di Alessandro Parrotta*
Il Dubbio, 11 ottobre 2023
Ritorna a gran voce il dibattito intorno ad uno degli istituti più dibattuti e divisivi del sistema processuale penale italiano: la prescrizione. Sebbene considerata, da alcuni, indispensabile strumento di civiltà giuridica e di contrasto all’irragionevole durata dei processi, da altri, strumento che frusta le esigenze di chi, domandando giustizia, per via del mero decorso del tempo, se la vede negare a tutto “vantaggio” di chi quel reato ha commesso, non andrebbe tuttavia mai dimenticata la sua intima finalità: l’istituto della prescrizione è espressione prima di tutto - di un ben preciso concetto, ossia che con l’allontanarsi del momento della commissione del reato si affievolisce sempre piu? la funzione della pena, dal punto di vista general- preventivo e, ancor piu?, da quello special-preventivo.
di Angela Stella
L’Unità, 11 ottobre 2023
Ha passato il testimone a Petrelli al termine del Congresso di Firenze, disertato dal Guardasigilli. “Delusi? Dovrebbe esserlo lui: si era presentato come il ministro delle riforme liberali, e invece...”. Il Congresso di Firenze ha chiuso l’esperienza di Gian Domenico Caiazza come presidente dell’Unione Camere Penali, che ora sarà sotto la guida di Francesco Petrelli.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo
Il Dubbio, 11 ottobre 2023
L’ormai nota ordinanza Cedu sul caso Cavallotti/Italia, pone al Governo - tra gli altri - il quesito se la confisca di prevenzione, prevista dall’art. 24 del D.L.vo 159/11, sia da considerarsi una “sanzione penale di punizione” ovvero una pena, alla luce della sua funzione e natura, nonché dei suoi presupposti applicativi. È una domanda che sembra finalmente squarciare il velo dell’ipocrisia che qualifica tale confisca non come actio in rem, ma come mezzo di natura preventiva e ripristinatoria.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 11 ottobre 2023
Al vaglio l’aggravante per gli omicidi parentali, il governo si oppone. Dopo l’udienza pubblica di ieri, la Corte costituzionale deciderà nei prossimi giorni sulla questione di legittimità, sollevata da due tribunali, della norma chiamata “Codice Rosso”, introdotta nel 2019 per punire più severamente gli omicidi commessi all’interno della famiglia, sull’onda della cronaca quasi giornaliera dei cosiddetti “femminicidi”.
di Claudio Bellumori
L’Opinione, 11 ottobre 2023
Numeri sui quali è necessario riflettere. E non solo. Il sovraffollamento delle carceri del Lazio “è pari a +1.044 detenuti rispetto alla capienza regolamentare”, considerato che 6.381 risultano essere i reclusi nei 14 Istituti” del territorio regionale, “rispetto a una capienza regolamentare prevista”. Che è di 5.337 unità.
di Nello Trocchia
Il Domani, 11 ottobre 2023
Sono 23 gli agenti della polizia penitenziaria indagati dalla procura della repubblica di Cuneo, guidata dal procuratore Dodero Onelio, per diversi reati, tra questi anche quello di tortura. La pubblica accusa ha notificato, nei giorni scorsi, gli avvisi di garanzia e disposto alcuni decreti di sequestro a carico degli indagati alla ricerca di documenti che possano riscontrare le ipotesi investigative. La notizia, che Domani può rivelare, riguarda la casa circondariale di Cuneo dove sarebbero avvenute le violenze e sarebbero stati commessi gli abusi ai danni dei detenuti. Abusi che sarebbero stati commessi dagli agenti, nei mesi scorsi, e che hanno portato all’apertura del fascicolo giudiziario.
di Simona Lorenzetti
Corriere della Sera, 11 ottobre 2023
Le violenze emergono dagli atti dell’indagine che coinvolge 23 agenti del carcere Cerialdo. Sono accusati di tortura, ma loro respingono gli addebiti mossi dagli inquirenti. Prima le botte, le umiliazioni e le minacce. Poi la cella di isolamento. Ecco cosa succedeva all’interno del penitenziario Cerialdo di Cuneo, nel padiglione Gesso, ai detenuti che osavano disturbare la routine carceraria. Gli atti dell’inchiesta raccolgono una serie di crudeli soprusi nei confronti di cinque pakistani, che tra il 20 e il 21 giugno 2023 erano finiti nel girone infernale ideato da un gruppo di agenti della polizia penitenziaria.
di Ludovica Lopetti
Il Fatto Quotidiano, 11 ottobre 2023
Era il 31 dicembre 2019 quando il cuore del 28enne Antonio Raddi, detenuto per rapina e maltrattamenti nel carcere di Torino, smetteva di battere sotto gli occhi dei sanitari che avevano tentato fino all’ultimo di rianimarlo. Ora le circostanze di quella morte, conseguenza di un’infezione polmonare, sono finite in una consulenza tecnica medico-legale disposta dalla Procura di Torino, che ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni colpose. L’obiettivo è accertare se un simile epilogo potesse essere evitato. In passato i pm avevano chiesto per due volte di archiviare la posizione di quattro medici penitenziari: il 10 dicembre, quando già versava in uno stato di “grave deperimento” e tra le mura del carcere si spostava in sedia a rotelle, Raddi rifiutò il ricovero presso il ‘repartino’ dell’ospedale Molinette. Ricovero che secondo i periti avrebbe permesso di curare per tempo l’infezione e salvargli la vita. In sostanza, è la tesi, quel rifiuto ha interrotto il “nesso causale” tra le condotte dei medici e l’evento morte.
di Francesco Pinna
L’Unione Sarda, 11 ottobre 2023
Condannato per omicidio, si è sempre dichiarato innocente: da 33 anni in carcere, aspetta la revisione del processo. Il suo paese, Burcei, lo ha già assolto. Era affollata ieri mattina la scalinata del palazzo di giustizia di Cagliari per la manifestazione indetta dal Partito Radicale per chiedere giustizia per Beniamino Zuncheddu che da 33 anni è detenuto in carcere, nonostante si proclami sempre innocente, per la strage di Cuili is Coccua a Sinnai.
luccaindiretta.it, 11 ottobre 2023
Salta la nomina al primo voto a maggioranza assoluta e l’opposizione insorge per lo scrutinio a oltranza. Il Comune di Lucca ha una nuova garante dei detenuti. Non senza difficoltà, alla quarta votazione, è stata eletta Giulia Gambardella, già candidata fra le fila di Lista Civile, avvocato di 30 anni, indicata dalla maggioranza, che aveva di fronte Manuele Bellonzi, attuale difensore civico di Barga, preferito dalla opposizione.
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