osservatoriorepressione.info, 4 aprile 2026
C’è un passaggio nel nuovo decreto sicurezza che segna un salto di qualità inquietante nella trasformazione dello Stato penale: l’ingresso ufficiale delle operazioni sotto copertura dentro le carceri. Non si tratta di un dettaglio tecnico, ma di una scelta politica precisa. Dopo aver già ampliato i poteri dei servizi segreti fino a consentire infiltrazioni - e persino direzioni - di organizzazioni criminali e terroristiche, il governo Meloni estende ora la stessa logica all’universo penitenziario. Il carcere non è più pensato come luogo di esecuzione della pena, né tantomeno come spazio - almeno formalmente - orientato alla rieducazione. Diventa un territorio operativo, un campo di intervento delle forze di polizia, un ambiente da penetrare, controllare, manipolare.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 4 aprile 2026
Il Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha incontrato ieri presso l’Ipm di Palermo i rappresentanti sindacali di quasi tutte le sigle della polizia penitenziaria. Il Capo del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità, Antonio Sangermano, ha incontrato ieri presso l’Ipm di Palermo i rappresentanti sindacali di quasi tutte le sigle della polizia penitenziaria - Sappe, UilPa, PolPen, Con.Si.Pe., Uspp, Fns Cisl - in agitazione da giorni per le “pesanti criticità che gravano sugli istituti minorili siciliani e sui Nuclei di Polizia Penitenziaria dell’esecuzione penale esterna”.
di Roberto Oliveri del Castillo*
Il Foglio, 4 aprile 2026
Dagli organici alla revisione della geografia giudiziaria, fino alle carceri. Serve un confronto tra governo, magistratura e avvocatura sui necessari aggiustamenti per rimettere al centro la funzionalità del processo, penale e civile: aspetti trascurati nei lunghi mesi della campagna referendaria. Lo tsunami del referendum è passato, ma resta qualche interrogativo in più sulle tante criticità del servizio-giustizia, variamente emerse in questi mesi di dibattito referendario. Serve un confronto tra governo, magistratura e avvocatura sui necessari aggiustamenti per rimettere al centro la funzionalità del processo, penale e civile, aspetti negletti e trascurati nei lunghi mesi della campagna referendaria. Si può ripartire dai punti presentati dall’Anm nell’incontro col governo il 5 marzo 2025: questione organici, revisione della geografia giudiziaria, emergenza carceri e altro.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 4 aprile 2026
Sconfessata la linea della difesa governativa nella procedura d’infrazione: Palazzo Spada riconosce il ruolo dei magistrati onorari come lavoratori subordinati. Una sentenza rivoluzionaria? Se non lo è, poco ci manca. Il Consiglio di Stato con la pronuncia n. 2716/2026 del 2 aprile, accogliendo l’appello di una ex Giudice di Pace a riposo dal 2019, ha riformato una precedente decisione del Tar per il Lazio e si è conformato pienamente al diritto dell’Unione europea. È stata così riconosciuta la primazia e la vincolatività delle sentenze della Corte di Giustizia.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 4 aprile 2026
La Cassazione, sentenza n. 8214 depositata ieri, afferma che il codice antimafia non prevede alcun automatismo; va fatta una valutazione concreta di incompatibilità tra mansioni e profilo del lavoratore. I precedenti penali non autorizzano l’impresa a derogare all’obbligo di assunzione previsto da una clausola sociale del Contratto collettivo, chiamando in causa i vincoli posti dal Codice antimafia. La Corte di cassazione, sentenza n. 8214 depositata oggi, ha così bocciato il ricorso di una Srl contro la conferma da parte della Corte di appello di Napoli della costituzione del rapporto di lavoro (ex art. 2932 c.c.) presso la società subentrata in un appalto di pulizie presso un ospedale, con attribuzione del IV livello del CCNL Pulizie Multiservizi e condanna al pagamento delle retribuzioni maturate.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 4 aprile 2026
L’adozione oltre il termine di un anno sei mesi della decisione di appello contro il reclamo del prevenuto è vizio endoprocessuale che non impedisce il nuovo provvedimento che stabilisce la misura ablatoria. In materia di prevenzione patrimoniale non opera il principio dell’intangibilità della decisione, in quanto non può verificarsi una situazione di “cosa giudicata” in senso proprio. Per cui - come afferma la Cassazione penale con la sentenza n. 12671/2026 - se sussistono “nuovi” elementi di pericolosità può essere instaurato un nuovo e diverso procedimento da cui conseguano il sequestro e la confisca dei beni della persona indiziata della commissione di reati. É quindi legittimo il rinnovo in base a una nuova considerazione dei fatti sia sotto il profilo personale che patrimoniale.
di Alessia Rosolen
triesteprima.it, 4 aprile 2026
“Accogliendo la proposta delle Università di Trieste e di Udine, la Regione ha deciso di sostenere un progetto che riconosce il valore primario dei principi costituzionali in materia di istruzione e formazione e intende garantire questi diritti fondamentali anche alle persone in esecuzione penale. L’iniziativa, sviluppata in stretta sinergia con il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria e l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna, punta ad assicurare alle persone detenute e a quelle sottoposte a misure penali di comunità l’effettivo esercizio del diritto allo studio e l’accesso ai percorsi universitari, attraverso azioni integrate di orientamento, tutorato, didattica, accompagnamento e facilitazione amministrativa”.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 4 aprile 2026
Sul decesso di Luca Modonato, originario di Copertino, si indaga per omicidio colposo a carico di ignoti: la salma è stata sequestrata e, nelle prossime ore, verrà eseguita l’autopsia. Detenuto 29enne muore nella notte, poche ore prima di beneficiare di un permesso premio. Sul decesso di Luca Modonato, originario di Copertino, la procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’indagine con l’accusa di omicidio colposo a carico di ignoti. La salma è stata sequestrata e, nelle prossime ore, verrà eseguita l’autopsia. Il corpo del detenuto è stato ritrovato ormai cadavere da un compagno di cella all’alba di mercoledì 2 aprile. Il decesso, come detto, nella notte. A nulla sono serviti i soccorsi forniti dal personale medico del carcere che non ha potuto far altro che constatare la morte del ragazzo.
di Nadia Cossu
La Nuova Sardegna, 4 aprile 2026
Il 33enne di Porto Torres, detenuto a Bancali, era deceduto dopo un intervento in emergenza all’ospedale di Sassari. L’autopsia ha dato le prime informazioni sulla morte di Mario Siffu, il 33 di Porto Torres detenuto nel carcere di Bancali e deceduto lo scorso 24 marzo. Secondo le prime risultanze, il giovane sarebbe morto per uno shock settico provocato da un fecaloma. Il fecaloma è una massa di feci molto compatta che si accumula nell’intestino, spesso a causa di stitichezza cronica non trattata. Può causare un’occlusione intestinale e, nei casi più gravi, portare a infezioni severe: quando i batteri intestinali passano nel sangue, si può sviluppare uno shock settico, una condizione critica che comporta il collasso degli organi e può risultare fatale se non trattata tempestivamente.
di Valentina Moro
La Stampa, 4 aprile 2026
Il Dap risponde alla lettera dei Garanti di Asti. Per la Direzione generale dei detenuti e del trattamento la partecipazione degli studenti agli spettacoli in carcere “non è opportuna”. Così il direttore Ernesto Napolillo ha risposto a una lettera inviatagli dai garanti dei detenuti di Asti, Domenico Massano, e di Saluzzo, Paolo Allemano. Il confronto è nato da un rifito. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) non ha autorizzato lo spettacolo che si sarebbe dovuto svolgere in carcere per gli studenti maggiorenni delle superiori e dell’università astigiane.
- Spoleto (Pg). Situazione sempre più difficile, depositi e spazi comuni diventano celle
- Palermo. Struttura e personale, i problemi dell’istituto penale minorile
- Catania. I detenuti attori e l’isola felice di “Peter Pan”
- Milano. Una Pasqua inclusiva in carcere: i detenuti accolgono i cittadini
- “7 Cancelli”: un podcast scritto e interpretato dai detenuti di Bollate









