di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 19 marzo 2022
“Il sistema carcerario italiano non è una Cenerentola ma un tema centrale, una grande questione di civiltà”. Così il segretario del Pd Enrico Letta in occasione dell’agorà dedicata al tema. “Tutte le statistiche e le ricerche ci raccontano la drammatica situazione italiana, sul sistema carcerario, rispetto agli altri Paesi. Non possiamo continuare a pensare che questo sia un tema Cenerentola. È una grande questione di civiltà”. Il segretario del Pd Enrico Letta parte da questo dato di fatto per spiegare l’impegno e la disponibilità dei dem ad affrontare in maniera costruttiva l’emergenza carcere. L’occasione è stata l’agorà, la piattaforma del partito che punta ad essere “luogo” di dialogo, confronto e proposte. L’appuntamento organizzato dalla senatrice Anna Rossomando (responsabile Giustizia e Diritti del Pd) aveva proprio come tema “Il carcere nella società civile per una pena rispettosa della Costituzione”.
Corriere del Trentino, 19 marzo 2022
“Sappiamo che il carcere di Trento da tempo ha problemi di carenza di personale, insufficiente per il numero di detenuti, per altro superiore agli accordi”. Il presidente Maurizio Fugatti incalza Roma. E ricorda: “Abbiamo informato il ministero, ora sentiremo la direzione del carcere e i sindacati”, afferma a conclusione della seduta di giunta che si è tenuta a Lona-Lases.
di Gianni Vigoroso
ottopagine.it, 19 marzo 2022
Il Garante Ciambriello: “Parlare di crimine organizzato e vittime di mafia per non restare indifferenti”. Si è concluso oggi, con l’iniziativa organizzata nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere, il ciclo di incontri nelle carceri campane, promosso dal Garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, e dall’associazione “Libera contro le mafie”, presieduta da Don Ciotti, in vista della Giornata nazionale dell’impegno e della memoria delle vittime innocenti di mafia, in programma a Napoli il prossimo lunedì.
ilmetropolitano.it, 19 marzo 2022
I padri detenuti si sentono totalmente delegittimati, sono certi di non avere un posto. Per un padre, il carcere è un grave pericolo per gli scopi della sua stessa funzione genitoriale, per la sua autostima. Un tema di grande rilevanza sociale quello pensato per la progettazione dell’evento/percorso “Libera-Mente. Genitorialità oltre le mura”.
lanuovacalabria.it, 19 marzo 2022
Anche nel chiuso di un penitenziario, attraverso l’apprendimento il lavoro e la passione, è possibile dare una speranza di riscatto ai detenuti che hanno dimostrato di gradire mettendosi all’opera con entusiasmo.
di Ferruccio de Bortoli
Corriere della Sera, 19 marzo 2022
Quanto saremmo disposti a pagare, in termini di sacrifici, per difendere le libertà e i diritti di altri che mai come in questo momento, scopriamo essere fragili come i nostri?
di Pierfrancesco Majorino*
Il Manifesto, 19 marzo 2022
Immaginare di programmare l’aumento di diversi miliardi di euro nei prossimi anni è un contributo all’”escalation” futura che non mi sento di condividere. Dietro a quel gesto, fino ad ora tradottosi nell’adozione di un semplice ordine del giorno non c’è l’Ucraina. Tutt’altro.
di Nadia Urbinati
Il Domani, 19 marzo 2022
In Europa, l’invasione russa dell’Ucraina ha ossigenato la corsa al riarmo, un processo già in atto durante la pandemia, come ha scritto Stefano Feltri su Domani. Il vecchio continente è rinato dalle macerie della Seconda guerra mondale con una politica kantiana: integrazione commerciale e culturale, pace e benessere.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 19 marzo 2022
Il dirigente Pd: “Vedo in giro una psicosi bellicista. L’Europa deve lavorare ora alla pace con la Russia, come fece Moro a Helsinki”. Graziano Delrio, ex ministro ed ex capogruppo Pd, non nasconde la sua angoscia per i tempi che stiamo vivendo. “Dopo due anni di questa lunghissima pandemia che ancora non finisce, adesso la guerra nel cuore dell’Europa. Credo sia proprio questo il momento in cui la politica deve utilizzare parole di speranza, indicare una prospettiva non solo militare ma di pace duratura. Non possiamo lasciare che a parlare siano solo le armi, dobbiamo rassicurare, mostrare un orizzonte, far percepire un impegno concreto della politica e dell’Italia per la pace e la sicurezza”.
di Lucetta Scaraffia
La Stampa, 19 marzo 2022
Nell’elenco purtroppo sempre più numeroso dei mali causati dalla guerra in Ucraina ne è stato aggiunto un altro: non è definito, ma pare comunque alto il numero dei neonati nati da donne che hanno fornito l’utero in affitto e che - a causa prima del Covid e poi della guerra - non hanno potuto essere, diciamo così, ritirati dai committenti. Per di più, ci sono donne - circa 500 - in attesa di partorire bambini su commissione che non si sa che fine faranno. Alcuni dei neonati, si sa, sono finiti in orfanotrofio o in certi casi portati via dai russi, ma comunque il loro recupero sembra quanto mai improbabile.
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