di Giansandro Merli
Il Manifesto, 12 ottobre 2023
La giudice del tribunale di Catania non si fa condizionare dagli attacchi ricevuti. Finora il dl Cutro è stato bocciato in 13 casi su 13. “Contrario alle norme Ue”. La giudice Iolanda Apostolico non ha convalidato il trattenimento di altri quattro richiedenti asilo tunisini. La decisione è stata depositata martedì sera. Salgono così a 13 le sentenze del tribunale di Catania che vanno nella stessa direzione: disapplicare la normativa nazionale per dare attuazione a quella europea. Sette sono state firmate da Apostolico, sei dal collega Rosario Maria Annibale Cupri (a queste va aggiunta la liberazione di un migrante che ha ritirato la domanda di protezione). Le argomentazioni sono sempre le stesse.
di Gaetano De Monte
Il Domani, 12 ottobre 2023
Ma non è l’unico caso. Diverse fonti che frequentano l’ufficio immigrazione di Roma raccontano che nelle ultime settimane anche altri ragazzi hanno subìto lo stesso trattamento, ma per meno giorni. Ora su questa vicenda la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha chiesto ieri chiarimenti al governo italiano. C’è un minore straniero non accompagnato che ha vissuto per dieci giorni all’interno di una cella di sicurezza di due diverse questure di Roma. Perché per lui non si trovava un posto nella capitale in una comunità di accoglienza per minorenni.
di Flavia Perina
La Stampa, 12 ottobre 2023
I partiti ripassano a suon di mozioni la loro “linea storica”, ma nessuno conosce davvero la Gaza di oggi. Nel Paese di Machiavelli pure la risoluzione su una strage di innocenti diventa un esercizio di equilibrismo e sottigliezza, e così la mozione unitaria sull’attacco di Hamas a Israele non c’è stata ma il voto incrociato delle destre sulla mozione della sinistra, della sinistra sulla mozione delle destre e del terzo polo su quelle degli altri due, ha tenuto insieme le cose. Dicono che una parte delle destre, la Lega e qualche pezzo di FdI, puntasse al voto contrapposto per poter accusare gli avversari di occulto sostegno ad Hamas. Dicono che in extremis Palazzo Chigi e soprattutto la Farnesina ci abbiano messo una pezza (il voto incrociato) rendendosi conto dell’enormità della cosa. Ma il background della confusa giornata parlamentare di martedì è storia che precede di gran lunga l’attualità, i melonismi, i salvinismi, gli schleinismi, i bonellismi, vecchia quanto la nostra democrazia, e persino precedente. È la storia della nostra iper-fedeltà atlantica e al tempo stesso dei nostri patti segreti con i movimenti palestinesi, della destra innamorata di Moshe Dayan ma al tempo stesso memore della spada dell’Islam alzata da Benito Mussolini in Libia, della sinistra resistenziale, antifascista, antirazzista, culla della denuncia di ogni riflesso antisemita ma al tempo stesso incline a fischiare la Brigata Ebraica ogni 25 aprile.
di Domenico Quirico
La Stampa, 12 ottobre 2023
Da una parte centinaia di ragazzi, musica, balli, la “globalizzazione della felicità”. Dall’altra giovani con coltelli e kalashnikov, il “kit per il paradiso”, il massacro e il martirio. Due mondi divisi da pochi chilometri, una recinzione l’immagine della nostra fragilità e insicurezza. Lo sbarramento, la frontiera di ferro e cemento, l’argine tecnologico sofisticato robusto, insomma moderno, sabato scorso stava lì a poca distanza, un chilometro. Rincuorava, nel fatalismo orientale di questa guerra che dura da settanta anni, così crudele da consistere, non come le altre, in una serie di battaglie ma in una serie di tragedie. Era, comunque la si guardasse da entrambe le parti, la fine di un mondo, del mondo. Israele e Gaza, di qui Israele di là Gaza. È difficile, lo so, sfuggire a questo incantesimo, che una muraglia si carichi di un effetto magico, guardandola dai due lati, e sia una garanzia incrollabile o uno sbarramento invalicabile. Si fa in fretta a venderla come eterna. Si crede a questa eternità come gli indigeni delle foreste credevano nelle forza dello stregone.
di Dacia Maraini
La Stampa, 12 ottobre 2023
Anche per chi crede nella vendetta la furia contro gli innocenti è ripugnante. Le SS cacciavano nelle camere a gas i piccoli perché erano il futuro di un popolo. Il primo nome che viene in mente è Erode, che avendo saputo da profezie ripetute, della nascita di un piccolo re che l’avrebbe spodestato, decise di fare uccidere tutti i bambini nati a Betlemme. Lo racconta Matteo nel Vangelo. Disegni e quadri di tanti secoli ci mostrano piccoli corpi afferrati per i piedi e fatti a pezzi con la spada, minuscole creature trascinate sulle strade per porgerli al soldato boia. Eppure, in tanti dipinti anche raccapriccianti, a nessun pittore è venuto in mente di rappresentare decapitazioni di bambini. Tagliare la testa ha un significato simbolico forte... Per un adulto significa rendere chiaro che si vuole eliminare il pensiero di quella testa, la parola diabolica, pericolosa, di quel capo. Ma cosa significa la decapitazione di un bambino, così sadica e brutale, ma anche così priva di senso logico?
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 12 ottobre 2023
In tre giorni utilizzate le scorte di tre mesi. L’allarme dei team di medici e infermieri della Ong che opera nella striscia di Gaza. Danneggiato dai bombardamenti anche l’Indonesian Hospital.
di Francesco Battistini
Corriere della Sera, 12 ottobre 2023
Niente acqua né cibo, attacchi ogni mezz’ora e 1.000 palazzi distrutti. Gli ospedali si aggrappano ai generatori di corrente. L’appello di Biden: “Israele rispetti il diritto di guerra”. A un certo punto, mentre il piccolo mondo di Gaza tutt’intorno grida e scappa, Mohammed Abu Rahma perde Ayman. Il bambino piccolo. “S’è sentita un’esplosione. Crollava tutto. Ayman dà sempre la mano alla mamma, ma s’è terrorizzato e l’ha mollata. E’ scappato dentro il nostro palazzo, sotto le bombe”. A Mohammed si ferma ancora il cuore, mentre racconta al telefono: “L’ho inseguito, spintonando la folla impazzita. L’ho trovato nell’ascensore. Strillava. Sono riuscito a prenderlo in braccio, a fuggire. Appena prima che il condominio crollasse”. A Gaza, Mohammed è un attivista di Al-Haq, s’occupa di diritti umani, aveva uno stipendio: “Abbiamo perso tutto. Dormiamo dai parenti. Ayman è sotto choc. Quel che è successo a noi, succederà a tutta Gaza. Che Dio ci aiuti”.
di Narges Mohammadi*
Internazionale, 12 ottobre 2023
Da anni in prigione per aver difeso i diritti umani, Narges Mohammadi ha appena ricevuto il Nobel per la pace. A giugno ha scritto un testo che dà voce a chi lotta contro i regimi autoritari
di Bruno Ferraro*
Libero, 11 ottobre 2023
Le problematiche legate all’esecuzione penale e, in particolare, alla natura delle pene e del giusto trattamento punitivo dei soggetti che violano la legge commettendo reati, sono al centro del dibattito pubblico. Si scontrano in questo campo esigenze contrastanti che rendono difficile l’individuazione del punto di equilibrio, tra chi giustamente richiede la comminazione di pene adeguate rivendicandone efficacia ed eseguibilità e chi invece si appella all’art. 27 della Costituzione che contempla l’esigenza della rieducazione e dell’emenda del reo come finalità ultima del sistema.
di Simona Musco
Il Dubbio, 11 ottobre 2023
L’annuncio, da parte del ministro della Giustizia Carlo Nordio, di possibili accertamenti preliminari sulla giudice Iolanda Apostolico, “colpevole” di aver disapplicato il decreto Cutro e di aver preso parte ad una manifestazione in difesa dei diritti umani mentre l’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini voleva impedire lo sbarco di decine di migranti stremati e scioccati, ha ricompattato le correnti all’interno del Csm.
- La prescrizione muova dai tempi del reato e della pena e non dai tempi del processo
- “Nordio si era presentato come ministro delle riforme liberali, e invece…”
- L’Italia dovrà spiegare alla Cedu come sia possibile togliere i beni a un innocente
- In Consulta il “Codice Rosso” contro i femminicidi
- Lazio. Sovraffollamento nelle carceri: le situazioni più preoccupanti











