di Luigi Manconi
La Repubblica, 19 marzo 2022
Al 15 marzo del 2022 sono 17 i detenuti che si sono tolti la vita all’interno del sistema penitenziario italiano: 1 ogni 4 giorni e poco più. Se questo ritmo proseguisse nel corso dell’anno, al 31 dicembre del 2022 avremmo un numero di suicidi quasi pari a quello massimo raggiunto nel 2009 (72).
di Domenico Alessandro De Rossi*
Il Riformista, 19 marzo 2022
Non sempre le buone intenzioni conducono ai risultati sperati. L’esecuzione penale in Italia non funziona e non è un’impressione soggettiva o una favoletta. I detenuti, ciò non di non meno i poliziotti penitenziari, troppo spesso pagano personalmente la disfunzionalità della detenzione con la sofferenza se non anche con la vita. C’è da domandarsi come mai dopo tanti anni di gestione fallimentare dell’esecuzione penale, di disorganizzazione e di tanti scandali che hanno toccato la magistratura, la politica non intervenga con decisione operando alla radice l’estirpazione delle profonde ragioni del pessimo funzionamento e dei risultati negativi che ogni anno di più si presentano puntuali. Paragonare le carceri del nostro paese ad un’azienda in rovina, in corso di fallimento da anni, è incongruente e forse sgradevole.
di Domenico Alessandro De Rossi*
Il Dubbio, 19 marzo 2022
L’ex ministro della Giustizia Bonafede, ha istituito con D.M. 12.1.2021 una apposita Commissione per l’architettura carceraria, per preparare progetti di “riqualificazione delle strutture carcerarie per allineare sempre di più i luoghi dell’esecuzione penale intramuraria alla funzione costituzionale di responsabilizzazione del detenuto in una reale visione di reinserimento sociale e recupero personale”.
di Felice Florio
gnewsonline.it, 19 marzo 2022
È iniziato il ciclo di incontri “Giustizia riparativa e comunità”. Il primo degli otto appuntamenti, che si è tenuto nell’aula polifunzionale del Palazzo di Giustizia di Brescia il 18 marzo, è stato aperto da Manlio Milani della Casa della Memoria.
di Tiziana Maiolo
Il Riformista, 19 marzo 2022
Una sentenza della Consulta del 2021 ristabilisce un principio costituzionale abolito dal governo Monti. Dopo un anno arrivano i primi sms dell’Inps agli interessati e “Il Giornale” grida allo scandalo.
di Liana Milella
La Repubblica, 19 marzo 2022
Costa (Azione): cambiare la legge. “Una presa in giro”, per il vice segretario di Azione viste le ultime statistiche. E pone l’aut aut alla ministra Cartabia: inversione di passo o niente voto alla riforma del Csm.
di Simona Musco
Il Dubbio, 19 marzo 2022
“Il parere della Sesta Commissione è acronico, senza tempo. In realtà bisogna storicizzarlo e avere ben presente perché si è arrivati a questo progetto di riforma. Ci si è arrivati perché dalla primavera del 2019 non si sentono altro che dichiarazioni sul voler cambiare, voltare pagina, recuperare la fiducia persa nella magistratura.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 19 marzo 2022
Non rilevano percorsi riabilitativi per “uomini maltrattanti” se svolti, anche con esiti positivi, prima dell’inizio della detenzione. Il periodo minimo di un anno di “osservazione scientifica collegiale” all’interno del carcere, è presupposto indefettibile per la concessione di misure alternative al condannato per atti sessuali contro minori. E l’assenza di tale requisito del beneficio non è superabile in base a nessun’altra circostanza.
Corriere della Sera, 19 marzo 2022
Prima ospite all’incontro in tribunale organizzato da Casa della Memoria, Comune e Provincia, poi l’omaggio alla Stele dei caduti in piazza Loggia. “Siamo di fronte a una sfida epocale: scrivere una riforma giudiziaria che non soffochi e imbrigli, ma anzi agevoli l’esperienza della giustizia riparativa, stabilizzandola”: così la ministra della Giustizia Marta Cartabia, intervenuta in tribunale a Brescia al primo incontro del ciclo `Giustizia riparativa e comunità: riprendere la parola e le relazioni´, organizzato da Casa della Memoria, Provincia e Comune di Brescia. “La legge deve limitarsi a sostenere, offrire una possibilità, ma non può imporre di intraprendere un percorso di questo tipo - ha aggiunto -. Deve però garantire il diritto a farlo. È importante avere dei luoghi anche fisici in cui incanalare questa urgenza, dei centri che possono diventare invito, sollecitazione e proposta. Ogni storia è unica e ha una sua peculiarità che la legge non deve schematizzare e imbrigliare”.
di Emiliano Moccia
Vita, 19 marzo 2022
“Più che della pena certa, penso che si debba parlare della pena efficace, che raggiunge il suo obiettivo principale: la redenzione della persona che ha sbagliato, che ha commesso un crimine”. È il pensiero di Ludovico Vaccaro, procuratore capo presso il Tribunale di Foggia, che rilancia l’esigenza di affiancare al lavoro di repressione della criminalità, anche quello della giustizia riparativa.
- Torino. Il punto sulla situazione delle strutture detentive nell’agorà dem
- Trento. Carcere, la Giunta incalza il ministero: “Detenuti oltre il tetto previsto”
- Santa Maria Capua Vetere (Ce). Garante dei detenuti e Libera nelle carceri contro le mafie
- Reggio Calabria. “Libera-Mente. Genitorialità oltre le mura”
- Catanzaro. Al carcere di Siano l’Istituto Agrario progetta l’orto estivo











