di Francesco Campi
Il Gazzettino, 15 aprile 2023
“Questo è un carcere modello per struttura e spazi, adeguati sia a chi lavora all’interno, sia a chi è detenuto, ma per un buon trattamento rieducativo serve anche il personale, che qui manca: fondamentale e importantissimo accendere un faro che deve illuminare il ministero e fare in modo che qui arrivi più polizia”.
di Giulia Poggiali
Il Tirreno, 15 aprile 2023
Inaugurato l’anno accademico alla Dogaia: le matricole sono 18. Studiare, laurearsi e riprogettare la propria vita mentre si sta scontando una pena, è una scelta sempre più diffusa tra i detenuti delle carceri italiane. Ieri, alla Casa circondariale La Dogaia di Prato, si è tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico penitenziario, un’occasione che ha fornito importanti spunti di riflessione, a partire dall’importanza che riveste l’educazione nella vita di un detenuto.
di Serena Arbizzi
Gazzetta di Reggio, 15 aprile 2023
“Mi ritengo uno sconfitto, sul piano personale, perché mentre pensavo di perseguire un ideale di giustizia, mi sono accorto che negavo gli ideali di pace e fratellanza: creando i nemici in una logica di guerra, disumanizzi te stesso. Il 41 bis oggi è quello che era per noi l’articolo 90. Sono finito nelle carceri di massima sicurezza e nonostante ciò non è che il mio livello di belligeranza si fosse abbassato. Più il carcere era duro, più mi faceva indurire. La violenza crea solo violenza: non esiste quella giusta e quella sbagliata”.
di Giulia Zonca
La Stampa, 15 aprile 2023
Blitz in alcune abitazioni occupate da famiglie di origine rom alla periferia Sud. Anche i bimbi finiscono in strada. Per giocare in mezzo a uno sgombero ci vuole fantasia e i bambini la divorano per cui, se siamo molto fortunati, quelli che guardavano dal balcone le loro abitudini in disuso, da grandi avranno strane memorie colorate di questa giornata violenta.
di Cristina Genesin
Il Mattino di Padova, 15 aprile 2023
Contestate sette azioni dimostrative. La maggior parte dei protagonisti sono studenti. Si chiama Ultima generazione ed è un movimento internazionale che - si legge nel suo sito - vuole stoppare la corsa verso “un futuro di siccità e un inferno climatico”. E, per farlo, dichiara di usare “la disobbedienza civile nonviolenta per chiedere ai rispettivi governi impegni concreti nel contrastare il collasso ecoclimatico”.
ansa.it, 15 aprile 2023
Si intitola “Vasilij Grossman e il dramma della guerra” la mostra presentata nella Casa Circondariale di Larino che ha visto coinvolti gli studenti dell’Itaeg ‘San Pardo’ insieme ai detenuti che frequentano i corsi didattici. Il progetto, coordinato dalla docente Elena D’Angelantonio in collaborazione con i docenti dell’indirizzo agrario del carcere, è stato realizzato dagli allievi del diurno e del serale dell’Itaeg San Pardo con gli ospiti della struttura restrittiva.
di Mattia Feltri
La Stampa, 15 aprile 2023
Otto anni fa un inviato delle Iene inseguì Guia Soncini per strada, sotto minaccia di microfono, e fino all’ingresso di casa, oltrepassando due portoni dotati di serratura, poi non ricordo se in ascensore o per le scale, allo scopo di spillare alla preda una dichiarazione a maggior gloria del giornalismo investigativo, diciamo così.
di Giulio Costa
La Stampa, 15 aprile 2023
“Volere è potere” è la più grossa bugia che l’uomo abbia creato per gestire l’angoscia. Abbiamo via via trasformato la narrazione della fragilità in un cancro da rimuovere chirurgicamente e così facendo abbiamo educato i nostri figli al rifiuto della debolezza.
di Simonetta Lucchi
huffingtonpost.it, 15 aprile 2023
Le vicende del mondo della scuola vengono negli ultimi tempi esposte in modo talmente sensazionalistico e ossessivo da crearmi vero disagio. Non è un bene tutto questo clamore. Senza seria discussione, né replica, né confronto. O comunque, cosa importa, rispetto alla notizia urlata. Quindi mi chiedo dove sia il problema che, sono certa, non è la preghiera.
di Carlo Lania
Il Manifesto, 15 aprile 2023
Con un subemendamento al decreto Cutro in discussione al Senato Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia tentano il (quasi) colpo di spugna. Evitata fino all’ultimo dal governo per timore di uno scontro con il Quirinale, alla fine la stretta sulla protezione speciale è arrivata sotto forma di un subemendamento della maggioranza al decreto Cutro in discussione nella commissione Affari costituzionali del Senato. La proposta di modifica, firmata dai senatori Gasparri (Fi), Lisei (FdI) e Pirovano (Lega) cancella la convertibilità del permesso di soggiorno in permesso di lavoro non solo per chi si è visto riconoscere la forma di protezione introdotta nel 2020 dal governo Conte 2, ma anche per coloro che hanno ottenuto il permesso di rimanere in Italia per calamità naturali o per cure mediche. Con lo stesso subemendamento, inoltre, si limita il divieto di espellere persone affette da gravi patologie solo se queste non sono adeguatamente curabili nel paese di origine.
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