in vista di Expo 2015 fremono e i ritmi dei lavoratori sono sempre più serrati. L'idea è quella di arrivare il "più pronti possibile" all'inaugurazione, prevista per il primo maggio".
Proprio il cantiere dove lavorava Klodian era finito sotto la lente dei magistrati nell'inchiesta sulla 'ndrangheta in Lombardia che ha portato all'arresto di 13 persone, compreso un ex consigliere comunale del Pd di Rho, la città dove sorgono i cantieri del grande evento. La società che avrebbe acquisito l'appalto (Skavedil) era riconducibile a Giuseppe Galati, presunto boss finito in manette. L'impresa possedeva "la certificazione antimafia e così aveva concluso un affare di 450mila euro", come spiegato dal procuratore aggiunto di Milano Ilda Boccassini".
Secondo le indagini Galati, già detenuto per traffico di stupefacenti, avrebbe "continuato a gestire dal carcere, attraverso alcuni familiari, due società operanti nel settore edile, titolari tra l'altro di alcuni subappalti in alcuni cantieri della Teem", si legge in una nota degli inquirenti. I reati contestati sono di partecipazione ad associazione mafiosa, importazione e detenzione abusiva di armi da fuoco."
www.vicenzatoday.it, 17 aprile 2015
Un giovane di origini brasiliane è stato assolto dopo essere scappato dalla comunità in cui viveva ai domiciliari. Era uscito per una festa per tornare nella comunità poche ore dopo. Era scappato dalla comunità San Gaetano a Recoaro dove scontava i domiciliari per andare a trascorrere qualche ora in un locale. Nonostante la fuga L.C. 27 anni di origini brasiliane ma residente a Venezia, è stato assolto dal giudice. La sua assenza, quella sera di giugno 2011, è durata meno di 12 ore e quindi non è reato.
I dipendenti della comunità avevano dato l'allarme ai carabinieri, che, anche dopo il rientro spontaneo del giovane, avevano deciso di riportarlo in carcere. Quella fuga, però, non costituisce reato. La sentenza del tribunale di Vicenza non ha fatto altro che applicare quanto deciso dalla Corte Costituzionale nel 2009. Il paletto deciso per le "mini evasioni" è di 12 ore, un tempo di assenza considerato legittimo e fissato per consentire alle madri detenute di allattare la prole.
Come riportato da il Giornale di Vicenza, la sentenza, la prima del suo genere nel territorio berico, complica l'attività di controllo delle forze dell'ordine presso le case del centinaio di detenuti ai domiciliari presenti in provincia. Se non dovessero rispondere al campanello, occorrerà attendere le 12 ore decise dal giudice, prima di iniziare le ricerche.
Ansa, 17 aprile 2015
"Per noi è stato un sogno". Così le detenute di "Made in Carcere" di Lecce commentano il fatto che un braccialetto speciale da loro cucito, bianco, con la frase "Non fatevi rubare la speranza", è stato indossato da Papa Francesco lo scorso 21 marzo, durante il pranzo nel penitenziario di Poggioreale, a Napoli. Ne ha dato notizia oggi Luciana Delle Donne, fondatrice dell'Officina Creativa "Made in Carcere" che recupera tessuti. "Si tratta - ha spiegato - di una Super Special Edition con tiratura limitata: solo 300 pezzi. Grazie alla collaborazione del direttore dell'istituto di Poggioreale, Antonio Fullone, e del cappellano, don Franco Esposito, è stato consegnato ai 120 detenuti partecipanti al pranzo, finendo, poi, anche al polso di Bergoglio.
Il Papa lo ha indossato accogliendo la proposta di un detenuto, suo connazionale, che gli sedeva accanto. La foto del Pontefice con il braccialetto al polso è stata postata su Facebook lo scorso 10 aprile proprio da don Franco". I tessuti di recupero "Made in carcere" erano anche sulle tavole allestite per il pranzo di Francesco a Poggioreale, con gli stessi colori e la stessa frase per le cinque tovaglie da 20 metri e per le 120 tasche portatovagliolo cucite per l'occasione dal reparto femminile per detenute in regime di alta sicurezza della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) con tessuti donati dall'Officina Creativa.
"Per noi - ha detto Delle Donne - è stato un sogno e poi uno straordinario regalo poterlo incontrare. Crediamo da sempre nella seconda chance di cui lui stesso ha parlato ai carcerati. Quella che diamo ai tessuti di scarto, a cui restituiamo vita, e, ancor di più, quella che offriamo alle detenute che, imparando un nuovo mestiere, hanno la possibilità di reinventarsi e reinserirsi nel contesto sociale, avviando un concreto percorso di riavvicinamento al mondo del reale".
Ansa, 17 aprile 2015
Un detenuto tunisino ha aggredito un agente di polizia penitenziaria all'interno carcere di Porto Azzurro (Livorno) all'isola d'Elba. A darne notizia, oggi, è il sindacato autonomo polizia penitenziaria (Sappe), che per questo ha avanzato la richiesta al ministro della Giustizia e ai vertici dell'amministrazione centrale di dotare gli agenti in servizio nelle carceri di spray anti aggressione. "Il detenuto era stato fatto uscire dalla cella per fare la doccia - spiega il segretario generale del Sappe, Donato Capece - trascorso molto tempo, l'agente lo ha richiamato più volte, ma noncurante l'uomo si è attardato nel locale doccia e improvvisamente si è avventato contro il collega, scaraventandolo a terra e facendogli sbattere la testa a terra più volte. Il collega è rimasto ferito e si è reso necessario accompagnarlo al pronto soccorso dell'ospedale di Portoferrario, da dove è stato dimesso con una prognosi di 9 giorni". Nel carcere di Porto Azzurro, riferisce il Sappe, ci sono stati tre tentati suicidi, 34 episodi di autolesionismo, 16 colluttazioni.
di Francesco Guarnaccia
www.ntacalabria.it, 17 aprile 2015
Lunedì 20 aprile alle ore 9.00 nella sala biblioteca della Provincia di Reggio Calabria, si terrà un seminario dal titolo "Detenuti e Lavoro" per illustrare i risultati del progetto Agis (Agenzia inclusione sociale) rivolto all'inserimento lavorativo e sociale delle persone provenienti dai circuiti penali e dei loro familiari.
Agis è una infatti una vera e propria Agenzia per favorire l'inserimento lavorativo e l'integrazione delle persone provenienti dai circuiti penali e dei loro familiari. Agis è un servizio pubblico promosso dalla Provincia di Reggio Calabria e sostenuto dalla Regione Calabria nell'Ambito del Por 2007-2013; la prima edizione si è svolta a Locri nel 2011-2012.
La seconda edizione, cui si riferisce il seminario, è attualmente in corso a Reggio Calabria attraverso un apposito sportello attivato c/o il Cedir, settore H, nei locali messi a disposizione dal Comune di Reggio Calabria. Il seminario ha lo scopo di riflettere sulle metodologie utilizzate dal servizio Agis per facilitare l'ingresso dei beneficiari e delle loro famiglie nel mercato del lavoro, traducendolo in un servizio di accrescimento delle risorse umane, sia sotto il profilo del capitale delle competenze professionali, sia del capitale relazionale, puntando sulla qualità della formazione.
Esso è rivolto ai servizi sociali dei comuni ricadenti nel circondario di Reggio Calabria, ai servizi della Giustizia sia essi adulti e minori, alle parti sociali, al Terzo Settore ed al mondo istituzionale locale, provinciale e regionale. Il seminario sarà introdotto da Giusi Palermo, vice presidente nazionale Idea Agenzia per il lavoro. I risultati del progetto Agis attualmente in corso saranno illustrati da Giuseppe Carrozza, Concetta Vaccaro e Maria Angela Ambrogio della Cabina di regia Agis. Il seminario prevede specifici contributi degli "addetti ai lavori": Maria Carmela Longo, Coordinatrice Tavolo Penitenziario, Daniela Calzelunghe, Direttore Uepe Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria, Daniela De Blasio, referente Provincia di Reggio Calabria Patto Penitenziario, Roberto Di Bella, presidente del Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, Giuseppe Marino, Assessore Servizi Sociali Comune di RC, Pier Francesco Campisi, Assessore Lavoro Provincia di Reggio Calabria, Aldo Cavallari, Responsabile Workfare Rete Macramè.
La sessione conclusiva, verterà sulla ricerca di nuove condizioni perché il servizio Agis possa essere organizzato a regime in modo costante e duraturo; ad essa cui parteciperanno Mario Nasone - Forum Terzo settore Provincia di Reggio Calabria, Francesco Barreca, Dirigente Comune di Reggio Calabria, Alessandra Sarlo, dirigente Provincia di Reggio Calabria, Tonino De Marco, direttore generale di settore della Regione Calabria.
www.contropiano.org, 17 aprile 2015
Sabato 18 aprile 2015 Azione Antifascista Teramo organizza presso il Circolo "Tana Libera Tutti", sito in via Nazario Sauro, una giornata anti-carceraria. Questa iniziativa mira a rompere il muro del silenzio che spesso avvolge i luoghi di detenzione e attraverso la presentazione dell'opuscolo "Oltre le mura del silenzio" racconteremo la vita carceraria, le sue peculiarità e soprattutto le sue contraddizioni. Questo libricino, composto da 58 pagine e autoprodotto dal Casale Alba 2, descrive in maniere dettagliata e commovente la vita di chi vive o ha vissuto l'esperienza carceraria. Dalla detenzione comune ai Centri di Identificazione ed Espulsione, dagli Ospedali Psichiatrici Giudiziari al 41-bis, dalla detenzione minorile alle madri detenute, tutti i racconti di esperienze dirette che lasciano un segno profondo nel lettore
A seguire verrà presentato il video "Dentro/Fuori", performance video di Kyrahm e Julius Kaiser, un progetto in divenire con interviste ed esperienze ad ex detenuti, tra cui Salvatore Ricciardi ex brigatista condannato all'ergastolo, ora liberato dopo 30 anni, autore dei libri "Maelstrom" e "Cos'è il carcere".
Come una vera detenuta, il 23 agosto 2014 nell'ex carcere del castello Orsini a Soriano nel Cimino, Kyrahm ha portato in scena la performance Dentro/Fuori, vivendo nella cella di isolamento per due giorni: la branda per dormire, cibo e acqua attraverso il pertugio, il pensiero rivolto a chi soffre in carcere, ricordando che l'Italia, 20 anni dopo aver ratificato la Convenzione Onu contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti, non ha ancora introdotto nel suo ordinamento il reato di tortura e che nel mondo la pratica dell'isolamento è imposta per tempi dilatati al punto da essere disumani. Il video della performance ha preso parte alla Biennale Deformes in Cile, da sempre attenta ai Diritti Umani.
Dire, 17 aprile 2015
La Notte bianca di Firenze, in programma il 30 aprile, si aprirà ufficialmente nel carcere di Sollicciano che ospiterà il rifacimento del mitico concerto che Johnny Cash, "The Man in Black", tenne nel 1968 nel carcere di Folsom: il cantante, che aveva passato in cella un periodo della sua vita, volle omaggiare i detenuti con una performance poi divenuta leggendaria. Se il tema dell'edizione 2015 - dal titolo "Black Night"- è la musica, l'evento, fanno sapere gli organizzatori, "non poteva aprirsi diversamente.
Il ruolo che in passato era stato affidato alla "lectio magistralis" di un pensatore sarà affidato alla potenza delle chitarre. Sollicciano Prison Blues, spiegano ancora gli organizzatori, "intende unire detenuti e cittadini in un momento di svago e sensibilizzare ancor di più l'opinione pubblica sulle tante questioni relative alla vita in carcere. Sollicciano come luogo attivo della città, questo il messaggio che la Notte Bianca vuol lanciare".
Sul palco insieme ai detenuti che seguono corsi di musica ci sarà il cantautore Massimiliano Larocca, l'americano di Rifredi, che vanta numerosi album all'attivo e le prestigiose collaborazioni con Massimo Bubola e Hugo Race. Ad accompagnarlo ci saranno i romagnoli Sacri Cuori, anche loro fortemente orientati su sonorità roots, e come Larocca non nuovi a progetti a sfondo sociale.
di Khalid Chaouki
Il Garantista, 17 aprile 2015
Oggi cade finalmente il velo sul Movimento Cinque Stelle che, insieme alla Lega Nord, si presenta per quello che è: populista e ipocrita! Oggi finalmente esce allo scoperto il cinismo politico non solo della Lega, la quale ci ha abituati a bassezze di ogni genere, ma anche del M5S. Il Movimento, obbediente alla posizione del capo in materia di immigrazione, ha deciso di votare contro la nostra proposta di legge per l'istituzione della giornata della memoria delle vittime dell'immigrazione in ricordo della tragedia di Lampedusa il 3 ottobre 2013. In aula si è dato così libero sfogo alla vena populista dei deputati pentastellati i quali, di fronte alla pressione dell'opinione pubblica, mettono in scena un bieco spettacolo di sciacallaggio per raccattare voti sulla pelle dei profughi e morti in mare.
A dispetto di tutto questo oggi invece è stata votata dall'Aula una legge di buon senso, il cui significato sta proprio nel fare memoria, coltivare il ricordo della tragedia avvenuta il 3 ottobre 2013 sulle coste di Lampedusa, e favorire - come si legge nel testo stesso della legge - "una più diffusa consapevolezza delle problematiche relative all'immigrazione, nonché ai valori dell'accoglienza e della convivenza".
Noi crediamo che quelle vittime abbiano il diritto di essere ricordate, crediamo che il 3 ottobre sia stata scritta una pagina terribile della nostra storia, una pagina di dolore, che deve però trovare anche un altro significato; è infatti necessario rendere atto della straordinaria umanità del popolo di Lampedusa, in prima fila durante l'emergenza sbarchi allora come adesso; del lavoro prezioso della Marina Militare e della Capitaneria di porto che hanno, in qualche modo, cambiato la storia e modificato il corso degli eventi grazie al loro intervento.
Dopo quel tragico 3 ottobre l'Italia infatti ha dato avvio ad una straordinaria operazione umanitaria di salvataggio di vite, unica nel suo genere, con Mare Nostrum il governo di Enrico Letta ha posto in essere un'operazione che è stata continuamente dileggiata e ostacolata dal partito di Salvini e dai Cinque Stelle, che l'hanno definita inutile e costosa, operazione che, invece, per noi resta un vanto e un grande motivo di orgoglio, perché salvare 150 mila vite in un anno, sottrarre alla morte certa donne e bambini per noi non è mai una questione di costi.
Mare Nostrum ha restituito al nostro Paese quel senso di giustizia e umanità che, invece, durante il periodo buio del cattivismo dell'ex ministro degli Interni Roberto Maroni si era completamente perso. Oggi il tandem Salvini - Di Battista, pur di racimolare qualche voto in più, cede con piacere alle tentazioni demagogiche, mettendo in scena un teatrino vergognoso per offendere la Presidente della Camera Laura Boldrini e ridurre la complessità della gestione dei flussi migratori ad una serie di slogan populisti e svuotati di ogni significato, dove tutti sono colpevoli e nessuno è responsabile.
Noi non vogliamo negare la complessità dell'argomento, e il Partito Democratico è stato il primo a volere con forza una Commissione di inchiesta per fare luce sulla gestione dei Centri di Accoglienza, commissione che oggi è presieduta dal deputato del Pd Gennaro Migliore e che controllerà in modo capillare tutte le strutture presenti sul nostro territorio.
Perché chi specula sulle persone più deboli e si appropria indebitamente dei soldi pubblici non ha colore politico, è da condannare e basta. Un'operazione-verità questa che dobbiamo non solo all'Italia e agli italiani, ma anche alle 366 vittime della tragedia di Lampedusa, e a tutte le persone morte in mare in questi anni mentre cercavano di raggiungere un Paese più accogliente e civile; da oggi le ricorderemo in maniera ufficiale e solenne ogni 3 ottobre.
- Mondo: oggi, 17 aprile, è la Giornata internazionale del prigioniero politico
- Stati Uniti: pena di morte; diminuite le esecuzioni ma i tribunali continuano a condannare
- Medio Oriente: Hamas invita a rapire israeliani, da scambiare con i palestinesi detenuti
- Medio Oriente: "Io, prigioniero politico per 23 anni, ho visto svendere la Palestina"
- Cina: giornalista Gao Yu condannata a 7 anni di carcere. Amnesty: persecuzione politica










