di Gianluca Amadori
Il Gazzettino, 1 gennaio 2015
Il detenuto ristretto in una cella con meno di tre metri quadrati a disposizione deve essere risarcito dallo Stato, in quanto obbligato a subire condizioni non dignitose. Lo sancisce la prima sezione della Corte di Cassazione nel provvedimento con cui ha rigettato il ricorso presentato dal ministero della Giustizia, confermando l'ordinanza emessa lo scorso febbraio dal Tribunale di sorveglianza di Venezia, il quale aveva riconosciuto uno sconto di pena di un giorno ogni 10 di detenzione subita in condizione di sovraffollamento, nonché il diritto ad un risarcimento da quantificarsi in sede civile.
A vincere la battaglia contro lo Stato all'insegna del principio di umanità della detenzione è Doriano Vecchina, 45 anni, residente a Marghera, che sta scontando in carcere a Venezia una pena di 4 anni e 4 mesi di reclusione per una serie di rapine commesse nel 2013 tra le province di Venezia, Treviso e Padova.
A presentare per lui il ricorso al Tribunale di Sorveglianza era stato il suo difensore, l'avvocato Florindo Ceccato, sulla base di alcuni pronunciamenti emessi dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, nei quali per la prima volta, nel 2013, è stato determinato lo spazio vitale minimo delle celle, al di sotto del quale è ravvisabile la violazione del divieto di infliggere trattamenti inumani o degradanti stabilito dall'articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. L'avvocato Ceccato si è costituito anche di fronte alla Suprema Corte per difendere la decisione favorevole al suo assistito, e ha ottenuto la condanna del ministero al pagamento delle spese di giudizio. Ora che il provvedimento è definitivo, il legale ha annunciato che avvierà la causa davanti al Tribunale civile per ottenere il risarcimento dei danni sofferti da Vecchina.
Il ministero della Giustizia aveva presentato ricorso contestando la modalità con cui i giudici della Sorveglianza avevano calcolato la superficie a disposizione del detenuto, escludendo dai 3 metri il mobilio presente nella cella. Secondo il Dipartimento penitenziario, infatti, anche i mobili vanno calcolati, come se il detenuto potesse muoversi arrampicandosi sopra l'armadio o il comodino.
Sono già oltre un migliaio i ricorsi finora presentati da persone detenute nelle carceri del Veneto che lamentano di essere stati ristretti in condizioni non dignitose: tutti chiedono di poter usufruire dello sconto di pena o del risarcimento che, dallo scorso agosto, sono previsti anche in base al decreto 92 del 2014, meglio conosciuto come "svuota carceri".
Il Velino, 1 gennaio 2015
"Il 2014 si chiude, in un carcere italiano, con la notizia dell'ennesima aggressione di un detenuto ad un appartenente alla Polizia Penitenziaria. È avvenuto ieri, a S. Maria Capua Vetere". Lo rende noto il Sappe, Sindacato autonomo di Polizia penitenziaria, che torna a chiedere al Ministro della Giustizia Andrea Orlando ed al nuovo Capo dell'Amministrazione Penitenziaria Santi Consolo di dotare in via sperimentale anche le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria, in analogia a quanto avviene per Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, dello spray anti aggressione. "Ieri mattina - spiega il segretario generale del Sappe Donato Capece, un sovrintendente è stato aggredito da un detenuto ad Alta Sicurezza del carcere di S. Maria Capua Vetere, dopo il controllo detenuti del Reparto Tevere".
"Decine - ricorda Capece - sono stati gli episodi di ferimenti e colluttazioni nel carcere campano in questi ultimi mesi, e molte centinaia sono, purtroppo, gli eventi critici analoghi accaduti nelle carceri italiane in questi dodici mesi del 2014. E il numero delle aggressioni ai Baschi Azzurri, che prestano servizio nelle sezioni detentive e in carcere assolutamente disarmati e senza alcuna forma di difesa personale, è costante, se non in crescita nell'ultimo periodo. I gravi fatti accaduti ieri e nello scorse settimane proprio a S. Maria lo confermano drammaticamente".
Da qui la richiesta del primo Sindacato della Polizia Penitenziaria al Guardasigilli Orlando: "Sono anni che sollecitiamo di dotare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria di strumenti di tutela efficaci, come può essere proprio lo spray anti aggressione recentemente assegnato - in fase sperimentale - a Polizia di Stato e Carabinieri. Mi auguro che il Ministro della Giustizia Andrea Orlando e il nuovo Capo Dap Santi Consolo valutino positivamente questa nostra proposta e, quindi, assumano i provvedimenti conseguenti", conclude il segretario generale Sappe Capece.
La Nazione, 1 gennaio 2015
Il sindaco al Governo: "Questo è un carcere modello, così fate morire il progetto di rieducazione". L'amministrazione comunale di Livorno ha inviato il 3 dicembre, una lettera indirizzata ai ministri Orlando e Galletti, e per conoscenza al Presidente del Consiglio Renzi, nella quale si chiedeva di bloccare da subito il procedimento di vendita dei 165 animali d'allevamento legati al progetto per la rieducazione dei 70 detenuti del carcere dell'isola di Gorgona.
"Spero che il Governo receda da questa scelta", commenta il sindaco Filippo Nogarin. "Tale procedimento inevitabilmente condurrebbe alla fine del progetto e con esso questo carcere modello, molto apprezzato dal Ministero degli Interni, rischia seriamente la chiusura.
Va da sé che la vendita di questi animali, che hanno consentito ai carcerati d'intraprendere un percorso virtuoso, porterà inevitabilmente alla soppressione degli stessi. Tutto questo in nome di una spending review nella quale non si tiene affatto conto che per i detenuti che hanno preso parte a progetti di questo tipo, una volta scontata la pena, la percentuale di recidiva è di un quarto rispetto alla media nazionale di chi esce da case circondariali che non prevedono tali percorsi lavorativi".
Nella lettera veniva inoltre richiesta la convocazione di un tavolo di confronto tra amministrazione carceraria ed enti locali, allargato alle onlus che si battono per i diritti degli animali. Al 31 dicembre il Comune non ha ancora avuto nessuna risposta.
www.ilfattonisseno.it, 1 gennaio 2015
Il 29 dicembre scorso presso la Casa Circondariale di Caltanissetta si è tenuto un piacevole evento artistico. Oltre un centinaio di detenuti, alla presenza del Direttore Dr Angelo Belfiore, del personale amministrativo, degli educatori e di una rappresentanza della Polizia Penitenziaria, hanno assistito con grande partecipazione ad un Concerto di Natale (aperto a qualche brano folkloristico-popolare) diretto dal M° Rosario Randazzo.
L'iniziativa, richiesta dagli Educatori ed assunta dall'Associazione Corale Polifonica "Don Milani", è stata patrocinata dal Comune di Caltanissetta e gestita dalla Pro- Loco, ma soprattutto è stata favorita dalla Direzione e dalla Segreteria della Casa Circondariale, ottenendo ampia soddisfazione dei detenuti, i veri destinatari dell'evento artistico-culturale. Una lodevole esperienza di attenzione e di promozione culturale rivolta ad uno specifico contesto di "emarginati".
www.casertanews.it, 1 gennaio 2015
Una tombolata per brindare al nuovo anno; uno spettacolo di prosa e musica, ideato e magistralmente interpretato da Antonio Buonomo, l'ultimo artista vero della tradizione napoletana, per festeggiare l'Epifania e concludere il cartellone degli appuntamenti natalizi. In entrambi i casi i protagonisti sono gli internati dell'Ospedale Psichiatrico "F. Saporito" di Aversa ai quali sono rivolte le amorevoli attenzioni degli artisti, delle istituzione e del volontariato, in primis l'Associazione Casmu e PulciNellaMente, che non hanno lesinato energie pur di testimoniare una solidarietà concreta - piuttosto che evocata - a queste persone cui la vita purtroppo ha riservato sofferenza e disperazione.
La tombolata si terrà sabato prossimo 3 gennaio 2015, a partire dalle ore 10, a Cesa presso il locale "Frizzi Party" (situato lungo la provinciale Aversa - Caivano) e prevede quali premi per i partecipanti dei manufatti in ceramica realizzati dagli ospiti dell'Opg normanno. Salvo difficoltà, è' prevista anche la partecipazione di una delegazione degli internati che, unitamente ai bambini e agli anziani presenti, verranno coinvolti in diverse attività di animazione. La mattinata sarà allietata da divertenti giochi e coinvolgenti balli ma anche emozionanti canzoni grazie alla gradita presenza degli artisti Davide Centanni e Sabrina Russo. In conclusione panettone e tanto spumante per brindare al nuovo anno 2015.
Giovedì 8 gennaio 2015, alle ore 18, presso il teatro della struttura normanna dell'Amministrazione Penitenziaria, andrà in scena l'atteso spettacolo "Viviani .... e non solo". Un evento teatrale imperdibile per quanti amano l'attore teatrale, il compositore, il poeta e scrittore Raffaele Viviani. I protagonisti di questo spettacolo sono Antonio Buonomo e Patrizia Masiello, al pianoforte il M° Ciro Brancaccio, alle percussioni il M° Bruno Del Grosso, al sassofono il M° Vincenzo Savarese. Presenta la serata Cristina Del Grosso. Ancora una volta Antonio Buonomo, una grande personalità del teatro e della canzone napoletana, compie un gesto di grande vicinanza verso gli internati dell'Opg offrendo loro uno spettacolo in cui restituisce una nuova luce all'intramontabile canzone classica napoletana, protagonista dei suoi spettacoli di varietà e prosa, spaziando in particolare tra i capolavori tratti dalla vasta opera del grande Viviani.
I due eventi, ancora una volta sono promossi grazie alla felice intesa tra l'Associazione Casmu, presieduta da Mario Guida, la Rassegna Nazionale di Teatro scuola PulciNellaMente, rappresentata dal direttore Elpidio Iorio, e i vertici dell'Opg aversano, ovvero la direttrice Elisabetta Palmieri e il comandante commissario Luigi Mosca. Si avvalgono, inoltre, del patrocinio del Comune di Aversa, che attraverso il sindaco Giuseppe Sagliocco ha voluto fortemente sostenere l'iniziativa per il suo alto significato solidale, e del Comune di Cesa.
Sio Giordano coordinerà i services tecnici di audio e luci; Nicola Perfetto si occuperà di addobbi e fiori, il buffet sarà offerto dal Bar Crystal di Gricignano di Aversa mentre l'animazione sarà curata dall'agenzia "Frizzi Party" di Cesa.
Ansa, 1 gennaio 2015
La storia di un detenuto che avrebbe voluto dare l'ultimo saluto a suo madre. Le sbarre della burocrazia gliel'hanno impedito. L'avvocato Giulio Vulpitta, difensore di Alessio Minaudo, un trapanese detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo per un cumulo di pene definitive per furti ed evasioni, rende noto che, di fatto, al suo assistito è stato impedito di vedere per l'ultima volta la madre deceduta.
La donna è morta il 23 dicembre scorso, mentre il permesso gli è stato concesso solo il 30 dicembre. "Ho provveduto ad inoltrare al magistrato di sorveglianza di Palermo idonea istanza urgente al fine di consentire al Minaudo di partecipare ai funerali della madre e a volgerle l'ultimo saluto. Sebbene i carabinieri abbiano provveduto immediatamente ad effettuare una breve istruttoria inviando il tutto al magistrato il giorno di Natale - dice il legale - il mio assistito è stato autorizzato ieri".
Ma non è tutto: l'autorizzazione riguardava la traduzione presso la casa materna a Trapani. La salma, però, ieri era già sistemata presso la camera ardente del cimitero di Trapani. "E Minaudo - spiega l'avvocato Vulpitta - non era stato autorizzato a recarsi in quel luogo. È giustizia"?
La Stampa, 1 gennaio 2015
La Comunità di Sant'Egidio, da anni presente nel carcere di Billiemme a Vercelli, ha voluto festeggiare il Natale con una serie d'incontri per lo scambio d'auguri con la sezione femminile e alcuni bracci del carcere vercellese.
Domani i volontari della Comunità di Sant'Egidio, accoglieranno i detenuti delle sezioni ordinarie, insieme al direttore della Casa circondariale, Tullia Ardito, e al personale direttivo in servizio al penitenziario, per un pranzo preparato proprio dagli amici di Sant'Egidio. Per la prima volta, a tavola, con i detenuti, ci sarà anche l'arcivescovo, monsignor Marco Arnolfo. Al termine un allegro Babbo Natale offrirà a ciascuno un dono, accompagnando il tutto con un intrattenimento musicale. Il pranzo sarà replicato lunedì con i detenuti di altre due sezioni del carcere.
La Nuova Ferrara, 1 gennaio 2015
Sulle orme del mitico concerto a Folsom, Veronesi, Nelli e War-k hanno suonato per i detenuti della Casa Circondariale.
Appuntamento speciale quello di martedì 16 dicembre, nel primo pomeriggio, alla Casa Circondariale di via Arginone, con gli artisti dell'etichetta discografica ferrarese Jaywork (rappresentata da Luca Facchini) che unitamente alle istituzioni cittadine (Comune, Provincia e Casa Circondariale stessa) hanno organizzato per il secondo anno consecutivo il concerto di Natale "La Musica Dentro - Un Natale con Voi".
Gli artisti di casa nostra Leonardo Veronesi, Frenk Nelli e War-k hanno portato la loro musica fra i detenuti riscuotendo grande successo. La sala adibita a spettacoli (lo scorso anno in restauro post terremoto) era piena di persone, pronte ad accogliere i musicisti con il grande desiderio di interagire e cantare con loro. E così è stato.
L'apertura di Veronesi, con la sua consueta simpatia e giovialità, ha messo tutti a proprio agio, ha cancellato ogni distanza tra chi sedeva in platea e chi era sul palco, gli animi si sono scaldati ed il concerto è partito alla grande tra brani inediti, cover e brani richiesti dagli stessi detenuti, i quali hanno assistito all'ora e mezza abbondante di concerto con grande partecipazione emotiva e divertimento.
È stato un viaggio (tecnico del suono Davide Viviani) tra il repertorio di Veronesi e tanti brani fondamentali della musica italiana e straniera. Sono piaciuti gli inediti cantati senza risparmio dai tre bravissimi artisti, accompagnati da cori dei detenuti e da battiti di mani continui. Come fece il mitico Johnny Cash in un live (At Folsom prison) che ha scritto letteralmente la storia della musica (e non solo).
Al concerto erano presenti anche i dirigenti della Casa Circondariale, il garante dei detenuti ed il cappellano, anche loro perfettamente calati nella atmosfera coinvolgente che si era creata. Chiusura simbolica a tre voci con il brano Happy Xmas (War is Over) di John Lennon. Alla fine del concerto in via Arginone più importanti degli applausi sono stati i tanti ringraziamenti da parte dei detenuti: "Grazie per averci fatto liberare la mente", "Grazie per averci fatto sognare", "Grazie per averci fatto sentire fuori in un pub per qualche ora".
www.leccenews24.it, 1 gennaio 2015
È festa per tutti. Istituzioni, lavoratori, disoccupati e via dicendo. Ognuno ha diritto di partecipare alle cerimonie in compagnia. In buona sostanza, nel periodo natalizio è vietato sentirsi soli. Viene da sé, dunque, porgere un pensiero a chi vive la solitudine in maniera particolare. Così, anche i detenuti leccesi di Borgo San Nicola, nel giorno dell'Epifania, si sentiranno meno afflitti grazie ad un regalo particolare.
La direzione di Radio Maria, infatti, ha deciso di donare centinaia di radioline e coroncine su richiesta del Cappellano del carcere, Don Sandro, con il benestare dell'amministrazione dell'Istituto Penitenziario. Tali radioline, infatti, sono a forma di statuetta della Madonna, nonché realizzate a norma: senza fili o sporgenze e idonee a superare i controlli dovuti dagli agenti del posto.
Radio Maria svolge da anni un'intensa missione di preghiera ed evangelizzazione. "La nostra presenza capillare sul territorio e la semplicità del mezzo radiofonico - spiega in una nota la Radio - ci mettono in grado di penetrare facilmente e familiarmente in tutti gli ambienti e gli spazi della vita individuale e comunitaria". Non a caso, un ambito potenzialmente privilegiato di ascolto, di riflessione, di consolazione e di conversione è proprio quello delle carceri.
"Le nostre radioline sono studiate apposta per poter essere accettate nelle carceri - prosegue - infatti non sono di metallo, non hanno antenna esterna, sono fornite di auricolari, funzionano con 3 batterie mini stilo. Inoltre, cosa molto apprezzata, sono a forma di Madonnina...che è molto bella e invoglia a pregare. Questa Madonnina "stilizzata", bianca e azzurra, delle dimensioni di 10 cm. è ormai diventata un simbolo di Radio Maria".
"I risultati positivi e la tanta fame dell'unica vera Parola di libertà e salvezza che riscontriamo, ci spingono a mettere sotto il manto della Madonna, Madre di Misericordia, il desiderio di intensificare la nostra presenza nelle carceri".
Non solo. È nata pure una trasmissione mensile intitolata "Ero carcerato e siete venuti a trovarmi" condotta da Mons. Giacomo Martino, cappellano del carcere di Genova-Pontedecimo: si tratta di un vero e proprio apostolato di promozione sociale che intende portare a conoscenza e approfondire tutte le realtà carcerarie. Esperienze, proposte, testimonianze di tante persone che frequentano, a vario titolo, gli istituti di pena e risposta alle telefonate degli ascoltatori in diretta.
Nova, 1 gennaio 2015
Centinaia di detenuti siriani nel carcere centrale di Homs stanno portando avanti, per il quarto giorno consecutivo, uno sciopero della fame per protestare contro il proprio stato di detenzione nonostante la fine del periodo di pena, come ha riferito ieri l'Osservatorio siriano per i diritti umani citando uno dei detenuti, il quale in condizioni di anonimato ha dichiarato che "tutti i detenuti, più di mille persone, prendono parte allo sciopero della fame iniziato quattro giorni fa".
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