di Dacia Maraini
Corriere della Sera, 6 febbraio 2024
La giustizia è in crisi. Si torna alla vendetta. Ma la vendetta degli Stati si trasforma facilmente in guerra. Cosa possiamo fare per tornare alla giustizia, ovvero al giudizio, alla responsabilità e alla pace? La vendetta provoca piacere e soddisfazione. Le religioni hanno per millenni dettato regole basate sulla vendetta di divinità rabbiose e intolleranti. E se il cielo si vendica “perché non posso farlo io che sono uomo e subisco molti più torti di una creatura che si gode la vita in paradiso?”. Ma col passare del tempo e con il raffinarsi delle abitudini umane, qualcuno ha cominciato a pensare che la vendetta è ingiusta perché troppo personale e arbitraria. Si è capito che per convivere bisogna creare delle regole e affidarsi a qualcuno che le applichi. Così nascono i tribunali, i giudici e gli avvocati. Quando però la giustizia diventa ingiusta, ovvero troppo lunga o troppo affiliata al potere, gli esseri umani si sentono giustificati a praticare la vendetta, molto più rapida,più soddisfacente. È quello che secondo me sta succedendo in tutto il mondo in questi tempi. La giustizia è in crisi. Si torna alla vendetta. Ma la vendetta degli Stati si trasforma facilmente in guerra. Cosa possiamo fare per tornare alla giustizia, ovvero al giudizio, alla responsabilità e alla pace? Basta urlare con rabbia contro le armi e l’odio? Questo il grande interrogativo che ci tormenta nell’attuale periodo di aggressività e volontà di autodistruzione. Negando il diritto di difesa si ottengono accordi? Cosa succede se in nome della pace un popolo rinuncia a difendersi e si arrende al più forte?
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 6 febbraio 2024
Delusione e amarezza dopo gli incontri con il guardasigilli e Tajani: no ai domiciliari presso l’ambasciata. Schlein attacca: “Il “dolore” di Nordio? Inutile”. “Credo che mia figlia starà molto tempo in galera”. Roberto Salis, il padre di Ilaria, esprime tutta la sua delusione dopo i faccia a faccia con i ministri Tajani e Nordio. “È andata molto peggio di come ci aspettavamo - dice dopo il colloquio con il Guardasigilli - Non vediamo nessuna azione che possa migliorare la situazione e siamo stati completamente lasciati da soli: abbiamo chiesto due cose, ci sono state negate”. In mattinata Tajani aveva parlato di incontro “privato e cordiale”, promettendo che il governo continuerà a impegnarsi “perché possa essere rispettata la normativa comunitaria per i diritti dei detenuti”. Mentre il guardasigilli ha sottolineato che una “interlocuzione epistolare tra un dicastero italiano e l’organo giurisdizionale straniero sarebbe irrituale e irricevibile”.
di Luca Celada
Il Manifesto, 6 febbraio 2024
La Camera a maggioranza Gop, “manovrata” da Trump, non approverà mai la legge. Il disegno stanzia anche dei “fondi umanitari” per Israele e per lo sforzo bellico di Kiev. Dopo settimane di negoziazione è uscita dal Senato Usa la proposta di riforma dell’immigrazione per far fronte all’emergenza sul confine. Il disegno, negoziato da senatori repubblicani e democratici, prevede il blocco automatico delle accoglienze qualora le entrate quotidiane raggiungessero le 5.000, in una media settimanale (le domande di asilo tornerebbero ad essere accolte dopo un numero di giorni sotto questa soglia). La legge renderebbe inoltre più spedita la valutazione delle richieste. Oltre alle misure di immigrazione, il pacchetto prevede l’autorizzazione degli aiuti richiesti da Biden per Ucraina ed Israele (più di 10 miliardi di dollari in forniture umanitarie - anche se allo stato attuale gli Usa hanno bloccato ogni assistenza ai civili colpiti dalle bombe americane che piovono su Gaza).
di Paola Severino
La Stampa, 5 febbraio 2024
Eccoci di nuovo all’emergenza-carceri, all’allarme per il crescente numero di suicidi, al problema del sovraffollamento, al timore di un nuovo intervento sanzionatorio della Corte europea dei Diritti dell’uomo. Sono trascorsi circa 12 anni da quando venne raggiunto il numero record di 66 mila detenuti che portò a quella condanna. Una condanna le cui conseguenze vennero evitate a seguito della emanazione dei cosiddetti “decreti svuota carceri”, basati su alcune misure deflattive che si possono così sintetizzare: incentivo all’utilizzo del braccialetto elettronico per permettere una più estesa applicazione degli arresti domiciliari; un ampliamento dei termini per usufruire dell’affidamento in prova al servizio sociale; un potenziamento delle ipotesi di liberazione anticipata; il contenimento del fenomeno delle cosiddette “porte girevoli” (ingresso ed uscita dal carcere nel giro di pochi giorni), attraverso l’immediata convalida dell’arresto in flagranza; il potenziamento di risorse finanziarie per l’edilizia carceraria.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 5 febbraio 2024
E se all’interno del nostro miserevole sistema penitenziario fosse consentito alla persona detenuta di svolgere i colloqui, anche intimi, con il partner? È quanto previsto da una sentenza della Consulta. L’amore in carcere. Non quello sognato, fantasticato, invidiato e non quello violento e clandestino; nemmeno quello rubato da mani e sguardi frettolosi e ansiosi e quello detto o urlato. Ma l’amore se si può dire vero, quello che fa incontrare due desideri e due corpi. Per i prigionieri di 31 Paesi europei è un diritto riconosciuto: e per loro, a determinate condizioni, sono disponibili “spazi di espressione dell’affettività intramuraria, inclusa la sessualità” (Corte costituzionale 10/24).
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 5 febbraio 2024
Il penitenziario veneto di Montorio è tristemente noto come “carcere della morte” per i cinque suicidi in meno di tre mesi. Non si ferma l’emergenza suicidi in carcere, con altri due detenuti che si sono tolti la vita nei nostri penitenziari nelle ultime ore. Sono così 15 i suicidi in carcere da inizio anno, un numero enorme in assoluto e ancor di più se rapportato allo stesso periodo degli scorsi anni.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 febbraio 2024
Il sovraffollamento delle strutture e la mancanza di personale impegnato nell’assistenza dei reclusi, specialmente di quelli più vulnerabili, hanno aggravato la crisi. Nel 2022 si sono registrati 84 suicidi, nel 2023 sono stati 69, e la preoccupante tendenza persiste nel 2024 con già 15 suicidi all’inizio dell’anno, di cui gli ultimi due a febbraio. La crisi dei suicidi nelle carceri italiane, unita al grave sovraffollamento, richiede interventi immediati e mirati.
di Federico Capurso
La Stampa, 5 febbraio 2024
La segretaria del Pd in Abruzzo attacca “il solito populismo di destra”: “Si parla di nuove prigioni senza affrontare il tema delle misure alternative”. È il secondo tour di Elly Schlein in Abruzzo in meno di un mese. E ce ne sarà un terzo, a ridosso delle elezioni regionali del 10 marzo. La segretaria del Pd è sempre accompagnata da Luciano D’Amico, il candidato presidente di Regione del centrosinistra, e insieme parlano di sanità, investimenti edilizi, università, energie da sprigionare nelle piccole comunità dell’entroterra.
di Ciro Cuozzo
Il Riformista, 5 febbraio 2024
Tra suicidi e neonati sbattuti in cella senza un minimo di raziocinio prosegue il dramma silenzioso delle carceri italiane. Nonostante le denunce di garanti, associazioni e qualche politico, il tema continua a lasciare indifferenti cittadini e, soprattutto, la politica, abituata ai soliti proclami mai seguiti da fatti. Anzi, l’unico fatto è che il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio ha stanziato fondi per costruire nuove carceri. Il weekend in corso regala, si fa per dire, due episodi che cristallizzano al meglio il disinteresse totale delle istituzioni verso il carcere. Il primo riguarda il piccolo Aslan, il neonato di un mese ‘ospitato’ per qualche giorno, fino a sabato 3 febbraio, in una cella della Casa Circondariale Lorusso e Cotugno di Torino.
di Andrea Valesini
L’Eco di Bergamo, 5 febbraio 2024
Secondo un vizio, in Italia vengono qualificati come emergenze fenomeni che ormai sono strutturali. Accade per l’immigrazione: i primi sbarchi sulle nostre coste risalgono a oltre 30 anni fa ma ancora oggi sono giudicati appunto come emergenza. Oltretutto l’approdo via mare rappresenta solo il 15% degli accessi irregolari in Italia. Anche il sovraffollamento carcerario è definito emergenza, nonostante abbia una storia almeno ventennale. Al 31 dicembre scorso nei penitenziari italiani erano detenute 62.707 persone, con una tendenza alla crescita di 400 al mese, a fronte di 51.272 posti. Il sovraffollamento è fra le cause dell’alto numero di suicidi in cella, tragedia che si consuma in una proporzione maggiore rispetto a quella fra la popolazione libera: a gennaio si sono tolti la vita 13 detenuti, uno ogni tre giorni.
- “Per avere carceri più umane c’è bisogno dell’architettura e non dell’edilizia penitenziaria”
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